Posts Tagged ‘Mark Zuckerberg’

L’amore è non dover mai dire Mipiace

mercoledì, maggio 2nd, 2018

E dunque Zuckercoso ha deciso che su Facebook aprirà la sezione Agenzia sentimentale: un algocoso per conoscersi online e, se le cose funzionano, fidanzarsi. Lui vuole fare le cose serie eh, non favorire le sveltine, nonnonnò: “creare relazioni reali e per il lungo periodo, non per incontri occasionali”.

Solo che una App per incontrare sconosciuti affidando poi a un improbabile calcolo statistico la felice relazione stabile esiste già e si chiama Matrimonio. Si usa da millenni ma soprattutto si è già visto come va a finire: che uno alla fine va su Facebook e ricomincia a rimorchiare.

Perché, come diceva la zia della mia amica Mariapà quando finiva un amore, Ricordati che è sempre uno che hai conosciuto per strada. E che la strada possa essere online non farà alcuna differenza.

Chi siete, dove andate, come tornate

lunedì, agosto 24th, 2015

Oh, è talmente vero che, come dice il saggio, “chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita” che pur avendo passato indenne la frontiera, stamattina Zuckercoso ha detto che non posso essere Meri Pop. Poi mi ha chiesto i documenti e ha detto Lefaremosapere.

E insomma mi chiedo: ma se uno rientra a casa ma non su Facebook, è rientrato veramente?

Meri Pop NZ South Pole

L’uomo che imparò a volare

martedì, febbraio 17th, 2015

Per quegli inspiegabili meccanismi di emulazione accadde che, dall’alto del mio metro e mezzo abbondante, nella mia vita precedente mi appassionassi al basket. E mi ci appassionai quando il motivo per cui decisi di commutare lo stato civile da nubile a sposata mi fece conoscere Michael Jordan. Nel senso tramite la tv. Michael Jordan -che oggi compie 52 anni- è l’unico uomo che io abbia visto volare. Nel senso senza deltaplani e altri ausilii che non fossero la spinta e la potenza delle proprie gambe. Volare con una palla in mano.

Per quel che ce ne racconta oggi Wikipedia questo santantonio di figaccione che lèvati, cioè  “il giovane Michael”, ” frequenta la Emsley A. Laney High School, ma è un ragazzo molto timido; segue addirittura un corso di economia domestica, per paura di non riuscire a trovare una donna da sposare una volta cresciuto. Di conseguenza, impegna tutte le sue energie nello sport”.

Dunque eccone un altro, come tipo Zuckerberg:

lezione numero 1) spesso c’è un casino amoroso all’origine delle fortune. Se ne tenga conto

E una volta, parlando di Phil Jackson, disse:  “È l’unico che sia riuscito a tirare fuori sempre il meglio di me, l’uomo che mi ha fatto diventare un vincente. Fra me e lui era una continua sfida a livello mentale. Mi ha spesso messo in difficoltà nello spogliatoio con i compagni, ma lo faceva per fortificarmi. Non mi sorprende che continui ad avere successo a Los Angeles: è un mago nel mischiare la personalità dei giocatori. Perché -ed eccoci alla lezione numero 2- con il talento e basta non si vince”.

Ma la lezione più importante che ho imparato da Michael Jordan è la lezione numero 3:

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

Buon compleanno

Se è meglio un mese senza sesso che senza telefonino siamo proprio sicuri che sia colpa del telefonino?

martedì, gennaio 14th, 2014

Dunque il titolo è “Meglio un mese senza sesso che senza telefonino”.

Svolgimento: “Pronte a rinunciare al sesso anche per un mese, ma non allo smartphone. Così almeno il 45% delle donne cinesi, seguite dal 39% delle americane e il 38% delle europee. Come si legge in una ricerca condotta dalla società MSL Group in collaborazione con Randi Zuckerberg, sorella di Mark, il fondatore di Facebook. Il rapporto è stato stilato dopo aver intervistato oltre 3600 donne di diversi paesi”.

Inizia l’anatema:  la passione non si trova più nel letto ma sullo smartphone, è trapassata dal reale al virtuale (e per altro che ti volevi aspettare da una ricerca condotta insieme alla sorella di Zuckercoso?), qual malefico e terribile baratto ci sta distruggendo la vita reale per farla approdare nella virtuale. Segue dibattito.

Bene. Ora, con tutto il rispetto, ma se una preferisce il telefonino al sesso siamo proprio sicuri che sia colpa del cervello andatole in pappa col telefonino e non piuttosto del fatto che il sesso fin qui testato non fosse un granché?

Sai la gente è strana prima si sposa e poi si ama

sabato, giugno 8th, 2013

Trovo un atto di estremo coraggio e di lodevole abnegazione il fatto che la signora Zuckerberg abbia fatto mettere tra le clausole dell’accordo prenuziale l’obbligo di fare sesso col marito almeno una volta a settimana. Lo trovo a tratti anche eroico se si consideri che il sesso nel matrimonio, al netto dei fuochi d’artificio sull’inerzia dei primi anni e fatte salve poche eccezioni -che come è universalmente noto confermano la regola- statisticamente tende a configurarsi come un fattore di autoestinzione dello stesso: cioè del sesso. E anche del matrimonio.

E dunque impegnarsi solennemente davanti ai tribunali di tutto il globo a continuare a farlo almeno una volta alla settimana andrebbe salutato come la più grande prova di amore e di fiducia nel sacro vincolo, altro che assenza di romanticismo: qua siamo proprio ai kamikaze, del romanticismo.

Mimì, d’altra parte, ha inscritto la verità nella sua voce immortale: Sai, la gente è strana, prima si sposa e poi si ama. E soprattutto “cambia idea improvvisamente”. Ma ancora di più “sai, la gente è matta forse è troppo insoddisfatta”, segue l’avvocato ciecamente  e quando la clausola cambia, lei pure cambia. Continuamente. E scioccamente.

Tutto ciò premesso auguri a sti due. Senza invidia.

Caro Zuckercoso, miliardario grazie a me

sabato, maggio 19th, 2012

Oggi siamo qui. Con questa che inizia così:
Caro Zuckercoso, è probabile che dopo lo sbarco in Borsa di Facebook anche i Peanuts sbarcheranno da un avvocato e ti facciano causa. Perché, a giudicare dalla mole di postamento quotidiano che vedo scorrere, le strisce di Charles Schulz sono il 60 per cento del traffico di contenuti della tua geniale invenzione, il resto essendo equamente diviso tra le foto delle vacanze mie e le scemenze che ci diciamo con gli amici miei: sostanzialmente i Peanuts, le mie vacanze e le scemenze viaggiano su Facebook come i neutrini nel tunnel della Gelmini.