Posts Tagged ‘Maurizio Cevenini’

E ora a me chi mi sposa?

mercoledì, maggio 7th, 2014

Prima che me lo chieda la mia amica Carla lo ripropongo io. Due anni fa moriva Maurizio Cevenini. Sono tempi nei quali la parola “politico” non gode di buona fama ma Cevenini era un politico amato. Molto. Che ancora oggi hanno ricordato a Bologna “con un groppo in gola”. La curiosità che ancora mi resta, riproponendovi questo pezzetto del giorno in cui se ne andò, è ritrovare l’aspirante sposo. E chiedergli come stai, che fai e -soprattutto- alla fine chi ti ha sposato??

Dedicato a tutti i bolognesi. E non solo

Teoricamente non avrei dovuto conoscere Maurizio Cevenini: non l’avevo mai visto, nè incontrato, non era mio “amico” su Facebook insomma non esisterebbe un solo motivo, che sia uno, con il quale giustificare, invece, questa fitta che mi s’è piazzata qua da quando ho saputo che si è buttato giù da una torre.  Di un palazzo. Dal suo. Nel senso quello dove lavorava che però il suo lavoro coincideva con la sua vita. Un lavoro, il suo, che trasmetteva positività, condivisione, divertimento a praticamente tutti.

E il suo lavoro, incredibilmente, si chiamava politica. E dunque esiste una politica buona. Che si fa voler bene. Addirittura divertente. Una politica amica. Che va alla partita insieme. Che va alle cene del Bologna club Anzola dell’Emilia. Che fa le lotterie. Che sta accanto a te mentre dici Si, che il Cev era recordman di celebrazione matrimoni. Nel senso  che non solo li celebrava ma sostanzialmente era e rimaneva come un amico invitato.

Dico tutte queste cose di uno che neanche avrei dovuto conoscere perché son due ore che lo pedino su Facebook. La sua pagina, ora è un immenso album di famiglia 2.0. E tra tutti, chissà perchè, mi sembra che la frase che più di tutte lo racchiude è quella di un ragazzo che incredulo, smarrrito, addolorato, apre il Pc, cerca il suo profilo, clicca invia messaggio, apre e gli scrive:

“E ora a me chi mi sposa?”

E ora a me chi mi sposa?

mercoledì, maggio 8th, 2013

Un anno fa se ne andava Maurizio Cevenini. Spero non se ne abbia a male la mia amica Carla se pubblico il Buongiorno che mi ha inviato stamattina: “Cara Meri, oggi un anno fa moriva suicida Maurizio Cevenini nostro amministratore e caro amico. Tu ne hai scritto,senza conoscerlo,fra le tue parole più belle. Riesci a trovare quella pagina e a riproporla?”.

E dunque riceviamo e volentieri ripubblichiamo:

Teoricamente non avrei dovuto conoscere Maurizio Cevenini: non l’avevo mai visto, nè incontrato, non era mio “amico” su Facebook insomma non esisterebbe un solo motivo, che sia uno, con il quale giustificare, invece, questa fitta che mi s’è piazzata qua da quando ho saputo che si è buttato giù da una torre.  Di un palazzo. Dal suo. Nel senso quello dove lavorava che però il suo lavoro coincideva con la sua vita. Un lavoro, il suo, che trasmetteva positività, condivisione, divertimento a praticamente tutti.

E il suo lavoro, incredibilmente, si chiamava politica. E dunque esiste una politica buona. Che si fa voler bene. Addirittura divertente. Una politica amica. Che va alla partita insieme. Che va alle cene del Bologna club Anzola dell’Emilia. Che fa le lotterie. Che sta accanto a te mentre dici Si, che il Cev era recordman di celebrazione matrimoni. Nel senso  che non solo li celebrava ma sostanzialmente era e rimaneva come un amico invitato.

Dico tutte queste cose di uno che neanche avrei dovuto conoscere perché son due ore che lo pedino su Facebook. La sua pagina, ora è un immenso album di famiglia 2.0. E tra tutti, chissà perchè, mi sembra che la frase che più di tutte lo racchiude è quella di un ragazzo che incredulo, smarrrito, addolorato, apre il Pc, cerca il suo profilo, clicca invia messaggio, apre e gli scrive:

“E ora a me chi mi sposa?”

Ecco chissà, un anno dopo, dove sei anche tu. E come stai e com’è oggi la tua vita. Ma soprattutto: poi lei è diventata la tua signora?

E ora a me chi mi sposa?

mercoledì, maggio 9th, 2012

Teoricamente non avrei dovuto conoscere Maurizio Cevenini: non l’avevo mai visto, nè incontrato, non era mio “amico” su Facebook insomma non esisterebbe un solo motivo, che sia uno, con il quale giustificare, invece, questa fitta che mi s’è piazzata qua da quando ho saputo che si è buttato giù da una torre.  Di un palazzo. Dal suo. Nel senso quello dove lavorava che però il suo lavoro coincideva con la sua vita. Un lavoro, il suo, che trasmetteva positività, condivisione, divertimento a praticamente tutti.

E il suo lavoro, incredibilmente, si chiamava politica. E dunque esiste una politica buona. Che si fa voler bene. Addirittura divertente. Una politica amica. Che va alla partita insieme. Che va alle cene del Bologna club Anzola dell’Emilia. Che fa le lotterie. Che sta accanto a te mentre dici Si, che il Cev era recordman di celebrazione matrimoni. Nel senso  che non solo li celebrava ma sostanzialmente era e rimaneva come un amico invitato.

Dico tutte queste cose di uno che neanche avrei dovuto conoscere perché son due ore che lo pedino su Facebook. La sua pagina, ora è un immenso album di famiglia 2.0. E tra tutti, chissà perchè, mi sembra che la frase che più di tutte lo racchiude è quella di un ragazzo che incredulo, smarrrito, addolorato, apre il Pc, cerca il suo profilo, clicca invia messaggio, apre e gli scrive:

“E ora a me chi mi sposa?”