Posts Tagged ‘Michelle Obama’

Michelle ma belle

martedì, luglio 26th, 2016

In occasione del memorabile discorso di lei

Michelle Obama speech

e dell’amoroso tuitto di lui

Obama Tweet michelle

si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Greatest MiamiHeats

martedì, gennaio 21st, 2014

Donne, tururù. Michelle ma belle schiaccia in faccia a Lebron James (grazie a GioVezz che è arrivato prima del Corrriere. Nel senso quello della sera il giornale)

(Guardatevelo pure se non vi piace il basket. Guardate lei)

Donne

venerdì, maggio 3rd, 2013

Si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle con altrettanta ilarità- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Ma Lamerica è lontana, dall’altra parte della luna

giovedì, settembre 6th, 2012

Sospendiamo momentaneamente la saga della Malesia per collegarci con la campagna elettorale di quel figaccione di Obama. Oggi siamo qui con questo che inizia così: (Sirviè, i linki si aprono, si?)

Ve la immaginate? Ve la immaginate attraversare il palco a grandi falcate, sorridere, impugnare il microfono e convintamente dire: «Il mio titolo più importante è “mamma in capo”: per un mondo migliore per i nostri figli dobbiamo essere uniti per un uomo in cui crediamo, mio marito, Maurizio Gasparri». Che Scilipoti mi faceva più gioco ma non ho rintracciato una signora Scilipoti su Wikipedia né nelle dediche degli otto libri che pure questo leader politico nostrano ha dato alle stampe per esplicitare la propria visione di futuro.
Così mentre tu, Michelle, parlavi la scorsa notte – elegante gazzella avvolta da un Tracy Reese in seta stampata rosa e grigio che lasciava libere le palestrate spalle sulle quali poggia mezza America nonché l’intera rielezione del tuo consorte, tu fermamente piantata su un tacco 12, rosa, in tinta pure lo smalto, grigio – e ti accompagnavano le note di Signed, Sealed, Delivered di Steve Wonder a me invece veniva in mente solo Anna e Marco di Lucio Dalla.

Che Lamerica «è lontana, dall’altra parte della luna». E quant’era lontana, la scorsa notte, Lamerica. Quel posto nel quale un’avvocata coi controcavoli issata sul trono rosa del tacco 12 sta lì a ricordare le scarpe vecchie del presidente, più corte di mezza misura, quelle della gavetta. E dice, e ci convince, che la Casa Bianca non l’ha cambiato, Barack Obama, che è «lo stesso uomo di cui mi sono innamorata». E ciò mi auguro non sia vero sennò sai che palle. E che la Casa Bianca non ha cambiato neanche te e che tu non gazzella, non roccia, non Perry Mason ma “mamma in capo” sei. E rimani. (continua qui)