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Non accettare baci dagli sconosciuti

giovedì, marzo 13th, 2014

In relazione all’impazzante-sul-webbe video dei baci tra sconosciuti la mia amica Lapinia faceva opportunamente notare che tutto sommato il primo bacio avviene sempre con uno sconosciuto. Anche la comunità scientifica, che ci ha svelato financo la scissione dell’atomo,  a tuttoggi non è però riuscita a svelare il mistero dell’attrazione dei corpi. E dunque stan lì ad arrampicarsi sugli specchi della chimica e vai di simposi su cortisolo e ossitocina ma cosa spinga quattro labbra tra loro straniere a irresistibilmente attrarsi, su questo proprio ancora non ci hanno capito una beneamata.

Peraltro di cosa si stia parlando l’ha suggellato Jova nel brano passibile di istigazione a delinquere denominato Baciami ancora:

“Un bellissimo spreco di tempo un’impresa impossibile”, e ovemai servisse c’è anche il rinforzo di “Un errore perfetto, un diamante, un difetto
uno strappo che non si ricuce”. Ciononostante imperterriti, come non bastasse il curriculum di primibaci e conseguenti sòle con il quale arriviamo alla maturità, la maledizione dell’attrazione fatale tra sconosciute labbra continua costante per tutta la vita.  Dice ma per fare che? “Per provare a vedere che c’è laggiù in fondo dove sembra impossibile stare da soli/ a guardarsi negli occhi a riempire gli specchi con i nostri riflessi migliori”, che è una vita che l’abbiamo visto per bene che c’è laggiù in fondo, il baratro c’è. Ma insistiamo.

Dice Meripo’ ma che è tutto sto pippone, oggi? E’ che -one due tre four- oggi “son tornate le lucciole a Roma/ nei parchi del centro l’estate profuma”.

E dunque?

Dunque CHIUDETEVI IN CASA. DA SOLI

Che a noi ci ha rovinato Colazione da Tiffany, altrochè.

Borneo to run

venerdì, settembre 21st, 2012

-Meripo’, belli i racconti, eh, però si capisce che stavolta non è stata come le altre

E’ che io prima apro i blogghe, poi ci scrivo sopra e infine mi stupisco se sono frequentati da gente che sa leggere. Pure tra le righe. Tutto ciò premesso, arrivati ai titoli di coda di sto grande Boh che è stato il Bohrneo, è ora di dire che si, stavolta il mio sguardo sul viaggio è stato pressappoco questo:

Il grande Bohrneo (Foto Chiara Paparelli)

al punto che quando sono arrivata a casa e ho scaricato le mie 145 foto per totali 21 giorni, a fronte delle 7.890 di Miss Nikon sempresialodata, mi sono accorta che sembravano fatte da Frank Morris aka Clint Eastwood mentre scappava da Alcatraz. Ce ne fosse una a fuoco, per dire. Tipo le mie idee e un po’ anche il mio cuore mentre ero lì.

E dunque potrei anche continuare a raccontarvi dei quattro giorni a Mabul Island e dei tre a Kuala Lumpur ma, credetemi, direi che dopo il Teorema del M’illudono d’immenso ci possiamo fermare. Non prima, almeno di avervi messi a parte delle dieci cose che ho imparato dal grande Bohrneo.

10) Ci sono VIMP, viaggi a immediato impatto, e ci sono quelli a LER, lento rilascio.

9) Ci sono viaggi, e momenti della vita, nei quali non bastano gli occhi  per vedere cose che non siamo pronti a vedere

otto – il numero otto ve lo devo scrivere a lettere perchè col numero sto coso non so perché mi mette la faccina che ride. dunque dicevo otto) Inutile in questi casi portarsi la macchinetta fotografica (anche perché se siete fortunati trovate Miss Nikon e Carmencita che lavoreranno al posto vostro. Per non dire di Maria Teresa, Chiara e il professor Pi)

7) ci sono invece momenti della vita nei quali sei certo di vedere cose che in realtà non esistono. La salvezza corre, di norma, nel saper distinguere un attimo prima della catastrofe il punto 9 dal punto 7.

6) Se non ci state a capì niente potete dunque capire come mi sono sentita io

5) I noodles sono ottimi ma, come tutte le cose della vita, a forza di trovarteli ogni momento tra i denti possono venire a noja presto. Dunque se, a occhio, vi rendete conto che eravate un amore ma state a diventà un noodle, defilatevi.

4) Le sanguisughe possono essere assai fastidiose. Ma se quando le incontri ti sembrano un raro esempio di correttezza istituzionale fatti una domanda e datti una risposta

3) E se anche quando incontri i tagliatori di teste tutto sommato ti sembrano un faro di civiltà è ora di cambiare Paese. No, non quello nel quale momentaneamente ti trovi: quello dal quale provieni

2) Hai avuto paura e ti sei sconcertato nella giungla, a casa dei dajacchi, in mezzo ai guadi di fiume e sotto il tiro di incazzosi orang utang. Non avevi ancora visto la festa di Trucidopoli, Toga party alla vaccinara . Che quelli almeno le teste dei maiali le seppelliscono nelle fondamenta delle case.

1) Il viaggio è quella distanza che separa ciò che ti poteva essere chiaro anche qui accanto dai diecimila chilometri che hai dovuto percorrere per rendertene conto.

Ed è per questo che vale sempre la pena percorrerli. E dunque Borneo to run.

Degli uomini che s’innamorano di donne cui piaccia, non so, Ligabue

martedì, dicembre 7th, 2010

Sostiene Soncini che dai concerti di Jovanotti “le coppie escono litigando” e che “gli uomini che s’innamorano di donne cui piaccia, non so, Ligabue, sono molto più fortunati”. Perché “al massimo, tra i più ordinari tra i litigi orrendi, lei dirà a lui ‘Tanto sei tale e quale a quello lì: pensi sempre alla tua ex'” al che lui risponde mavalà, Liga pensa ai diritti d’autore mica all’ex. Più o meno.

Ma, insiste Soncini, “i mariti delle fan di Jovanotti, loro non possono mai stare tranquilli. Mai”. Perché Jovi “si ostina a non fare la cosa che fanno tutti: canzonette sugli amori finiti”. E dunque, sintetizza Pop, al di lei marito non resta che una vita da mediano, che stai lì sempre lì lì nel mezzo “contro gli inarrivabili parametri di amorevolezza jovanottiana”.

La Soncini, che pure sta alle pene d’amor perdute come la vodka al caviale e il pepe nero sulla gricia, evidentemente non ha ancora ben familiarizzato con le fan del Liga. I cui innamorati uomini stenterei a definire non solo “fortunati” ma financo mariti barra compagni barra fidanzati. Perché, in linea di massima, le fan del Liga che qui abbiamo incontrato si sono rivelate talebanamente dedite alla monogamia, il che apparirebbe un bene, se non fosse che  l’unico sarà sempre Luciano -che Tutte le strade portano a te, datosi che Tutti vogliono viaggiare in prima- mentre quello avuto in dotazione dal destino Sarà un bel souvenir.

Che gli uomini che s’innamorano di donne cui piaccia, non so, Ligabue, lo sanno in partenza che dell’amor felice quelle all’inizio si infatuano ma dopo poco si duepallizzano assai. E dunque del picco glicemico di Jovanotti esse si beano i primi tempi salvo diabetizzarsene inorridite dopo la prima trimestrale, Urlando contro il cielo ma soprattutto contro la letale noia che le attanaglia in costanza di certezze e, financo, della “magia che con un solo salto ci fa volare dentro all’aria come bollicine”.

Abbiamo visto uomini che s’innamorano di donne cui piaccia, non so, Ligabue, che si sono visti presentare al primo appuntamento un paio di Dr. Martens con dentro l’algida creatura e ringraziare di contro “la magia che con un solo salto ci fa volare dentro all’aria” come Paperinik.

Abbiamo al contrario visto uomini che “degli inarrivabili parametri di amorevolezza jovanottiana” si sono al massimo intrattenuti ad analizzare la funzione attributiva o sostantivata che grammaticalmente distingue “il mio grande amore ed il mio amore grande”, non venendone peraltro ancora a capo.

E però, certe notti, è con loro che abbiamo sognato, noi donne cui piaccia, non so, Ligabue.