Posts Tagged ‘Lampedusa’

Isole, isolani, isolati

lunedì, giugno 12th, 2017

Poco dopo la sua elezione le vennero a mancare anche le bare necessarie. Fu allora che scrisse una lettera all’Unione Europea. Questa:

“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa
Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile.

Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto (…) per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili.

Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?”.

A lei un abbraccio che so quanto vuol essere grande. Grazie, Giusi Nicolini.

Giusi Nicolini, Lampedusa

Nati due volte

martedì, ottobre 4th, 2016

Un giorno di normali tragici sbarchi a Lampedusa. I soccorritori mettono i corpi senza vita su Molo Favaloro. Anche quello di Kebrat. Che sì era morta. “L’avevano ripescata che non si muoveva, gli occhi chiusi, priva di sensi. Poi un conato di vomito, lei che sputa nafta e acqua. La vita che non ci sta a finire”: è così che Pietro Bartolo la prende e la porta nel suo ambulatorio e poi in elicottero a Palermo. Succedeva quel 3 ottobre di tre anni fa.

Ieri Pietro Bartolo e Kebrat si sono riabbracciati. Lei ora ha 28 anni, è una mamma in attesa del suo secondo figlio e vive nella periferia di Stoccolma. Il video, di Repubblica eccolo qui, me l’ha mandato Grace. Mi ha telefonato in lacrime e mi ha detto solo

-Meripo’ se rinasco io voglio essere Pietrobartolo

C’è una scena nel film Fuocoammare, quello andato in onda ieri sera, in cui il dottor Bartolo fa un’ecografia a una delle donne salvate dal mare, una donna incinta. A un certo punto passa l’ecocoso ed esclama entusiasta

-WOMAN, WOMAN… comm’attè

fuocoammare-ecografia

Pietro Bartolo da Fuocoammare

Meripo’ allora? Allora ho pensato che ogni volta che qualcuno rinasce la seconda volta fa rinascere pure noi. E che, a tutti gli effetti, ci fa rinascere anche chi ci fa partecipare alla rinascita di qualcun altro. Essere Pietro Bartolo. Non solo a Lampedusa. Non solo in mare. Non solo di fronte alle grandi tragedie. Segnarselo.

P.S.
Grace… woman, woman: commattè.

#3ottobre

lunedì, ottobre 3rd, 2016
C’è una donna sulla soglia dell’accoglienza. C’è una donna sulla porta del dolore. E ci sta, spesso, da sola. Si chiama Giusi Nicolini. Ed è la sindaca di Lampedusa. 
 
Così si presentò poco dopo l’elezione:
 
“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa.
Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile”. 
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Giusi Nicolini sindaca di Lampedusa

#3ottobre, Prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Lampedusa, femminile singolare

martedì, giugno 21st, 2016
Serenamente e pacatamente e senza nulla togliere a quelle appena elette ma quanto a sindache è vero che non ce ne sono a frotte ma no, non siamo all’anno zero.
 
Se fosse troppo vintage citare Rosa Russo Jervolino (e vi assicuro che non lo è) a Napoli o Elda Pucci a Palermo, vorrei approfittare dell’ondata di interesse e fare un minuto di caciara (dopo troppi di silenzio) per Giusi Nicolini che a Lampedusa sta buttando il sangue da quattro anni senza aver suscitato neanche un dibattito su come chiamarla.
 
E che così si presentò poco dopo l’elezione:
 
“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa.
Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile”.
 
E auguri a tutte. 
Giusi Nicolini

Giusi Nicolini sindaca di Lampedusa

Io un giorno riparto, io arrivo, io resto

giovedì, ottobre 3rd, 2013

Lo so che uno dovrebbe stare solo in silenzio. Ma è che certe volte certe storie escono da sole. E oggi è la storia di Daniel. Qui. E qua:

Da qualche tempo ogni volta che arriva lo stillicidio di notizie degli sbarchi io penso a Daniel: è stato uno degli angeli custodi di un viaggio in Dancalia, due anni fa. Che io non sapevo nemmeno dove fosse, la Dancalia. Era il capoautisti, caposcorta, capoesploratore. Quello che ci aiutava quotidianamente a uscire indenni dai “feroci Afar”, per riassumere.

Daniel ha 31 anni, una moglie, due bambini e un solo desiderio: scappare. Scappare qui. E portarci tutta la sua famiglia. Che in Africa è durissima. Ma non vi fate un’idea di quanto è dura in Dancalia, Etiopia.

E insomma Daniel una volta ci ha provato. Ha fatto la fame più del solito per anni e anni e alla fine si era messo da parte quei 3.500 dollari -ripeto tremilacinquecento dollari- perché “mi avevano detto che era pronto il viaggio”.

-Quale viaggio, Daniel?
-Quello sul barcone
-Ma che sei partito pure tu su una di quelle carrette?
-Nooo, io ho aspettato una barca buona. Mica potevo morire: io ci dovevo far arrivare pure i miei bambini, quando poi stavo in Italia
-E allora?
-E allora ho pagato di più e ho aspettato. E una notte sono partito
-E com’è che stai di nuovo qua?
-Eh, perché mi hanno preso
-Ma dove?
-A Lampedusa. Ma ci ero arrivato eh, e sì che ci sono arrivato
-E poi?
-E poi ci aspettavano all’arrivo. E dopo due giorni mi hanno rimandato in Libia
-E in Libia che è successo?
-Io meglio non rispondo a questo. E da Libia mi hanno rimandato a Etiopia
-Mi dispiace molto
-Anche io. Ma io ritorno. Io lo so che torno. Io già iniziato a risparmiare dollari. Io un giorno riparto, io arrivo, io resto

Ogni volta io penso anche a Daniel. Perché a ogni cosa si deve dare un nome. E anche a ogni cosa terribile. E se gli diamo nomi e volti poi le capiamo meglio. E ci pensiamo non solo quando ce le sbattono in faccia le cronache. Anche se, lo confesso, io davvero non so che fare e neanche che altro pensare. Quindi penso a Daniel.

E tutti i rogiti all’alba svaniscon perché quando tramonta la luna li porta con sé

sabato, aprile 9th, 2011

Occhio che sta per non comprarne un’altra.

“LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 9 APR – Dopo la tappa al molo e al caffè storico del paese, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sta proseguendo il suo giro per Lampedusa.
Il premier è sceso ora verso la spiaggia dei Conigli e non è escluso, sottolineano alcuni lampedusani, che sia andato a fare un sopralluogo ad una villa isolata nei pressi della spiaggia piú famosa di Lampedusa. La villa, raccontano sempre gli isolani, era appartenuta a Domenico Modugno e ora sarebbe di proprietá di un alto dirigente di Mediolanum”.

Però ha detto che l’altra l’ha comprata.
E che vi devo dire? Penso che un guitto così non ritorni mai più. Si dipingeva il partito e la faccia di blu. Poi tutti i rogiti all’alba svaniscon perché quando tramonta la luna li porta con sè.

Brum Brum/3: Villa Due Balle è su terreno del demonio

mercoledì, aprile 6th, 2011

ULTIMORA
In merito all’annosa vicenda immobiliare di Villa due Palme riguardante il signor Berlusconi Silvio, e non quella altrettanto annosa della signora Pop Meri, riceviamo e inoltriamo:

BERLUSCONI: NON POSSO COMPRARE QUELLA VILLA A LAMPEDUSA

(DIRE) Roma, 6 apr. – Dietrofront sulla villa a Lampedusa. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, parlando alle Regioni avrebbe detto che non potrá piú acquistare la villa sull’isola siciliana perchè si trova “su terreno demaniale”.

 A me pare che, più che altro, ‘sta villa sia sul terreno del demonio, visto il fugone.

Brum Brum/2 La Villa Due Balle

mercoledì, aprile 6th, 2011

Sarà che in questo periodo sono sensibile ai problemi immobiliari, e quindi mi ero già abbondantemente interrogata sulla sensazionale scoperta fatta dal nostro capo del governo a ventiquattr’ore dall’annuncio dell’acquisto di una villa a Lampedusa, che “una villa vicino a un aeroporto è rumorosa”, però a me, ieri sera, sta cosa m’ha fatto impressione:

“Quanto alla storia dei campi di golf e a Lampedusa una cosa la so per certa: il presidente del Consiglio è andato lì e ha detto che ha comprato la Villa Due Palme. Siccome io conosco la villa e conosco bene anche il proprietario so che ha detto una bugia. Quella villa lui, che ha annunciato ridendo di avrerla comprata, non l’ha assolutamente comprata. Era tutta una bugia”.
Non l’ha detto il capo dell’Armata Rossa ma Paolo Mieli, del quale aborro sommamente il tipo di trucco che si fa pittare ogni volta che si presenta in una trasmissione televisiva, con quelle labbrucce rosate, ma del quale non ho motivo di dubitare, fino a prova contraria, se parla di fatti che conosce in prima persona.

E dunque il capo del governo del mio Paese arriva a Lampedusa, preceduto e seguito da un carico di morti in mare, gente esasperata e sofferente a terra e imprecazioni levate al cielo, promette mari ma soprattutto monti, alberi, fioriere e soldi, e mente. Mente sull’acquisto di una villa, cioè un atto verificabile nel giro di poche ore.

Il peggio, però, non è neanche questo: è che, a distanza di ventiquattr’ore da quella sonora figura di merda smentita non succeda nulla.

Mieli, alla fine si è chiesto: “I campi da golf si possono fare e non fare però anche un minimo di portamento di fronte a una crisi: perchè andare in giro a raccontare una bugia?”

Una? E, soprattutto, perché a noi non importa più neanche essere presi così platealmente per i fondelli? Perché non ci riteniamo meritevoli di essere governati da uno che, non dico che debba governare, ma almeno non dire balle?

Brum brum

martedì, aprile 5th, 2011

Allora, una villa vicino a un aeroporto è rumorosa: è questa la sorprendente conclusione alla quale sarebbe giunto un compratore che nottetempo, su Internet, l’aveva acquistata e che ora pare ci stia opportunamente ripensando.

Subito si sono alzate voci di disdoro dalle solite opposizioni irresponsabili e pretestuose: su Internet, e di notte, i rumori non c’erano. Dunque siamo di fronte al classico vizio di forma, per di più nascosto nell’annuncio che, comunque, riportava la sibillina scritta “nei pressi dell’aeroporto”.

Senonché si continua ad insistere: ha promesso che l’aveva comprata e mo’ lo deve fare. Si è addirittura insinuato che l’empito immobiliare fosse un tentativo di sviare l’attenzione dal dramma di una situazione ingestibile riguardo agli sbarchi: sbarchi mediatici contro sbarchi navali. Purtroppo, invece, ci si sono messi di mezzo gli sbarchi aerei: che vorrei vedere voi a comprare una villa di notte, su Internet, nella quiete della soposfera e poi ritrovarvi la mattina dopo in mezzo all’incrocio di Linate. 

E invece i detrattori insistono: se la deve accattare uguale mentre il poverino insiste a dire che ci voleva fare un casinò e invece lì c’è solo un casino.
Purtroppo la verità è una sola: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.