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La Laustralia

mercoledì, marzo 11th, 2015

Una madeleine a forma di mammozzone australiano, a forma di Ayers Rock, Uluru: è quella che m’è sovvenuta oggi, aprendo Repubblica sezione Viaggi pagina 45. Dove troneggiava questa:

E mi ha fatto rimembrare questa:

Meri a Oodnadatta (foto Professor Pi)

L’occasione mi è peraltro propizia per inviare una lacrimuccia nostalgica al resto del gruppone viaggiante. E anche a quel cappello con la retina proteggi mosquitos.

Mi ci trascinò, al solito, con l’inganno. Lui, il professor Pi.

-Meripo’, andiamo in Australia?
-Maccerto professor Pi, che beeello
Dopodiché dal radar della cartina immaginaria sparirono tutte le località più note di norma associate con l’idea di questa terra del desiderio, la Laustralia. Niente Perth, Adelaide, Canberra, Hobart… Però, signorimiei, mo’ ditemi chi conoscete che sia stato a William Creek (10 abitanti, di cui 1 fa il pubbista e 1, per fortuna, il gommista, che mica penserete che in quel viaggio le ruote se ne so state tutte intere al posto loro, no?).

Insomma quella nostra Laustralia durò un mese, UN MESE IN TENDA, dal gelo in quel di Orange al deserto, senza risparmiarci nulla dei gradi Celsius possibili, né delle millemila specie di schifosissimi insetti ovverossia anche dei mastodontici coleotteri nonché animali più velenosi dell’Universo che lì trovano la più alta concentrazione planetaria.

Che avrei dovuto capire tutto dal primo incontro al primo cesso del primo campeggio, quando una indigena locale mi apostrofò in fila dicendo:

Ohueriùcamfrom? (da indove caspita vieni?)
e tu rispondi “Italy”
e lei anziché dirti entusiasticamente ”Ohhhuuuu-welcome-in-our-wonderful-land”
si ferma, very perplessa, si incupisce e chiede:
-E che ci siete venuti a fare?

Ecco, appunto. E invece vedi poi che il tempo è galantuomo e oggi, a onor del vero, credo sia stato uno dei viaggi più belli. Perché mi costrinse, come spesso accade, a fare i conti con gli insetti di fuori e i fantasmi di dentro. Che tutta quella terra difficile, spesso ostile, dura, infinita, disabitata e pericolosa, ti si srotola davanti come fosse, davvero, un po’ la vita tua. E capisci che l’unico modo per sopravviverle è affrontarla un pezzetto per volta. E insieme, in gruppo. Perchè pure se vedete tutto nero alla partenza poi andate lì e se trovate le persone giuste vedete improvvisamente tutto rosa, come nella fotona qua sopra.

Però certe volte pure se andate là e pure se siete felici improvvisamente arivedete tutto nero, ma per poco. Cioè finché non se ne vanno le mosche:

Meri Burka (Foto Professor Pi)

E certo potreste trovare parecchi ostacoli sulla vostra strada

Rolled stones (Foto Professor Pi)

ma l’importante è scansarsi in tempo:

Ahia (Foto Meri Pop)

Potrà capitarvi di trovarvi in mezzo a un guado e pensare di non farcela (ma intanto famose na doccetta)

Quel ponte sul fiume Indovai (Foto Carlina)

e scoprire che invece potete osare dove pochi avevano già osato, anche fare cose osè Mosè

Meri M-osè (Foto Professor Pi)

E insomma se poi, come diceva poi quell’altro, “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, vedendo come ero ridotta io capite bene che caspita di viaggio è stato. Indimenticabile. Specie per i poveracci che m’hanno dovuto sopportare.

Tutto sto sproloquio per dirvi: se vi capita, meglio ancora se vi trascinano, andate. Andate alla Laustralia. E’ lontanissima, si, vero. Ma vi avvicinerà a risorse e parti di voi che manco pensereste mai di avere. E a volte occorre fare 38 mila chilometri (15 mila andare, 15 mila tornare e 8mila in mezzo) per scoprire qualcosa che vi è a un tiro di schioppo dal naso, una cosa che si chiama cuore.

Tutti i numeri che abbiamo dato:
Km. 8888
Dei quali sballonzolati su pista 6000
Km a piedi: 70
Ore di volo: 63. Ripeto: ses-san-ta-tre
Jeep: tre due
Eroi: 11
Tende: sei cinque
Fusi orari cambiati: 3
Stati attraversati: 5
Bagagli in chili alla partenza: 220
Bagagli in chili al ritorno: 180
Chili di zavorra lasciati in cestini ostello Cairns: 40
Temperatura minima 0 (aò ma quale 0, famo pure -10)
Temperatura massima 35
Litri d’acqua consumati nel bush: 400
Litri di gasolio: 5.100
Casuari avvistati a casuaccio: 1
Canguri vivi: 30
Canguri morti: 300
Aquile: 20
Coccodrilli: 10

Grazie -ancora- ad Ago, Carla, Cris, Dario, Enza, Mariella, Mauro, Tino, Paola, Pietro


Vide ‘o sito quant’è bello, fa sfumare il censimento

lunedì, ottobre 10th, 2011

Il clima di casino generale è tale che la sottoscritta attende qualsiasi tipo di notizia riguardante l’ordinaria amministrazione italiana come si attende l’impatto di un meteorite impazzito con la terra. E dunque anche il fatto che un censimento si trasformi fin dalle prime ore in uno psicodramma collettivo è evento che non altera il normale tasso di scoramento e rassegnazione che ormai mi pervade.

Pare dunque che da ieri una parte d’Italia stia ingaggiando sanguinose battaglie con il sito dell’Istat per poter rispondere non a tre grandi, imperituri classici (chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo) ma fondamentalmente solo al “quanti siamo”.

Il sito è andato in tilt. Incredibile, eh: manco gli puoi dire “Aò da oggi dovete cliccà il sito e compilare” che la gente lo fa. E chi l’ha fatto ha trovato questa scritta: “Moltissimi cittadini stanno compilando il questionario on line. Ciò potrebbe causare temporanei disservizi. Stiamo provvedendo, ci scusiamo per il disagio“. A mandare per aria una cosa che ci sono voluti 4 anni di preparazione sono stati addirittura “picchi di 500.000 collegamenti contemporanei al sito”. Pensa te. Che siamo sessantunomilioni.

Dice: c’era l’assistenza del numero verde. Beh forse sta in Marziania perché non si riusciva a parlare manco col centralinista. Ora, ripeto: agli starter del giorno CHE HAI DATO TU, ISTAT, cioè il 9 ottobre, ci sono potenzialmente venticinquemilionidifamiglie. Facciamo pure che voi puntate sul fatto che la maggior parte sono tecnologicamente dei Flinstones: ma, santocielo, almeno i telefoni li vuoi controllà?

Io poi spero che per quanto mi rigurada possa restare censita dove ho compilato, con la penna e in dieci minuti, ad agosto: nella Laustralia.

Meri Laustralian censiment

Che pure lì c’era il censimento e quindi noi siamo arrivati ad Ayers Rock e oltre al cartellino per parcheggiare, al codice per aprire il cesso e al permesso per bere alcolici al bar, ci hanno dato questo agevole foglio A4 intimandoci di riconsegnarlo prima di ripartire. Dopo la cena col pappone di tonno ci si è messi tutti attorno al tavolo, professor Pi guidante, penna in mano, linguetta di fuori riservata ai grandi sforzi intellettuali e, in otto minuti, i nostri undici “sono Meri Pop e sto nella Laustralia” erano pronti e consegnati.

No, non lo so se nella Laustralia hanno l’Istat, il sito e il numero verde. Ma so dove mandare questi del censimento italiano, quando mi verranno a chiedere le scartoffie a casa. Nella Laustralia. Li manderò tutti a quel Paese, quello della Laustralia.

iDad

giovedì, ottobre 6th, 2011

Avevo un sonno da morì perché le 36 ore di ritorno dalla Laustralia pure, a un certo punto, si son fatte sentire. E quel punto era l’aeroporto di Dubai. Insomma io m’appisolo seduta su una poltroncina nel corridoio degli imbarchi finchè la lombalgia lancinante mi ridesta. E che ti vedo? Che accanto a me s’era seduta una bambina molto bambina piccola. Coi codini biondi. E un vestitino e scarpette stile, appunto, baby. Molto francese. E moooolto tipo questa:

gambe poco più lunghe della seduta della poltroncina, un muffin al cioccolato nella mano destra, un iPad sulle gambette, mano sinistra a manovrare in scioltezza un cartone sull’iPad. E mentre sbocconcellava il muffin quelle bricioline cadevano come una pioggerella sullo schermo spaziale dove si agitavano Buzz e Woody di Toy Story. Accanto a lei la mamma. Che non la degnava di uno sguardo. Sbocconcella qua e fai Pollicino là la creatura poco dopo s’è stufata del video, lo ha chiuso e ha iniziato a guardare delle foto, che sfogliava col ditino un po’ umidiccio sfiorando lo schermo. Le ingrandiva aprendo a ragnettoo la manina, le rimpiccoliva rincartocciandole.

Non avevo mai visto una duenne alle prese con un iPad. Al contrario mi ero osservata a lungo mentre compivo goffi tentativi di effrazione del mio primo e nuovo iPhone per carpirne non dico una telefonata ma almeno una connessione internet.

Lei invece con quella terza mano ci è nata. Lì ho pensato a te, caro Stivgiobbs, perchè, da Cupertino, hai preso il mondo e sei riuscito a metterlo sulle gambette di una bimba che lo sfoglia tenendo in mano un muffin. E insomma, Stiv, hai creato sta connessione fra la piccoletta e l’immensità, l’hai fatto in pochi anni e alla velocità della luce. Ma, soprattutto, l’hai fatto prima del tunnel della Gelmini.

Last Laustralian post/ Crocodile Pop

mercoledì, settembre 28th, 2011

Lo sapete che abbiamo finito, si?

E’ che pure stavolta non riesco a staccarmi. Dal racconto. Che se ci pensate aveva ragione quello che diceva che “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. E quindi chissà che caspita è successo veramente, in sta Laustralia. Ma quello che volevo dirvi, e ci ho messo trenta giorni e ancora non ci riesco, è che a questa Laustralia voi ci dovete proprio andare.

Perchè pure se vedete tutto nero alla partenza poi andate lì e se trovate le persone giuste vedete improvvisamente tutto rosa:

The Pink Panthers: Carlina, Meri, PaolaDarwin (Foto Professor Pi)

Però certe volte pure se andate là e pure se siete felici improvvisamente arivedete tutto nero, ma per poco. Cioè finché non se ne vanno le mosche:

Meri Burka (Foto Professor Pi)

E certo potreste trovare parecchi ostacoli sulla vostra strada

Rolled stones (Foto Professor Pi)

ma l’importante è scansarsi in tempo:

Ahia (Foto Meri Pop)

 Potrà capitarvi di trovarvi in mezzo a un guado e pensare di non farcela (ma intanto famose na doccetta)

Quel ponte sul fiume Indovai (Foto Carlina)

e scoprire che invece potete osare dove pochi avevano già osato, anche fare cose osè Mosè

Meri M-osè (Foto Professor Pi)

E insomma se poi, come diceva poi quell’altro, “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, vedendo come so’ ridotta io lo capite si che caspita di viaggio è stato. Indimenticabile. Specie per i poveracci che m’hanno dovuto sopportà.

Però mo’  basta eh. Basta tende, basta materassini gonfiabili, basta pane in cassetta, basta cessi dei campeggi, basta campeggi, basta chemmoppropriobbasta. Io gliel’ho detto così al Professor Pi: mobbasta. E lui manco m’ha risposto. Cioè si stava a leggere una cartina geografica, in aereo al ritorno.  Che aveva finito tutto Guerra e pace e I Fratelli Karamazov e ancora dovevamo arrivare a Dubai. Insomma non mi si è filato di pezza. Poi, mentre lui ripiegava la cartina per far posto al quarto vassoietto di cibo, io ho intercettato un lampo luciferino nella sua pupilla. Lui s’è girato, ha fatto scendere un po’ l’occhialetto sul naso, m’ha dato una sommaria occhiata e ha detto:
“Meripo’, Omo river?”
 

VAI CON LA SIGLA. Di coda. De coccodrillo

Tutti i numeri che abbiamo dato:
Km. 8888
Dei quali sballonzolati su pista 6000
Km a piedi: 70
Ore di volo: 63. Ripeto: ses-san-ta-tre
Jeep: tre due
Eroi: 11
Tende: sei cinque
Fusi orari cambiati: 3
Stati attraversati: 5
Bagagli in chili alla partenza: 220
Bagagli in chili al ritorno: 180
Chili di zavorra lasciati in cestini ostello Cairns: 40
Temperatura minima 0 (aò ma quale 0, famo pure -10)
Temperatura massima 35
Litri d’acqua consumati nel bush: 400
Litri de sudore: ancora in corso
Litri di gasolio: 5.100
Casuari avvistati a casuaccio: 1
Canguri vivi: 30
Canguri morti: 300
Aquile: 20
Coccodrilli: 10

Grazie ad Ago, Carla, Cris, Dario, Enza, Mariella, Mauro, Tino, Paola, Pietro

Unforgettable (Foto: Signora laustraliana sulla spiaggia)

E grazie anche a:
Dire Straits
Rolling Stones
John Denver
Beach Boys
Animals (quelli che suonano)
Simon e Garfunkel
Franco Battiato (
che cantava Ruby Tuesday pure lui però meno a caciara dei Rolling Stones e quindi a Carlina la Ruby Tuesday de Franco je piaceva e non ci apriva i finestrini per protesta quando fuori faceva meno cinque. E una volta per fargliela sentire meglio avevamo messo il volume a 58 e lei terrorizzata ha detto “oddio ma quanto sta incazzato oggi il professor Pi?”, che ve l’avevo detto che quello quando s’arrabbia non fa una piega ma mette a palla i Rolling Stones. E mo’ ogni volta che uno alza il volume di qualsiasi cosa a Carlina purtroppo è rimasto, della Laustralia, il riflesso condizionato. Vabbè mo’ basta davvero. Fine. De end. Ciao).

Sulla Luganda Sventola bandiera bianca

mercoledì, settembre 7th, 2011

Cara Meri, scusa eh ma nel diario della Laustralia siamo già al 6 agosto: ma quando entra in scena Nicki Sventola?
Grazie
Giulio

Caro Giulio,
visto che qua ormai siamo sostanzialmente appaiati alla saga di Un posto al sole, richieste di notizie di personaggi via SMS compresi, allora vabbè Sventolo bandiera bianca e m’arrendo. Devo quindi informare l’utenza che Nicki Sventola non era nella Laustralia ma nella Luganda. Con il silver black Humba e i suoi famigli:

Humba (Foto Mario Catani)

Una compagnia che potrebbe aver gradito vieppiù della nostra in Dancalia, non ho dubbi.

Humba che non è quello del Crodino (Foto Mario Catani)

Mamy humba (Foto Mario Catani)

Mi auguro che potremo presto ritrovarla nella prossima saga, che ne so, in un bel safari nella Latoscana, tipo.
Baci
Meri

Comepuòunoscoglioarginareilmarefiguratiunozaino

venerdì, luglio 29th, 2011

In merito all’interrrogativo “Come può uno scoglio arginare il mare?” -che non ci risulta essere stato sin qui infatti risolto- rendo noto all’utenza che è dimostrato che ugualmente uno zaino non può arginare un mese di sopravvivenza nella Laustralia.
Per quanti sforzi tu tenderai a fare per alleggerirlo e svuotarlo egli continuerà a riempirsi di nuovi, vitali oggetti che tu avevi incoscientemente trascurato di considerare fra gli essenziali.

E’ giusto il caso di sottolineare che il documento word inviato dal professor Pi dal titolo “COSA PORTARE” tutto maiuscolo, è lungo 4 cartelle delle quali vi trascrivo solo metà della prima:

“Data la vastità del territorio e considerando che nel nostro periodo è inverno, occorre un abbigliamento vario (o a “cipolla”, come comunemente si dice).
Tra il punto più a nord e Sydney  (quello più a sud) si passa dalla t-shirt alla giacca a vento pesante con poche fasi intermedie.
Si va dal sandalo alle scarpe da ginnastica, dalla canottiera alla giacca a vento, dal pantaloncino corto alla tuta.
Indispensabile sacco a pelo pesante.
Consiglio vivamente di non dimenticare abbigliamento pesante tipo pile, giacca a vento, maglioni, camicie a maniche lunghe per la sera e la mattina, tuta da ginnastica (o qualcosa di caldo da indossare per la notte).
E’ necessario inoltre  un cappellino di lana o pile, guanti di pile, foulard per la polvere e/o cappellino per il sole.
Scarpe da trekking leggere o buone scarpe da ginnastica, sandali o ciabatte di gomma e costume da bagno. Asciugamani”.

Con questo siamo, a occhio e croce, già al carico di due sherpa. Si consideri che il bagaglio completo non deve eccedere i 20 chil totali. E mancano ancora 3 cartelle. Oh, comunque: ogni volta che imparo a fare il bagaglio per un posto poi il viaggio dopo non serve comunque a un tubo che mi ricambiano il posto.

Quanto all’itinerario si sappia che esso contempla Km. 8.680 di piste variamente sgarrupate. Io vorrei sapere perchè caspita non mi leggo le avvertenze prima dell’uso e non dopo il saldo. E il salto.

Vabbè, mo’ vado a cercare di domare sto zaino. 
 
Ah, voi sarete qui, nella Laustralia:
(che qui su Supercali mi sentivo un po’ spiata. Comunque qui dagli spioni ci si rivede più o meno tipo fine di agosto. Aò, solite raccomandazioni, no schiamazzi, no alcolici dopo le 23, non vi vestite in modo particolarmente appariscente, date un’innaffiata alle piantine stradali e spegnete le luci prima di uscire. Abbracciovi e salutovi).

ITALIA – DUBAI AEREO  
DUBAI – SYDNEY AEREO  
SYDNEY – KATOOMBA AEREO-4X4 100
KATOOMBA – Blue Mountains – ORANGE 4X4 180
ORANGE – DUBBO – BOURKE  4X4 560
BOURKE – CUNNAMULLA – WINDORAH 4X4 870
WINDORAH – BIRDSVILLE 4X4 400
 BIRDSVILLE – SIMPSON DESERT (Big Red- QAA line) 4X4 120
SIMPSON DESERT (Poeppel Corner – French Line -WAA line)   230
SIMPSON DESERT – ( Purnie Borie –Dalhouse Springs) – MOUNT DAER 4X4 130
MOUNT DAER – FINKE – KULGERA – ERLDUNDA – YULARA (Ayers Rock) 4X4 640
YULARA (Ayers Rock – Olga Mountains) – KING’S CANYON 4X4 510
KING’S CANYON (Mereenie Loop) – PALM VALLEY- ALICE SPRINGS 4X4 320
ALICE SPRINGS – TENNANT CREEK (Wycliffe well- Marble Devil’s) – RENNER SPRING’S 4X4 730
RENNER SPRINGS – DALY WATERS- JABIRU 4X4 810
JABIRU – (Ubirr- Nourlangie Rock- Angangbonk Billabong) – COOINDA 4X4 140
COOINDA ( Yellow waters- Twin falls – Jim Jim falls) – PINE CREEK 4X4 390
PINE CREEK- MATARANKA – ROPE BAR 4X4 400
ROPE BAR – BORROLOOLA 4X4 390
BORROLOOLA – BURKETOWN 4X4 540
BURKETOWN – NORMANTON – UNDARA 4X4 670
UNDARA – YUNGABURRA – CAIRNS 4X4 290
CAIRNS – CAPE TRIBULATION N.P. – CAIRNS 4X4 260
ESCURSIONE A BARRIERA CORALLINA BARCA  
ESCURSIONE A BARRIERA CORALLINA BARCA  
CAIRNS PIEDI  
CAIRNS – SYDNEY AEREO  
SYDNEY    
SYDNEY -ITALIA    
    8680

Giù per scale fragili

martedì, luglio 26th, 2011

-Meripo’, tutte tu le fortune eh
-In che senso?
-Il post su supercali del bolerino
-Cioè?
-Cioè sei l’unica che un uomo la invita su un costone scosceso e scivoloso non per buttarla de sotto
-Ah
-Eh
-Vabbè ci sentiamo prima della Laustralia
-Si, va bene, ciao
-Cià
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