Posts Tagged ‘Margherita Hack’

Tisanic

sabato, settembre 22nd, 2012

Visto che il miglior film di tutti i tempi pare sia l’Hitchcockiano “La donna che visse due volte”, per le donne e gli uomini che ne vivono una ma coi controcavoli c’è da dire che il mio amico cinefilo Ste, per l’occasione Stechcock, ha stilato un podio dei tre film ai quali ricorrere in situazioni di emergenza emotiva amorosa: quando il primo Pronto Soccorso Emotivo raggiungibile si venisse a trovare, per dire, sotto a un albero di sanguisughe nel Borneo, o a una festicciola fra amici, voi comodamente potete accedere, a seconda della sintomatologia, al seguente Dvd:

di Stechcock

1. Come eravamo: ideale per la fanciulla che non si sente all’altezza del proprio “farfallone amoroso”; vuole dimostrargli quanto è bella dentro, ma teme che alla fine preferirà il genere Belen Rodriguez al fenotipo Margherita Hack

2. Scrivimi fermo posta: ideale per il maschio romantico che profonde tutte le sue energie nell’arte del corteggiamento. Nonostante collezioni due di picche a ripetizione è convinto che, per la legge dei grandi numeri, prima o poi qualcuna cederà per sfinimento ai suoi slanci d’amore.

3. Titanic: ideale per chi crede nell’amore eterno, nelle due metà della mela che si uniscono e per i fan di De Gregori. Se il vostro partner vi ha mollato e volete illudervi che, nonostante abbia giurato che preferisce affrontare un’operazione a cuore aperto piuttosto che rimanervi accanto, ancora in fondo in fondo vi ama… beh, l’annegamento di Di Caprio e la susseguente offerta di diamanti al Dio del mare nel centenario del tragico evento… sarà molto catartico.

 

Bat-cave, che Gotham City era Disneyland in confronto

mercoledì, settembre 12th, 2012

19 e 20 agosto

Dalla prima lettera del professor Pi alla ciurma: “La sera del 19 conviene preparare lo zainetto con il necessario per 5 giorni e 4 notti che trascorreremo al Gunung Mulu. Portarsi solo lo stretto necessario perché molte ore di trek saranno con lo zaino in spalla”. Quale crudeltà può spingere un uomo a scrivere una cosa del genere a una donna? Ed è da momenti come questi che si evince come il concetto di “stretto necessario” da uomo differisca ontologicamente nello stretto necessario da donna e stanno l’una all’altra come Margherita Hack al Mago Otelma. Due universi non comunicanti.

L’universo maschile, lo avete capito, ha infine prevalso sul femminile la sera del 19 agosto allorquando dovevo allestì sto zainetto (alle cui prove generali avevamo assistito in occasione dello zainetto per andare dagli Iban) per 5 giorni in 3 chili. Separatici nuovamente dal bagaglione si restava dunque co sti zainetti di Amudsen imbarcati su un volo Miri-Mulu ove atterravamo alle ore 15 del 20 e ivi presi in consegna da un panzer umano rispondente al nome di Marià, della tribù degli Iban: sostanzialmente l’anello di congiunzione tra Apocalypse Now e Salvate il soldato Ryan. Con st’anello ci dirigevamo nelle Deer and Lang’s cave.

Visto che robetta? Miri cave (Foto Chiara Paparelli)

Vi dovrebbe essere ormai chiaro che dietro ogni locuzione tipo “andavamo, ci dirigevamo, approdavamo, ci recavamo” si nasconde un percorso più o meno accidentato variabile fra i 2 e gli 8 km. a piedi. Qui 2 più svariati dentro alle grotte che, ve lo voglio far vedere, comunque meritavano anche di esservi calati col paranco (che infatti Chiaretta nostra che ha fatto le foto così di norma ci si cala, che issa speleloga pure iè:

Miri cave (Foto Chiara Paparelli)

Fra tutte queste meraviglie direi che forse vale la pena concentrarci sull’ultima, la Bat cave. Un antro spettrale e immenso, che potrebbe contenere tutto il Grande Raccordo Anulare insieme alla Tangenziale di Roma e la complanare di Bari, contiene invece 30 milioni di pipistrelli. Ve lo ripeto: TRENTA milioni di pipistrelli. Che mangiano 15 tonnellate di insetti al giorno. E evacuano di conseguenza, mi si scusi il riferimento ma ne ho ben d’onde. Di onde. Che se questi partecipassero alle Olimpiadi del guano non ce ne sarebbe per nessuno, proprio. Un’unica apertura in alto a un’entrata in basso fanno filtrare luce, aria, visitatori e cibo dei pipistrelli. Il resto è inquietudine. E piccole passerelle con corrimano di corda ai quali ci appoggiamo con entusiasmo per non fare surf sul guano finché Marià, nel briefing della curva guano n.7, chiosa:

-Ah e volevo dirvi: quando uscite di qui lavatevi bene le mani perché questa roba matrrone depositata sulle corde non è terra.

Al tramonto ci fa quindi appostare sotto a sto buco e, aspetta aspetta, a un certo punto inizia la più grande trasvolta di esseri alati che abbia mai visto.

Bat cave (Foto Professor Gotham Pi)

Milioni di pipistrelli neri com’esuli pensieri nel vespero migrar:
Chi abita a Roma e conosce gli stormi dell’Eur e di Prati sa di che parlo solo che qui vanno moltiplicati per millemila.
Infine, nella vana attesa di una Batmobile che ci riportasse finalmente con le gambe sotto a un tavolo, la forchetta in un piatto e la testa sopravvissuta ai dajacchi su un cuscino, ci si avviava a piedi verso questi miraggi. Che raggiungevamo alle 19,30 col favore della notte. E però anche questo Gunung Mulu qui ve lo devo confessare, che caspita di posto bello è. Si.

Marià è però molto preoccupata da quando è stato inserito nell’elenco del Patrimonio dell’umanità. Che di solito fanno carte false per entrarci, in questo elenco. E questi invece no. Dicono che “era un posto nostro, con l’arrivo dei turisti verrà tutto snaturato e distrutto”. E dunque un giorno tutto questo non sarà tuo: sarà finito.
Ecco.

La cena è, ovvio, scalzi, sul pavimento ad assi di legno. Ed è la più buona in assoluto fin qui: Riso, zucca, melanzane, pesce fritto, anguria e birretta Tiger fredda.

Ma la domanda, pure oggi e pure qui, è: ma quanta caspita di acqua può contenere un corpo umano, per quanto di tutto rispetto come il qui presente? E quando uno non sta nel Borneo a evaporare, tutta sta caspita d’acqua che da giorni fuoriesce indove cacchiarola va?

Ma andatevene voi

martedì, aprile 17th, 2012

Siccome nulla è più inedito di quanto già pubblicato, in occasione del ridibattito sui cervelli in fuga mi onoro di riproporvi la presentazione della mia amica.

Ricercatrice, giovane, astrofisica, italiana, emigrante, volentieri riporterebbe suo cervello in patrii lidi.
Ed è per questo che la nostra eroina inizia le manovre di riavvicinamento alla penisola.
Colloqui, contatti, abboccamenti, curriculum. Il dialogo, sempre, si blocca sul:
-Ma signorina perché vuol tornare in Italia? Mi creda, resti dov’è (intanto, caro, stai parlando a una Margherita Hack con cinquant’anni di meno, ti dispiace usare almeno il “dottoressa”? grazie)

Insomma la nostra Margherita peregrina, peregrina in ogni dove finché un giorno gnaafapiù e all’ennesimo
-Ma signorina perché vuol tornare? vendica tutti gli esiliati e risponde:
-Per non lasciare questo Paese in mano agli stronzi. E, già che ci siamo, una domanda gliela faccio io: ma perché non ve ne andate voi? 

Il presente post trova spazio in un blog sentimentale su tacco 12 nonostante Margherita prediliga il tacco rasoterra perché è una delle più grandi espressioni di amore rintracciate in settimana dalla qui presente. Che ad amare Brad Pitt sono capaci in tante. Ma continuare ad amare l’Italia, a volte, richiede l’eroismo che hanno in poche.

 

Love me semper

venerdì, marzo 16th, 2012

Io me ne stavo a rifà tutti i calcoli (cioè me li stava facendo il professor Pi e tra l’altro vi devo dire che Meri Pop non ci ha una chance, dico una, di tenersi uno straccio d’uomo più di un biennio, non arrivo manco alla laurea breve, per intenderci, evvabbè) dunque dicevo che me stavo adeguatamente disperando di mio quando mi è giunta la notizia che oggi Nicki Sventola compie dieci anni di matrimonio. Dieci. Ripeto: di-e-ci. Una laurea, una specializzazione e due master.

Cioè io qua ci ho la Levi Montalcini del matrimonio, la Margherita Hack delle stelle stanno a sposare, la Ferrari delle unioni. Dieci anni. M’è sembrato un tempo eroico.
Anche se tutto sommato io ne ho avuti sedici, al mio attivo.
Epperò ora mi sembra che anche strappare una settimana in più sia sempre una specie di miracolo. Magari è proprio così. E dunque Nicki ci ha i superpoteri. E pure il marito.
O forse, semplicemente, una volta che esci vivo dalla Dancalia poi te sembra tutto in discesa.

Si. Può esse. Quindi magari, hai visto mai, può esse che persino Meri qualche altra ventina di minuti ce la po’ fa’.

Ma andatevene voi

lunedì, giugno 6th, 2011

Ricercatrice, giovane, astrofisica, italiana, emigrante, volentieri riporterebbe suo cervello in patrii lidi.
Ed è per questo che la nostra eroina inizia le manovre di riavvicinamento alla penisola.
Colloqui, contatti, abboccamenti, curriculum. Il dialogo, sempre, si blocca sul:
-Ma signorina perché vuol tornare in Italia? Mi creda, resti dov’è (intanto, caro, stai parlando a una Margherita Hack con cinquant’anni di meno, ti dispiace usare almeno il “dottoressa”? grazie)
Insomma la nostra Margherita peregrina, peregrina in ogni dove finché un giorno gnaafapiù e all’ennesimo
-Ma signorina perché vuol tornare? vendica tutti gli esiliati e risponde:
-Per non lasciare questo Paese in mano agli stronzi. E, già che ci siamo, una domanda gliela faccio io: ma perché non ve ne andate voi?

Il presente post trova spazio in un blog sentimentale su tacco 12 nonostante Margherita prediliga il tacco rasoterra perché è una delle più grandi espressioni di amore rintracciate in settimana dalla qui presente. Che ad amare Brad Pitt sono capaci in tante. Ma continuare ad amare l’Italia, a volte, richiede l’eroismo che hanno in poche.