Posts Tagged ‘Mario Monti’

La giusta di stanza

Friday, December 28th, 2012

Dunque io certe volte cerco di immaginarmi dei posti per me inaccessibili. Esclusi quelli nei quali mi trascina il professor Pi (tranne ora che lui è alle Andamane e io alle anda a casa) mi piace immaginare, che so, la stanza del Tribunale di Milano dove calcolavano un equo indennizzo per Veronica Lario (-quanto si fa? -mah, che ne so, un centomila -centomila mese? -centomila giorno) oppure la stanza “del Vaticano”. Come sono fatte queste stanze? Che c’è sopra le scrivanie? Chi c’è attorno? Chi entra, chi esce. Quali urgenze ci sono in questi giorni? Magari uno dice -Eminenza, ci sarebbe il parroco di Lerici che straparla sul femminicidio – Eminenza, il crollo delle vocazioni. Cioè mi immagino la scrivania piena, tipo, di valori non negoziabili.

(vi cito paro paro da Avvenire: “La categoria della “non negoziabilità” è emersa per la prima volta nel Magistero della Chiesa nella Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica emanata il 24 novembre del 2002 dalla Congregazione per la dottrina della fede. La Nota era firmata dal cardinale Joseph Ratzinger, nella qualità di Prefetto della Congregazione e venne approvata da Papa Giovanni Paolo II. Nel paragrafo 3 della Nota si ribadisce che «non è compito della Chiesa formulare soluzioni concrete – e meno ancora soluzioni uniche – per questioni temporali che Dio ha lasciato al libero e responsabile giudizio di ciascuno».)

Più che altro per capire come mai da quelle stanze esca una cosa tipo “appoggio a Monti”.

L’occasione mi è gradita per riproporre la “Stanza della Segnatura”, di Raffaello.

Se serve torno e se hai bisogno chiama

Thursday, September 27th, 2012

E insomma me ne stavo lì a leggere e rileggere che “non mi candido, ma se serve torno” e mi risuonava come fosse qualcosa di familiare, molto familiare. Stavo giusto abbandonando l’inseguimento di macchemiricorda quando finalmente là, un lampo: un caffè all’aperto, d’inverno, però quell’inverno romano che ancora è autunno romano, coi colori arancio romano e giallo papalino romano.

Il tavolino all’aperto, un caffè macchiato e un nonmiricordocheavevapresolui. L’ultimo atto di una lunga storia d’amore (cit, Gino). Beh insomma non tutta d’amore sennò non finiva. Però una lunga storia di parecchio amore. E allora ormai ti sei detto quasi tutto, stai lì che alla fine non c’è davvero da aggiungere altro.

Vi alzate, lui ti riaccompagna, triste bacetto sulla guancia che fa coppia evoluta e matura pure se tu forse gli vorresti anche spaccare la mascella ma ormai l’impulso al pugilato è sommerso, anche lui, dalla latente noja che vi ha fin qui divisi e allontanati.

Ed è allora, quando potrebbe finire così, meritatamente in silenzio, che lui si volta e rovina tutto dicendo:

-Ah, se hai bisogno chiama. Io per te ci sarò sempre

La tragedia è che lì per lì ti sembra pure una cosa buona. Che rafforza l’autostima anzichè il pugno. Perchè è stato solo un anno dopo che, ripensandoci, m’è venuta la risposta:

-Ma per carità, tieni pure occupato il telefono e parla tranquillo.

 

Elogio della monotonia e della noia

Thursday, February 2nd, 2012

“Sarà un caso, coccamia, ma a lamentarsi del matrimonio so’ sempre quelli sposati che però col cavolo che si separano”.

E insomma a me sta storia del posto fisso m’ha richiamato tanto quel fortino assediato che si chiama matrimonio: chi sta dentro vuole uscire e chi sta fuori vuole entrare.

Così ne ho scritto qua. Eccheccavolo. 

Le rughe di Elsa

Tuesday, December 6th, 2011

Dunque, oggi siamo qui:
Con questo

Non ho visto subito le lacrime perché stavo guardando le mani. Le mani e il gesticolare di Elsa Fornero, ministra che ha tolto il primato e lo scettro della lacrima tristi a Livia Turco. Le mani di una che, puoi essere d’accordo o no sul contenuto, padroneggia la materia della quale parla. Su Facebook qualcuno scriveva che quando parlano questi di sto governo qui le viene automaticamente da prendere appunti. Io guardavo quelle mani che stavano per darmi la mazzata, previdenziale, ma mi sentivo stranamente sollevata. Sollevata dal sapere che, forse, davvero, se voglio salvarmi domani, non ho altra possibilità che la mazzata oggi.
Davanti a quel televisore mi è successo un miracolo: le stavo credendo.
Credevo a quelle mani.
E poi le rughe. Rughe come segni di accetta sul viso. Senza il lenimento non dico di un botox ma nemmeno di una Nivea idratante.
Il coraggio di presentarsi così mi stava facendo riflettere sul fatto che gesti di ordinario buon senso sono ormai diventati eroici. E quando lei ha pianto è venuto da piangere anche a me. Un po’ a vedere la mia pensione che prendeva il largo lasciandomi in mare aperto senza salvagente ma anche perché mi sono chiesta: ma come ci eravamo ridotti? Davvero siamo al punto in cui vedi un ministro serio in tv e vorresti alzarti e abbracciare il televisore? Ho visto e ascoltato quel pianto ma soprattutto un’esposizione lucida e competente. E sono stata contestualmente assalita dall’incubo dell’audiovideo che mi avrebbero riservato gli altri in aggiunta alla mazzata: tra un grugnito di Bossi, una maledizione di Brunetta, un dito medio della Santanché, una barzelletta di terz’ordine del capocomico e qualcosa di cui chiedere scusa a nome di Giovanardi.

Ed è così che, fresca di mazzata, sono andata a letto felice.

La linea immaginò: mo’ basta cialtroni

Wednesday, November 16th, 2011

Quindi eccoli, tutti gli uomini del Presidente. E non so quanti precedenti ci siano di tre persone toste sedute contemporaneamente sulle sedie di Interno, Giustizia e Lavoro. Che poi sono anche donne.

Ci sarà tempo di commentare, documentarsi, monitorare, seguire, controllare. Ma, a caldo, mi viene in mente una cosa anzi due. La prima, mentre mi s’accavallavano i pensieri con lo spread, nel frattempo l’ha mirabilmente riassunta la Benedettadonna amica mia su Facebook, e ve la piazzo qui: 

“stupirsi perche ci sono 3 donne competenti in 3 ministeri chiave e perche non c’è il ministero della GGGioventù o perchè anzichè del federalismo c’è un ministero per la coesione territoriale dà esattamente l’idea di quanto da oggi dovremo davvero andare di corsa”. (cit. Benedetta Marino) 

La seconda è che speriamo che ’sta lista, che l’abbiamo aspettata come quella di Schindler, possa segnare un confine, fare da linea Maginot dei diritti fondamentali: che mai più ci si debba turare nasi e accontentare di bassi o infimi profili. E che le categorie donne, cattolico, laico non esistono: esistono persone competenti ed esistono cialtroni.

Che pure i competenti possono sbagliare. E diventare cialtroni. Però noi a partire dai cialtroni basta. E dunque da mo’ è l’ora di mobbasta cialtroni.

Poi non è che è solo lo spread che si rompe i coglioni, eh

Monday, November 14th, 2011

Elenco dei partiti politici che Mario Monti deve incontrare (a cui vanno aggiunte quelle delle parti sociali da Cgil-Cisl-Uil alla Confindustria).

- Fareitalia per la Costituente Popolare – Liberal Democratici-MAIE
- Liberali per l’Italia – PLI
- MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud – Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud) – Repubblicani-Azionisti
- Sud Tiroler Volkspartei
- Union Valdotaine
- Unione di Centro
- VersoNord
- Movimento Repubblicani Europei
- Partito Liberale Italiano
- Partito Socialista Italiano
- Rappresentanza Socialista Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI – Popolo e Territorio
- Noi Sud
- Libertá ed Autonomia
- Popolari d’Italia Domani-Pid
- Movimento di Responsabilitá Nazionale Mrn – Azione Popolare
- Alleanza di Centro Adc
- Coesione Nazionale
- Io Sud
- Forza del Sud
- Liberali per l’Italia
- PLI
- Unione di Centro per il Terzo Polo
- Alleanza per l’Italia
- MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud – Italia dei Valori
- Partito Democratico
- Futuro e Libertá per il Terzo Polo
- Il Popolo della Libertá
- Lega Nord Padania

Poi non è che è solo lo spread che si rompe i coglioni, eh. Che Trony in confronto fa ridere

L’aggiusto

Friday, November 11th, 2011

Il passeggero del volo Milano-Roma che, borsa in spalla e snobbato dalle autoblu, in coda insieme agli altri si avvia all’imbarco

L’ospite dell’Hotel Forum nel quartiere di Roma che si chiama come lui

Quello che non sa raccontare barzellette

L’ uomo che aspetta la moglie al binario della stazione Termini


(da Mario Calabresi su twitter: Pero’ la foto di #Monti che aspetta la moglie al binario della stazione Termini e’ di una normalità rivoluzionaria http://pic.twitter.com/VhkXbkuK)

Tali persone pare stiano per salvare l’Italia.

(Borges mi perdoni)

I Giusti
“Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo”.

Burp

Thursday, November 10th, 2011

Per Bossi inizata l’elaborazione del rutto