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La funivia di Maya

mercoledì, aprile 4th, 2018

«Ho imparato che puoi capire molto di una persona dal modo in cui affronta queste tre cose: una giornata di pioggia, la perdita del bagaglio, e l’intrico delle luci dell’albero di Natale».

Oggi è il giorno di Martin Luther King ma è anche quello di Maya Angelou, alla quale Google dedica il doodle.

Poetessa, scrittrice, attivista per i diritti civili  ma anche cuoca, cameriera, attrice, prostituta, spogliarellista e ballerina, prima conduttrice afroamericana a condurre la funivia di San Francisco. E ancora giornalista in Egitto, insegnante, regista e produttrice di drammi teatrali e programmi televisivi.

Maya non si è risparmiata nulla della vita in salita: nata da famiglia poverissima, violentata dal compagno della madre, ma questo non le ha impedito di risalire sempre, proprio come su quella funivia.

Nel 1993 è stata lei a recitare una poesia durante la prima cerimonia di insediamento del presidente statunitense Bill Clinton.

Maya Angelou, la donna che ha trasformato tutto quello che le è successo in poesia. Perché  “puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.
Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo».

Qui l’integrale:

Puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.

La mia sfacciataggine ti disturba?
Perché sei afflitto dallo sconforto?
Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio
che pompano nel mio salotto.

Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
come le speranze che volano alte,
io mi rialzo.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Spalle cadenti come lacrime,
indebolite dai pianti della mia anima?

La mia immodestia ti offende?
Non te la prendere così tanto
solo perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio giardino

Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo.

La mia sensualità ti disturba?
Ti coglie di sorpresa
Che io danzi come se avessi diamanti
alla confluenza delle mie cosce?

Dalle capanne della storia ignobile
io mi rialzo.
Da un passato radicato nel dolore
io mi rialzo.
Sono un oceano nero, impetuoso e vasto
che traboccante e gonfio avanza con la marea.

Lasciandomi indietro notti di terrore e paura
io mi rialzo
in un nuovo giorno miracolosamente chiaro
Io mi rialzo
Portando i doni lasciati dai miei antenati,
sono la speranza e il sogno dello schiavo.
E così mi rialzo,
mi rialzo
mi rialzo