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AstroPop/ Quel gran sexy del Sagittario

martedì, novembre 26th, 2019

Sagittario, 22 novembre 23 dicembre

Eccolo qui il Grande Viaggiatore dello Zodiaco, che, guidato da Giove, il più benefico dei pianeti, trovi sempre con la valigia in mano, pronto a partire per esplorare nuovi mondi, nuove idee, nuovi orizzonti.

Ottimista, simpatico, easy. Un po’ come il qui a-d-o-r-a-t-o John Malkovich che, a dispetto del torbido, e indimenticabile, Valmont delle Relazioni Pericolose, è un Sagittario in piena regola. Nei dintorni di Hollywood, solo un Sagittario come lui si può infatti permettere di portare senza botox, senza ritocchi, con naturale degagement, e infischiandosene che si vedano tutti, i suoi quasi 66 anni. Rimanendo però sexy proprio – se non di più – come ai tempi di Valmont. Perché, da autentico rappresentante del segno, è allergico a manipolazioni e ricostruzioni (anche quelle da ritocchini), amante della naturalezza e bisognoso di una certa serenità, che, per un Sagittario, è sempre un grande elemento di equilibrio.

Solare, vitale, buon amico, il Nostro tende però anche a essere un tantino superficiale, ma non della superficialità dei Gemelli, che quando sentono puzza di complicazioni, nel dubbio se la svignano. Il Sagittario non sfugge alle responsabilità, solo è tantissimamente curioso, quindi facilmente annoiabile. Da qui il suo essere piuttosto incostante e con una certa tendenza al guardarsi intorno: nel caso amaste un Sagittario mettete in conto che è uno che tradisce, ma, appunto, solo per curiosità, anche e soprattutto intellettuale. Quindi, se saprete trovare il modo di non impantofolirvi davanti alla tv, e soprattutto, di non impantofolire lui, potreste sbaragliare potenziali rivali e arrivare a festeggiare felicemente nozze d’oro et similia.

Dotato di un’intelligenza veloce che dà il meglio nelle cose che lo interessano sommamente, il Sagittario è un insegnante naturale e un intellettuale non trombone, anche se nel suo lato ombra, magari se c’è lo zampino di un Saturno imponente, può manifestare dogmatismi anche inaspettatamente rigidi. E dovrebbe comunque resistere alla tendenza a convertire a tutti i costi in nome di una qualche Verità in cui crede profondamente. Ma gli alti magari no.

Il 2020 consolida. E  al compleanno si brinda in famiglia. In attesa dei botti di Capodanno.

Beneficati fino al 2 dicembre da Giove (il loro governatore), nel segno, i Sagittari arrivano da un anno di espansione. Nel 2019 hanno potuto prendersi più di una soddisfazione nell’affermazione dei propri punti di vista e pure in quella di sé, anche se magari a questo non ha corrisposto una giusta contropartita economica o di avanzamento professionale. Nel 2020 avranno occasione di concretizzare e di raccogliere i frutti del seminato, anche se, con Nettuno già da qualche tempo in posizione difficile nel settore della casa e della famiglia, si sentiranno forse disorientati, un po’ confusi e annebbiati, come se fossero chiamati a fare una revisione del loro modo di viverla, magari anche alla luce di nuove occasioni professionali. In qualche caso potrebbero invece vivere situazioni poco chiare che incubano proprio nella propria famiglia o in quella di origine.

In ogni caso, quello che viene sarà un anno in cui, Sagittari Nostri, passerete dalla progettualità ai fatti. Solo, con Mercurio dissonante, serve un po’ di attenzione agli affari e alle transazioni finanziarie fra i primi di febbraio e e primi di aprile. Mentre da fine giugno fino all’inizio del 2021, con Marte in aspetto positivo dall’amico Ariete, potrete cogliere l’occasione per affermarvi con fiducia e sviluppare iniziative anche vincenti.

Il compleanno vi coglie con la marcia ingranata nel lavoro: si annunciano cambi di mansioni, forse qualche promozione con conseguente ricaduta in termini di compenso. Ma serve concentrazione e capacità di cogliere al volo le opportunità di concretizzazione che questa coda del 2019 vi offre.

Sull’amore no news good news. Non sarà l’heartbeat a primeggiare quest’anno alla vostra festa, ma solo perché non è questo il momento di scossoni o di folgorazioni passionali. Le coppie di lunga data che funzionano si scalderanno nelle loro sicurezze, quelle che Nettuno sta smottando andranno momentaneamente in time out e i single faranno festa con gli amici. Ma non angustiatevi, la passione è rimandata di poco: a un passo dai fuochi artificiali di Capodanno, che torneranno a far battere forte il vostro cuore. Voi, comunque, non derogate alla tradizione, e indossate qualcosa di rosso (e di nuovo), che male non fa.

Sicché Sagittari e Sagittarie Nostri: dai che è arrivato il tempo della raccolta. Ma occhio alle nebbie.

Per sempre vostra

Maga Bagò

Ritratto di s’ignora

lunedì, giugno 10th, 2013

Me ne stavo lì ciondolando tra l’Aipadio, un libro e il telecomando quando, all’incrocio dei tre, sono planata (grazie alla segnalazione del mio amico Mario su Twitter, vedimo’) su Iris, nel senso il canale tv, ove stava iniziando “Ritratto di signora”. Avendo per circa un quarantennio ignorato il libro e per un ventennio il film, si andava profilando la possibilità di colmare entrambe le deficienze della qui presente.

Solo in zona Cesarini, a 30 minuti dalla fine dei 142 complessivi, dopo essermi entusiasmata per la trama, la fotografia, i costumi, Roma, e Firenze a marcia indietro nell’800 e soprattutto dopo aver provato profonda commiserazione per la Nicole Kidman -che una volta che ha la fortuna di fare un film con John Malkovic ne viene maltrattata e umiliata assai- beh ecco proprio mentre compativo la tapina donna d’altri tempi prigioniera del bisogno di compiacere l’uomo di turno, sono ohibò cascata dal cielo dei sogni, pesantemente spiaccicandomi sulla strada -senza telone dei pompieri- della  realtà: eccomi qua. Indipendenti, autonome, capefamiglia ma alla fine sempre a cercare di non solo piacere ma soprattutto compiacere. Le Cenerentole dell’amore. Sempre lì, pronte. Come tu mi vuoi. Meglio ancora come penso che tu mi voglia. Salvo poi perdersi. E perderlo. Comunque.

Io, per dire, la prima volta che l’Isabel Archer che è in me s’è data na svejata stavo quasi in premenopausa e a diecimilachilometri da qui. E lì si appalesò l’Eureka. La consapevolezza. Il momento liberatorio, inebriante e stordente del

-E ORA CHE VOGLIO FARE COME CAVOLO MI PARE NON SO CHE CAVOLO FARE