Premesso che dopo la tenzone Pecerin Primula rosa è complesso scendere dal ring e rientrare su strade sentimentalmente più consuete per quanto ugualmente tormentate, propongo all’attenzione della gentile utenza, come esercizio di smaltimento dell’adrenalina in eccesso, il seguente caso:
Cara Meri,
lui pazzamente innamorato, io tentennante. Lui insiste, pressa, affascina, emoziona. Storia intensa. Libero lui, libera io, ognuno già con i precedenti errori e un matrimonio alle spalle. Il secondo giro è qui che ci aspetta, io quasi quasi mi butto. Ho il 50% di possibilità di sbagliare. E il 50% di indovinare. E allora si. Mi butto.
Ci crederesti? Ho beccato il 50 sbagliato: ha già una seconda moglie.
Non ne aveva mai fatto cenno. Eppure un suo rilievo la notizia l’avrebbe avuta, no? Ha iniziato la litania del magguardacheègiàfinitadatempo, stiamoinsiemesoloperconvenienza, insomma il resto si sa, sempre il solito copione.
Cara Meri, non voglio neanche una risposta, da te-voi. La risposta già ce l’ho: avrei dovuto essere più prudente, aspettare, non buttarmi a capofitto. Insomma ho sbagliato. Mi sono buttata: e nella piscina non c’era acqua. Punto
Gina
Cara Gina,
io quasi quasi ti faccio rispondere da Jorge. Si chiama “Istanti”.
Tua Meri
Se io potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l’adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell’acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni
e so che sto morendo.
Jorge Louis Borges