Posts Tagged ‘matrimonio’

Il “per sempre” e la scienza del pollo

giovedì, aprile 7th, 2016

Cara Meri Pop,

t’ho vista sa, ieri, al Tg2. Ora, siccome alla domanda sul se esista il per sempre hai detto che in fatto di matrimoni e convivenze di solito “la seconda è quella del per sempre”, vengo qui a chiederti: come devo regolarmi io, visto che per lui è la seconda ma per me è la prima?
Grazie
Simonetta

Cara Simonetta,
adesso ci penso
Meri

Cara Meri,
non è per sfiducia nelle tue capacità matematiche ma non è che potrebbe pensarci il Professor Pi?
Simonetta

Caro Professor Pi,
vengo a Lei con questa mia perché secondo le mie statistiche di solito “il secondo è per sempre” (matrimonio o convivenza). Ma se per uno è il secondo e per l’altro è il primo? Essendomi già incartata con le proporzioni matematiche, non è Lei che avrebbe un Fibonazzi, un Pitagora, un Euclide, un qualcuno al quale attingere a portata di mano?
Sua devota Meri Pop

Cara Meri,
Ella mi pone problemi la cui soluzione è più complicata di quelli posti da Hilbert ad inizio secolo del secolo scorso, molti dei quali ancora insoluti.
Proverò  comunque a darle una risposta attingendo alle scienza del pollo a testa: la statistica.
Il problema, propone l’ISTAT non va visto tanto nei numeri piccoli (quali sono 1,2 e financo 3) ma nei numeri a due cifre del tipo 40, 50 etc, cioè l’età, in genere, nella quale si compie il secondo passo.

E dunque direi che non è il fatto di essere il secondo, a fare la differenza: sono l’età adulta, la stanchezza e forsanco la vecchiaia a fornire un collante più forte. Ma, come ancora ci assicura l’ISTAT, non necessariamente indissolubile.
Cordiali saluti,
Suo Prof. Pi

Matrimonio Forever

Viva l’Italia

martedì, ottobre 13th, 2015

Le storie le porta il vento e le fa atterrare dove vuole. A volte anche in un autobus. Quello pieno pieno del rientro la sera che fra due minuti è quasi casa, quello che anche se ne passano dieci di seguito vuoto non è mai. E nel caos generale delle proteste a un certo punto sento una voce dietro di me. Piena, matura, un po’ roca. Non riesco neanche a muovermi quando lui racconta alla signora che gli è seduta accanto

-E insomma signoramia io quest’anno ho fatto settant’anni di matrimonio. Settanta. Perché io, signoramia, me so’ sposato nel ’45. Il Quarantacinque. Quel Quarantacinque lì.

Pausa. Cerco di girarmi ed effettivamente l’età per averlo fatto sul serio ce l’ha. Poi riprende

-Ci siamo sposati il 16 d’agosto del Quarantacinque, io con la divisa da partigiano e Santina con un vestito… un vestito fatto con la tela di un paracadute. Settant’anni. E stamo ancora qua. E mo’ però devo scende

Mi giro di scatto, lo vorrei fermare e chiedergli ancora di lui, di Santina e di sta tela del paracadute e soprattutto di com’era la divisa da partigiano. E invece le porte si aprono e lui pluf scompare nel formicaio di piazza Venezia. Ironia della sorte, sotto quel balcone.

Ed è da ieri che ci penso. E mi rivedo questo film in bianco e nero di un’Italia bella e coraggiosa. E mi viene proprio da dirlo: viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia che non dispera e l’Italia che si innamora.

Signora Santina, ovunque lei sia, spero abbia conservato quel vestito. E quel paracadute. Che ci ha salvati fino a qui.

matrimonio 1945

Foto da centropoliscastelbuono, Sposi Sarrica-Palumbo 1945

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi s’inghiommano

venerdì, giugno 5th, 2015

Certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi s’inghiommano (tipo il ciambellone nel gargarozzo senza il caffellatte). E’ con la solerzia tipica delle vere donnetoste che la mia amica Ale, oggi sul post prandiale, incurante dei 34 gradi che incocciavano su Roma, percepiti 38, apponevami nella bacheca del socialcoso la quiseguente:

Amarti Continuerò Ad

“Marco continuerò ad amarti anche quando ti farò da testimone al matrimonio”, tratta dal consigliato profilo zuckercosico Cronache femminili, è la summa tuologica del concetto “Amici mai” di vendittiana memoria, l’emblema di una vita passata in ostaggio del Tu-per-me-sei-sempre-l’unico, ergastolani della pietosa bugia del Certi-amori-non-finiscono. Da cui sottodiscende quella dell’indissolubilità. Non del di lui matrimonio ma del di tuo corrergli appresso.

E dunque tra i problemi irrisolti dell’umanità -insieme alla Congettura dei numeri primi gemelli e a quella di Polignac, per citarne un paio- andrebbe annesso anche quello per cui teniamo nella teca votiva da straziamento amoroso -citandola come prova a favore del fatto che certi amori non finiscono- una canzone che inizia con “Questa sera non chiamarmi no stasera devo uscire con lui”.

E’ che continuiamo a fermarci al ciambellone. Che è buono, certo. Ma, da solo, s’inghiomma. Si ripropone. Come la peperonata. Ignare del fatto che con un sorso di caffè, all’occorrenza di vinsanto, se ne cala liscio liscio. E se ne va.

Perché il matrimonio non è come Londra

giovedì, maggio 14th, 2015

Un frammento amoroso dell’intervista a Ornella Tarantola su Vanity Fair di Luca Bianchini (per presentare Dimmi che credi al destino)

Perché Londra piace tanto agli italiani?

“Perché tutti sogniamo la stabilità ma ci piacerebbe fuggire ogni due minuti. Londra ti dà l’idea che puoi essere in fuga per sempre”

Bellimiei, ora avete capito perché il matrimonio non funziona? Perché non è come Londra: appaga il sogno di stabilità. Ma non ti dà l’idea che puoi essere in fuga per sempre.

L’amante

venerdì, aprile 10th, 2015

“Gli uomini si fanno l’amante per restar sposati, le donne per cambiar marito”.

Veronique Ovaldé, “E il mio cuore trasparente”

Oggi ‪#‎ConsigliounLibro‬ perché a me lo consigliò il libraiodellaVersiliadiMeripo’, Andrea Geloni, sempresialodato

Veronique Ovaldè fotografata da Samuel Kirszenbaum

Il Frecciarotta

giovedì, marzo 12th, 2015

Spiace constatare che il soprassalto di consapevolezza per gli effetti nefasti della velocità sulla nostra vita ricicci sempre in occasione della discussione in Parlamento delle norme sul cosiddetto “divorzio breve” (cioè consentire a coppie sposate e senza figli, che siano d’accordo sul da farsi senza scannarsi, di poter sciogliere il vincolo matrimoniale dopo un anno dalla separazione). Filosofia della lentezza che ha, sia chiaro, ottime ragioni dalla sua, in generale.

Dunque capisco tutto. Ma insisto: sostenere che il divorzio breve accorcia i matrimoni è come sostenere che il Frecciarossa ha ristretto l’Italia.

L’anguillismo del Lealiano mimanchismo

mercoledì, febbraio 11th, 2015

A ridosso dell’inizio del florovivaistivo Festival si verificava la solita escalation di Mimanchismo (se ne parlò già qui): uomini ovunque dispersi nel globo terracqueo dello scorso weekend mandavano sms con la fatale locuzione a donne sdilinquite, ovunque disperse anche loro ma disperse da sole. Nel senso che il mandante trascorreva la vacazione con moglie e figli regolarmente riconosciuti e messi a bilancio.

Ora c’è che la maggior parte dei mandanti non si limitava allo struggente sms ma inviava proprio il link alla sdilinquente nenia dell’ipertricotico urlatore. Che, giusto per ricordarvelo, ci tormenta e inutilmente ci mette in guardia dal Festival del 1988.

Dunque il sabato sera, con già dodici ore di convivenza parentale coatta, approfittando dell’ora che volge al butting della mondezza cioè
“quando il sole da’ la mano all’orizzonte,
quando il buio spegne il chiasso della gente “

si precipitavano sull’aifonio e compulsavano il “Mi manchi” alla tapina sola e abbandonata in città.

La dedica del “Mi manchi” Faustolealista segna, di norma, il punto più anguillesco della illegal relazione:  perché il fedifrago sa che la lusinga della descrizione contenuta

”nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po’ incosciente/ nelle scuse di quei tuoi probabilmente”

culminante in

”sei quel nodo in gola che non scende giù”

sposta definitivamente il piano della realtà: guarda che sei tu quello dal sorriso parecchio incosciente, che mette scuse e fa vivere lei di “probabilmente” (soprassiedo sul nodo in gola che invece te lo meriteresti al collo, scorsoio, anche).

Come da denuncia per circonvenzione d’incapace, di lei, risulta essere anche il prosieguo a base di: “Mi manchi…mi manchi/ posso far finta di star bene, ma mi manchi”. Che te l’ha ordinato il dottore di non fare ordine nel tuo stato civile?

Per non dire del “Mi manchi/ e potrei cercarmi un’altra donna ma m’ingannerei”. N’altra?

E infine ci avviamo a sprazzi di onestà con quel

“sei il mio rimorso senza fine (era ora)/il freddo delle mie mattine/ quando mi guardo intorno e sento che mi manchi”.

Quindi?

Quindi per favore chiudete quel caspita di Iutubb e aprite gli occhi. Perché mentre quello ”cammina a piedi nudi dentro l’anima” voi state proprio a piedi. In mezzo a una strada. Capito?

L’iMat

lunedì, ottobre 27th, 2014

Cara Meri,
un grande classico: io, lui, l’altra. Senonché l’altra è sua moglie, da svariati anni e due figli. E da tre anni c’è tutto il repertorio di scuse per non far chiarezza tra noi, sai i bambini, sai ora no, sai, sai. Senonché a me sta nascendo, oltre alla rabbia nei confronti di lui, anche il senso di colpa nei confronti di lei. Io mi sento una sfasciafamiglie. Ti pare mai possibile? Eppure è così. Sono quindi una cretina doppia?
Milena

Cara Milena,
in linea di massima in ogni curriculum sentimentale che si rispetti c’è “lo sposato”. Lo sposato spesso, quando si fa un’amante, la famiglia non intende affatto sfasciarla ma rafforzarla. Qualche tempo fa una psicologa così sintetizzò la situazione a un’amica:
-Cara, tu quel matrimonio non lo stai minando, lo stai tenendo in piedi. Perché gli uomini hanno spesso bisogno di uno sfogo esterno per reggere la pressione interna.

Ordunque, Milena cara, tu non sei affatto la sfasciafamiglie: tu sei la batteria. La batteria esterna dell’Iphone. Senza la quale dopo poche ore l’Aifonio si scarica. Sei dunque la ricarica del sacro vincolo ammosciato. La ricarica dell’iMat. Devi solo decidere se intendi utilizzare a questo scopo la tua energia.
Energicamente abbraccioti
Tua Meri

Il divorzio non è mai facile

giovedì, ottobre 16th, 2014

Però per favore non chiamatelo “divorzio facile”: approvare una norma che non ti fa affogare nella burocrazia non vuol dire renderti facile il divorzio, vuol dire rendere dignitosa la giustizia. (Capito Giovanà?)

La resa

giovedì, ottobre 9th, 2014

Uozzappa

-Cara, allora oggi faccio io la spesa prima di rientrare
-Si
-Prendo i fagiolini e la frutta da quello del biologico
-Non t’allargare, la lista la faccio io
-Si ma lo so anche io quello che manca
-Comprare: 1 kg patate, cipolle bianche, carote confezione in busta da mezzo chilo, un cespo di lattuga, 1 kg zucchine con fiore, pere kaiser, mele verdi, carta per cucina,  uova allevate a terra, latte intero della Centrale, Pavesini.
-Ok
-No fagiolini che costano ancora troppo
-Ok
-Bene, grazie. Ciao amore
-Ok