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Downton Pop

domenica, ottobre 20th, 2019

Considero l’aver aperto un blog un po’ cazzaro per cuorinfranti, subito dopo un doloroso divorzio come lo sono tutti, la più bella e felice idea della mia vita.

Non tanto per il blog ma perché questo piccolo diario per i miei25lettori è diventato una comunità di persone.

Virtuali? No, immateriali semmai.

Molte sono diventate persone vere, care.
Ci sono stati compleanni, prima dell’Internet, in cui gli Auguri me li facevano in 3 (famiglia stretta, diciamo).

Oggi mi considero in pari -e anzi sovrabbondo- con tutte le eventuali CoseNo.

Quello che vedete qui sotto è uno dei regali ricevuti: Downton Abbey ti stiamo tallonando con Downton Pop.

Vorrei raccogliere tutto in un tomo, compresi video (ma che nipotine e nipotone stichespiralidose ciavete??) e diavolerievarie.

Mi ci vorrà il tempo corrispondente a tutta la serie di Games of Cosi per rispondervi.

Per ora grazie per avermi fatto sciogliere il mascara l’unico giorno in cui mi ero pittata.

(nella fattispecie in oggetto trattasi di opera di Massimo Pac)

E tanta stichespiralidosità e tanto Internet a tutte e tutti eh.

La rivoluzione della carezza

martedì, ottobre 27th, 2015

Ieri sera sono andata al piccolo Eliseo dove la mia amica Alessandra Di Pietro (che gli assidui del quippresente blogghe ricorderanno per aver dato alle stampe il programmatico Godete!) presentava il suo ultimo libro: “Il gioco della bottiglia – Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo”. Essendo io interessata agli adolescenti quanto al dibattito sul sistema elettorale afghano (per quanto pure quello italiano…) e pur avendone ormai una in casa per il tramite di mia sorella (di adolescente, non di sistema elettorale), mi son recata in loco per l’unico motivo del vincolo di amicizia con Alessandra. E anche perché mi aveva detto che ci sarebbero stati Edoardo Camurri (una delle pelate più fighe che ci sia, contenente una moltitudine di pensieri belli assai pure quelli) e una batteria di amichemie.

Apperciocchè mi inabissavo nella poltrona pronta a riemergerne eventualmente dopo una pennica (che la giornata era stata impegnativa assai) quando mi destava subitanemanete prima la pelata di Camurri ma poi anche l’anticipata canizie sbarazzina di Federico Tonioni, che al Policlinico Gemelli si occupa di dipendenze da Internet e anche da altro, smartphone e tablet compresi.

Tonioni, parlando del gioco d’azzardo che come tutte le dipendenze nasce come forma di dissociazione, azzardò a un certo punto un parallelo con l’innamoramento. E a lungo si soffermò sui sentimenti.

Ed eccovi dunque l’elenco di ciò che, ascoltando una prolusione sulla dipendenza da strumenti digitali,  appuntai aprendo sulla mia protesi Ifonica la funzione “Utility” sottofunzione Note:

-L’innamoramento ti estrania dalla realtà,  ti fa perdere la cognizione spazio temporale. E anche qui chi ne “soffre” ha lo spazio mentale completamente occupato… E’ in sostanza una psicosi benevola che non tutti possono permettersi.

-Il corpo dice un sacco di cose e dice sempre la verità

-Anche gli occhi: sono l’unico nervo scoperto di tutto il corpo. Pure dal punto di vista fisico, sono un nervo cavo, un canale per guardare dentro. Perciò lo sguardo di una persona amata può farci innamorare

-Online però il corpo non c’è. Ed ecco che la cosa che è diventata più difficile di tutte è arrossire. Ma anche fare una carezza e trovare qualcuno in grado di accettarla. Lo stesso vale per l’addormentarsi fra le braccia di qualcuno: è lì, e non nello sballo artificiale, il vero lasciarsi andare. Un’operazione difficilissima. Per questo forse stiamo diventando più inclini a farlo prendendoci una pillola. O una sbornia.

Carezza

Concludendo, e citando, stasera tornando a casa… fate una carezza.

Alessandra Di Pietro “Il gioco della bottiglia”
Add editore
192 pagine
14 euro
ebook 6,99

Il gioco della bottiglia