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10 cose da portare per viaggiare da sole. Anche se restate dove siete

venerdì, giugno 16th, 2017

1 Non bisognerebbe mai sottovalutare la capacità degli uomini di sottovalutare le donne.
2 Uno degli effetti collaterali di rimanere vedova si un uomo con cui non si è sposati è che non si è vedova. Non si è niente.
3 A volte noi donne ci dimentichiamo le istruzioni per l’uso dell’intelligenza, dell’astuzia, della simpatia.
4 Forse è meglio mangiare le ostriche in due invece che da soli ma non mangiarle del tutto è ancora peggio.
5 Se la tristezza ti deve fare da commensale, tanto vale invitarla in un buon ristorante piuttosto che a una tavola calda.
6 La solitudine non è uno stato d’animo da cercare o da fuggire, è, banalmente, uno stato di famiglia.
7 Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia.
8 Le città sono come gli uomini, il modo migliore per sedurle è farle parlare di sé.
9 Non c’è dolore che non si sciolga nell’acqua calda di un bagno.
10 Imparate a farvi compagnia.
(da “Io viaggio da sola” di Maria Perosino. Che oggi sono tre anni che ha continuato a viaggiare da sola ma per sempre)

Maria Perosino taccuino

10 cose da portare per viaggiare da sole. Anche se restate dove siete

giovedì, giugno 16th, 2016

1 Non bisognerebbe mai sottovalutare la capacità degli uomini di sottovalutare le donne.

2 Uno degli effetti collaterali di rimanere vedova si un uomo con cui non si è sposati è che non si è vedova. Non si è niente.

3 A volte noi donne ci dimentichiamo le istruzioni per l’uso dell’intelligenza, dell’astuzia, della simpatia.

4 Forse è meglio mangiare le ostriche in due invece che da soli ma non mangiarle del tutto è ancora peggio.

5 Se la tristezza ti deve fare da commensale, tanto vale invitarla in un buon ristorante piuttosto che a una tavola calda.

6 La solitudine non è uno stato d’animo da cercare o da fuggire, è, banalmente, uno stato di famiglia.

7 Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia.

8 Le città sono come gli uomini, il modo migliore per sedurle è farle parlare di sé.

9 Non c’è dolore che non si sciolga nell’acqua calda di un bagno.

10 Imparate a farvi compagnia.

(da “Io viaggio da sola” di Maria Perosino. Che oggi sono due anni che ha continuato a viaggiare da sola ma per sempre)

Maria Perosino taccuino

Maria Perosino

Partire da ferme

martedì, giugno 16th, 2015

Portarsi addosso una sconosciuta. Non ve lo so spiegare meglio, quello che mi è successo con Maria Perosino. Storica dell’arte e scrittrice. Scrittrice di viaggi. E di vita. C’è che un giorno, non tanto tempo fa, sentii fare il suo nome da qualche parte (no, non mi ricordo niente peggio di Nora Ephron). Dopo pochi giorni lo sentii rifare da due amiche che ne parlavano sull’autobus citando il titolo di un suo libro. IL suo libro: “Io viaggio da sola”. Senonché mi tuffai su Google e iniziai a cercarla. Nello stesso tempo aprii il socialcoso dell’uccellino, Twitter, e tra le notifiche c’era scritto “Maria Perosino ha iniziato a seguirti”. Un messaggio chiaro, tipo: “ho capito, se aspetto te stiamo fresche”.

Cliccai il tastino bianco di Segui che virò in blu: ci eravamo trovate. Non ricordo (ve l’ho detto, è un disastro) quanti giorni ci seguimmo. Ricordo che appresi che stava uscendo un suo nuovo libro. E io ancora dovevo comprare “Io viaggio da sola”. Ma continuavo ad aspettare nonsisacché. Un giorno entrai da Feltrinelli al grido di “Mi dia Io viaggio da sola della Perosino” con la stessa determinazione di un rapinatore da “Caccia il malloppo” ma, quando quello me lo consegnò, lo sfogliai e lo rimisi a posto. E pensai

-No, non è ancora il momento

Non so che caspita stessi aspettando. Ma quel pensiero di lei e del libro era ormai quotidiano e fisso. Però mi appuntai la data di uscita del nuovo, ormai mancava poco, e scrissi sull’Agenda

16 giugno – Le scelte che non hai fatto

Ed è stato così che giusto la mattina del 16 giugno di un anno fa, uscendo per portare finalmente a compimento sta missione, arrivarono dal socialcoso dell’uccellino quattro agghiaccianti parole: “E’ morta Maria Perosino”.

Non so dirvi che sbigottimento è perdere una persona che non hai mai avuto. Ma che hai sfiorato. Che stava lì, a portata di clic, e non hai raggiunto mai. Pensando di aver tempo. E che ne avesse lei. Che aveva la mia età.

Maria Perosino. Una a cui il viaggiare ha salvato la vita, anzi ne ha regalato un’altra (vi ricorda qualcosa?). E che mi ha definitivamente convinta del fatto che, spesso, per cambiare vita basta iniziare cambiando valigia. Perché «è il trolley l’invenzione che più di ogni altra, pillola anticoncezionale inclusa, ha contribuito alla liberazione delle donne».

Maria Perosino. Che ci ha consegnato il passaporto per vivere bene. Anche e soprattutto da sole. Partendo da ferme, all’occorrenza. Che “Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia”.

Maria Perosino taccuino