Posts Tagged ‘Lega’

Involuzioni

lunedì, luglio 25th, 2016

Il tema Salvini non riguarda purtroppo la politica ma direttamente Charles Darwin.

Darwin

Ti amo

giovedì, aprile 5th, 2012

Bossi si è dimesso. Trota nei guai.

Trota all'amo

Fallo strano

lunedì, giugno 27th, 2011

L’antefatto
Durante una puntata di Agorà, Rai 3, il programma condotto da Andrea Vianello, si parla della verifica di maggioranza. Una parlamentare del Pd, Pina Picierno, rimprovera all’interlocutore leghista di fare il doppio gioco:  “La Lega a Pontida lancia segnali di celodurismo, e poi arriva a Roma e si cala le braghe”. A quel punto Massimo Polledri le risponde: “Se ci caliamo le braghe noi, puo’ esserci una bella sorpresa per te…”. Imbarazzo in studio, la diretta interessata alla sorpresa non sente la battuta, nessuno l’avverte. La polemica scoppia nel pomeriggio sulle agenzie di stampa, siti e giornali del giorno dopo. 

Lo sviluppo
Il parlamentare leghista Massimo Polledri, di professione neuropsichiatra, ci riflette qualche giorno. Poi finalmente chiarisce il suo pensiero: “Ribadisco tutto quello che ho detto, ho solo rivendicato il diritto e l’orgoglio maschile. Ho reagito alla Picierno che mi ha detto che non mi funziona più. Comunque ricevo messaggi di solidarieta’ da colleghe del Pd curiose”.

Segnalo, per circonciso, che l’onorevole Polledri è lo stesso che apostrofò in Aula la deputata (sempre Pd) Ileana Argentin con (e no, eh, io mi vergogno anche a trascrivervelo, cliccate sulla parolina arancione e leggetevelo qui).

A questo punto è ufficiale: effettivamente non gli funziona più. Il cervello. Però, scusate, siccome noi paghiamo questo signore ventimila euro al mese perché lo faccia funzionare, allora magari è meglio che lasci la cadrega a qualcun altro. Quindi, Pollè, effettivamente, fallo. E subito. Smamma.

A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è l’Umberto

lunedì, giugno 20th, 2011

Io mica l’ho capito che è successo ieri a Pontida. Però mi sa niente. E’ che ormai siamo drogati di attesa e di attese, da gente che minaccia, parla, straparla e urla illudendoci che, per ciò stesso, stia dicendo qualcosa. E quindi alla fine, parafrasando Fortebraccio, a un certo punto del raduno aspettavano il Carroccio invece si fermò un’auto blu, si aprì la portiera e non scese più nessuno: era l’Umberto.

Insomma oggi in tivvù a commentare il nessuno di ieri c’era invece qualcuno, che è la mia amica Chiara, che -al contrario del nessuno- sa parlare in italiano, fa un uso disinvolto del congiuntivo, legge buoni libri -pure perché ha un fratello con annessa libreria che glieli spaccia- ed è anche bella, pure se non ha mai abitato all’Olgettina. Non so perché Chiara sia andata a commentare nessuno, però la chiamano. E Chiara è pure molto educata. Fatto sta che a un certo punto lei dice una cosa: dice che quello lì, nessuno, non riesce più a dare -appunto- alcuna prospettiva, nessuna idea nuova, a questi del prato. E infatti, a pensarci: voleva tanto arrivare a Roma e ci è arrivato. Voleva tanto espugnarla e poi ci si è accasato, voleva prenderli tutti a calci in culo e invece lì ci ha piazzato il suo, col Bostik. E pure quello di suo figlio, che non bisogna mai essere egoisti.

E Chiara a un certo punto dice che, a volte, raggiungere una cosa tanto desiderata è quasi peggio che non raggiungerla mai.

Che come diceva Oscar Wilde, e stamattina pure Chiara, “A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole. L’altra è ottenerla. Questa seconda è la peggiore. La vera tragedia”.

Che giustappunto, in amore, quante volte siamo lì a sospirare qualcosa che non abbiamo? Poi capita persino che arrivi, ma noi che facciamo? Ci mettiamo a fare il “più uno”: e non mi dice mai che mi ama. E poi me lo dice però non sempre. E poi me lo dice più spesso però si vede che non è tanto convinto. E poi è convinto però non risponde subito all’essemmesse. E poi e poi maporcamiseria eccheè.

E’ che dovremmo essere così grate e grati a quei piccoli e grandi ostacoli che ci tengono un po’ a distanza dai sogni: quel non sentirsi dire la parola “amore” con la stessa frequenza dell’intercalare di un “cioè”, quel non vederlo così spesso, quel non sentirlo in continuazione, quel fatto che quel poveruomo non è mica il pesce pagliaccio con l’anemone, eh. Dovremmo esser grati a ciò che fa rimenere i sogni sempre un po’ sogni. E ce li avvicina ma non ce li fa afferrare.

Perchè spesso, quando li afferriamo, è tale l’entusiasmo che dopo poco ce li ritroviamo, sì, tra le mani. Ma stritolati.

Oddio che stavo a dì? E com’è che stavo a parlà di Bossi e so’ finita al pesce pagliaccio? Sarà mica colpa del Trota?

Parteciperà Renzo figlio di Umberto. E Apelle figlio di Apollo

martedì, maggio 3rd, 2011

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche la Lega Nord cala i suoi assi per la campagna elettorale sambenedettese. Mercoledì 4 maggio alle ore 11:00 all’Auditorium Comunale Tebaldini di San Benedetto, ecco Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia e figlio di Umberto”.

Direttamente dal sito del figlio. A pelle. Figlio di A pollo.

Auguri anche a te, Daniel

giovedì, marzo 17th, 2011

E insomma, si, caro Daniel, noi oggi festeggiamo i 150 anni da quando ci siamo messi tutti insieme.
Chi è Daniel? E che non ve l’avevo presentato? Ma come, tutta quella sbrodolata sulla Dancalia e non vi avevo parlato di Daniel? Ossantocielo.

Daniel è stato uno degli angioletti custodi di quelle due settimane di iradiddio, il capoautisti, caposcorta, capodanno, capoesploratore. Quello che ci aiutava a uscire indenni dalla leggendaria ferocia degli Afar, per dirne una.

Daniel ha 29 anni, una moglie, due bambini e un solo desiderio: scappare. Scappare qui. E portarci tutta la sua famiglia. Che in Africa è durissima. Ma non vi fate un’idea di quanto è dura in Dancalia, Etiopia.

E insomma Daniel una volta ci ha provato. Ha fatto la fame più del solito per anni e anni e alla fine si era messo da parte quei 3.500 dollari -ripeto tremilacinquecento dollari- perché “mi avevano detto che era pronto il viaggio”.
Quale viaggio, Daniel?
“Quello sul barcone”
Ma che sei partito pure tu su una di quelle carrette?
“Nooo, io ho aspettato una barca buona. Mica potevo morire: io ci dovevo far arrivare pure i miei bambini, quando poi stavo in Italia”
E allora?
“E allora ho pagato di più e ho aspettato. E una notte sono partito”
E com’è che stai di nuovo qua?
“Eh, perchè mi hanno preso”
Ma dove?
“A Lampedusa. Ma ci ero arrivato eh, essì che ci sono arrivato”
E poi?
“E poi ci aspettavano all’arrivo. E dopo due giorni mi hanno rimandato in Libia”
Oggesù
“Allah”
Allà e aqquà, figliomio. E in Libia che è successo?
“Io meglio non rispondo a questo. E da Libia mi hanno rimandato a Etiopia”
Mi dispiace molto
“Anche io. Ma io ritorno. Io lo so che torno. Io già iniziato a risparmiare dollari. Io riparto, io arrivo, io resto”

Ecco si. E allora io ti aspetto.
E sai che c’è? Già che ci sei inizia a imparare l’inno, che quando arrivi almeno una cosa già te la trovi fatta. Che qui purtroppo, invece, c’è gente che esce quando si canta.
No, Daniel, non è perché sono stonati: è perché sono cialtroni. Che vuol dire cialtroni? Te li faccio conoscere quando arrivi, lo capirai subito che vuol dire.
Allora auguri anche a te, Daniel, futuro italiano.

La Lega ce l’ha duro, il lavoro

giovedì, marzo 10th, 2011

Dunque ieri a un certo punto la Lega è sbottata e gliene ha dette quattro, eh, al Pdl: uè ma chi caspita ci presentate per le elezioni in Brianza? E insomma è scoppiata la “questione morale”: gente “inadatta”.

Giusto. E andiamo allora a vedere i severi metodi di selezione della Lega in quanto a classe dirigente e produttività. Che la Lega ce l’ha duro pure il lavoro.

Si prenda dunque l’esempio di un esponente leghista che, dopo un tormentato corso di studi, ma già team manager della nazionale Padana nonché ideatore del videogame “Rimbalza il clandestino” (e dunque scusate se poi ieri ho letto il titolo “Vivisezione, Renzo Bossi in prima linea” e m’è preso un colpo ma dice che è in prima linea contro, ambeh) ecco dicevo da un anno ricopre la carica di consigliere regionale della Lombardia percependo uno stipendio mensile di 10.000 euro: Bossi Renzo detto Il Trota di anni 22.

E attingiamo dal suo blog le notizie della spossante attività:

Presto festa e bandiera ufficiale della Lombardia
Presto festa innanzitutto nelle scuole per la Giornata della Lombardia
(che in effetti visti i risultati meglio non andarci proprio)

E infine Renzo Bossi interviene alla 14ma tappa del campionato padano di sci

Nobilissime attività, sia chiaro. Ora però siccome ci avete scassato abbondantemente i maroni minuscoli per la Festa dell’unità nazionale il 17 marzo, che dicevate che non ce la possiamo permettere che siamo “in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale” ecco allora guardate un po’ da dove iniziare a disboscare le feste. E le spese.

Vi riverisco.