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Citate la scuola

sabato, ottobre 13th, 2012

Oggi sono stata a pranzo da mia madre. E’ una cosa che non faccio spesso. Quando accade la notizia ha quindi tutti i crismi dell’evento e lei di conseguenza allestisce banchetti degni delle nozze di Cana. Mia madre, per capirci, ha 79 anni ma accanto al tavolo da cucina ha l’Ipad, l’Iphone e una catasta di libri e giornali. Che mentre si cuocevano le orecchiette con le cime di rapa non so chi stava cazziando su Facebook. Tutto ciò premesso io sono arrivata provenendo dalla firma della Carta d’intenti del centrosinistra (nessuno è perfetto). Non avevo neanche fatto in tempo a mettermi a tavola  a casa sua, nei pressi di Monte Mario che già il suo Aipadio scodellava la notizia che qualcuno se stava a lamentà che sta Carta non citava Monti Mario. Mentre prendeva il peperoncino in cucina distrattamente mi chiedeva
-Meri, scusa, ma la scuola sta Carta la cita? (mia madre è stata una maestra e le maestre non so se lo sapete ma non vanno mai in pensione, rimangono maestre tutta la vita)
-Beh si certo
-Intendo la scuola pubblica
-Si mamma, pubblica
-Ecco perché io non vorrei che dopo tutto il lavoro che ho fatto per preparare la strada poi questi mandassero a monte tutto. A monte, cara, non Monti
-Mamma che stai a dì?
-“Dico che io, nel paleolitico 1970, ogni mattina dovevo far dire la preghiera ai miei bambini. Ma nella mia classe in cinque restavano seduti e non si alzavano perché erano di altre religioni. Così un giorno sono andata dal direttore e gli ho detto
-Signor direttore non intendo più far recitare la preghiera la mattina perché è un momento di divisione e non di unione della classe
Lui sobbalzò e mi disse “se quelli non sono come noi cosa ci possiamo fare? continui a farla dire agli altri”.

A quel punto il racconto di mia madre si è interrotto e un lampo luciferino le si è piazzato nello sguardo. Così, tremebonda, le ho chiesto
-Eeee… scusa tu che hai fatto?
Gli ho detto “Signor direttore, facciamo invece che da domani il Padreterno riceverà lo stesso quantitativo di preghiere ma ognuno gliela dirà da casa sua mentre in classe onoreremo il cattolicesimo valorizzandone il senso di fratellanza piuttosto che quello da crociata” e beh figlia mia, erano anni nei quali le lettere di richiamo volavano per molto meno. Eppure non arrivò nulla. Ora però voi non rovinatemi tutto. Capito? Citate la scuola, non Monti. Che Monti si sa difendere da solo. La scuola no. Ha bisogno che lo faccia qualcuno. E che lo facciano in tanti.