Posts Tagged ‘Malesia’

La tigre della Malesia e il Leone di Tolstoj

venerdì, agosto 10th, 2012

Poco prima di separarmi dal mio primo marito, che ad oggi è anche l’unico ma faceva fico la frase, mi regalarono “Guerra e Pace“. Non so se fosse un suggerimento strategico-diplomatico. Consta, in ogni caso, di due discreti mattoni, di capolavoro sia chiaro, ma sempre mattoni sono. E dunque, siccome ci si avviava verso l’inverno, ricordo che dissi fra me e me (anche perché nel frattempo non c’era più nessuno accanto)
-Bene, mi terranno compagnia nelle solitarie serate invernali

Tre mesi dopo aprii questo blog (son circa due anni e una nticchia fa). Beh io, finora, non sono riuscita ad arrivare neanche a finire il riassunto della quarta di copertina.  

Così ieri stavo cercando il libro da portarmi in quota “letture da perla di Labuan” e m’è riscappato fuori, anziché la tigre della Malesia, il Leone de Tolstoj.

La presente dunque per dirvi che se ad oggi io non ho la più pallida idea di che caspita ci sia scritto là dentro, e dunque del capolavoro che mi sto perdendo, si sappia, è colpa vostra. Di serate solitarie non se n’è vista più manco una, da che son rimasta sola.

Ciò detto io allora vado. A Sandakan. E Labuan. E in Giro Batol. E mi porto dei libri. Ma non quello. Che, ne sono certa, mi terrà compagnia nelle solitarie serate invernali prossime.

Ci vediamo tipo ai primi di settembre, tigrotti.
Fate come foste a casa vostra, non innamoratevi d’agosto, spegnete le luci prima di andarvene la sera e date un po’ d’acqua alle piante.

Gli Oliveronions

lunedì, luglio 30th, 2012

Oliveronions. Per l’utenza al di sotto dei 30 anni evocherà al massimo una salsa alla cipolla. Ma a noi questi ci hanno rovinato l’esistenza: Guido e Maurizio De Angelis. Gli Oliver Onions. Sandokan. Janez. Philippe Leroy. Una specie di Risiko della memoria e della carta d’identità.

Una generazione di adolescenti passata indenne da Zorro, Rin Tin Tin e La casa nella prateria si è infine arenata sulla riva della Malesia ma soprattutto ha ardentemente desiderato abbarbicarsi alla tunica di Kabir Bedi.

E la Carole Alt che è in noi ancora, invano, ovunque lo insegue. Sempre e solo sulle note di “My Sweet Lady Blue”.

(Scusate ma siccome è ora di prepararsi sto caspita di zaino per il Borneo malese, prima di occuparmi di reperire un cappello -che servirà fino all’incontro con i dajacchi poi ve lo potete pure riciclare- approfitto degli ultimi istanti di illusione romantica. Che ora che ci penso ma po’ esse che io poi parto romantica e mi ritrovo sempre alle prese con le cipolle? Ma com’è sto fatto?)