Posts Tagged ‘Google’

Dove le idee fanno sesso

martedì, maggio 22nd, 2018

No non è un post sconcio. Ma “L’innovazione nasce quando le idee fanno sesso”, disse un certo Scott Galloway. Beh insomma qui si proverà fargli fare anche l’amore: ve l’avevo detto che vi avrei perseguitato con la tappa romana dei monologhi teatrali sui socialcosigeni.

Care e cari romani da stasera a giovedì, per tre sere, trovate la vostra quippresente alla Nuvola di Fuffas, al Forum PA: oggi La storia di Google, domani Zuckercoso e giovedì Amazon.

Vi aspetto a teatro, dove tutto è finto ma niente è falso. Tipo certi amori, insomma.

Maria Gaetana Agnesi, la matematica stregata dalla cruna

giovedì, marzo 23rd, 2017

Storie calme di donne inquiete/11

Con 20 tra fratelli e sorelle che il padre Pietro ebbe da tre donne diverse, due delle quali morte di parti e solo la terza sopravvissuta ai parti e soprattutto al marito, c’era da rimaner dispersi nella mischia dell’assalto al cognome. Invece Maria Gaetana Agnesi, che non è quella della pasta, ugualmente produsse l’effetto del “silenzio, parla Agnesi” per autorevolezza ed erudizione. Perché Maria Gaetana Agnesi da Milano, nata nel 1718, soprannominata “Oracolo settelingue”, fa la sua figura in tutti i salotti nei quali il babbo la esibisce. Insieme alle lingue studia filosofia e a seguire le matematiche che «ci conducono sicurissimamente a raggiungere la verità e a contemplarla, della qual cosa niente è più piacevole».

In realtà lei, contrariamente agli andazzi del tempo, vorrebbe entrare in convento ma il babbo continua a opporsi. E lei continua a studiare e produrre scritti. Apperciocché alla fine pubblica due tomi di oltre mille pagine denominati Instituzioni Analitiche ad uso della gioventù italiana, di cui “segue la composizione facendo trasferire i torchi dello stampatore Richini in casa sua perché i tipografi facciano come vuole lei”, racconta Sylvie Coyaud, tanto per aver presente il tipino. Dedica tutto a Maria Teresa D’Austria che generosamente la ricompenserà in diamanti. Tomi che mettono ordine tra i trattati sul calcolo infinitesimale, oltre a descrivere i principi base dell’algebra e della geometria analitica e soprattutto scritti in un linguaggio asciutto e comprensibile. Verranno poi tradotti in francese e inglese, cosa che la consacrerà con fama e onori ovunque.

Ma soprattutto, nei tomi, descrive un tipo di curva a forma di campana (i matematici e gli scienziati abbiano pietà di me ma tocca farsi capire purannoi) che chiamò “versiera”, nome usato ancora oggi per definirla.

Gli è però che, traducendola in inglese, la chiamarono “witch of Agnesi”, cioè “la strega di Agnesi”, il traduttore confondendo “versiera” con “avversiera” cioè “avversaria di Dio” e quindi per estensione strega. Al punto che ancora oggi nel mondo anglosassone e in paesi come Messico e Spagna, la curva è nota come “la strega di Agnesi”. E siccome ormai il tasso di successo lo certifica Google, i creativi di Mountain View le dedicarono un doodle nel 296mo anniversario della sua nascita, questo:

Maria Gaetana Agnesi google

A un certo punto Papa Benedetto XIV le regala una corona di pietre preziose legate in oro ma soprattutto la cattedra di matematica all’università di Bologna. Cosa impensabile per una donna. Lei ringrazia. Ma non ci va. Perché la sua aspirazione è assistere i bisognosi accogliendoli a casa sua. L’ospizio in salotto. A un certo punto muore il padre e a quel punto finalmente può dedicarsi completamente a quello che più le aggrada: via tutte le Accademie, prolusioni, conferenze, Maria Gaetana diventa a tutti gli effetti una suora laica, tipo una Madre Teresa di Calcutta ma senza voti. E metterà su un ospedale anche rivendendosi i diamanti di Maria Teresa, nel senso quella D’Austria.

Nel 1771, è nominata direttrice (Priora) del reparto femminile del Luogo Pio Trivulzio -sì proprio quello che a noi arriverà in notorietà circa 200 anni dopo prevalentemente per le malefatte di Mario Chiesa- Pio Trivulzio nel quale morirà in povertà nel 1799, sepolta in una fossa comune come da sua richiesta.

Maria Gaetana Agnesi, la scienziata che disse No alla fama e alla ricchezza. “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” ammonisce il Vangelo di Matteo: e dunque eccola, Maria Gaetana Agnesi, la compassionevole matematica stregata dalla cruna.

Maria Gaetana Agnesi

 

Non rinunciamoci solo perché è difficile

mercoledì, febbraio 26th, 2014

La vicenda si è svolta così. Giusto sul post prandiale, mentre dalla finestra sul cortile entrava il sole dell’abbiocco ma da quella di gmail continuano a entrare le sòle della quotidianità, riprendevo dall’archivio del Cinguettino alla voce @MrYuriOrlov questa frase:

Non rinunciamoci solo perché è difficile

Messone a parte il mio amico, collega e dirimpettaio Endriu, egli, senza staccare l’occhio dal suo ingresso di sòle, così chiosava

-Meripo’, potrebbe valere anche per l’amore, pensaci

Ancora obnubilata da un delizioso pranzetto offertomi da caro assistito supercalifragilino riuscivo ad attivare le sinapsi su un

-Non rinunciamo all’amore solo perché è difficile, intendi?

E lui, sempre occhioncollato al dirimpettante schermo sintonizzato sulla sua gmail….

-Non rinunciamo-ci nel senso l’un l’altra, solo perché è difficile

Capito, si, le piacevoli sorprese di gmail?

Kyenge, finché Pi greco non vi separi

giovedì, dicembre 19th, 2013

Una formula matematica ha dimostrato che all’aumentare del successo della moglie corrisponde un esponenziale rosicamento del marito e quindi la fine dei matrimoni.

Oggi, grazie alla collaborazione del Professor Pi, ne parliamo qui.

«Non negli astri è il fato ma in noi stessi», ammoniva Shakespeare. Nel caso di Cécile Kyenge, primo ministro nero della storia d’Italia, in realtà il fato o meglio quello del suo coniugal vincolo, non era scritto neanche lì ma in una formula matematica: quella che nel 2006 elaborarono il giornalista del New York Times John Tierney e il matematico Garth Sundem per calcolare il tasso di successo o fallimento di una coppia famosa nel corso degli anni.

Tra le variabili necessarie a stabilire il tasso di resistenza e resilienza del sacro vincolo c’è il fattore S, Successo, calcolato in «numero di citazioni su Google» (perché ormai anche la matematica paga dazio a Page e Brin).

E, caro ministro, il numero di citazioni della moglie sta nel denominatore della frazione: significa che più è alto quel numero, più il sogno del per sempre è destinato a infrangersi rapidamente.

La formula – fornitami e soprattutto tradottami da un italico scienziato, nell’impossibilità di avere un pronostico attendibile da Paolo Fox – ha dimostrato la sua validità in questi anni predicendo con una certa accuratezza la durata del matrimonio Demi Moore-Ashton Kutcher, Pamela Anderson-Kid Rock, Britney Spears-Kevin Federline così come nell’applicabilità retroattiva Marilyn Monroe-Joe Di Maggio.

Dunque, cara ministro e care tutte quelle radunabili sotto la fattispecie in oggetto, come inutilmente ammoniva anche Riccardo Cocciante Era già tutto previsto. E se lei ha affidato a un’intervista a Vanity Fair la messa in mora del “per sempre”, dopo le improbabili sortite del coniuge, è ancora una volta alla scienza che dobbiamo guardare per trovare oggi se non conforto quanto meno una ragione: all’aumentare del successo della moglie corrisponde un esponenziale rosicamento del marito. Fino allo svincolamento definitivo finale. È un tema che esula, a ben vedere, dal magma dei sentimenti in qualche modo influenzabile da personali scelte ricadendo invece nell’inevitabilità del principio di causa-effetto.

Non c’entra quindi Cupido. C’entra piuttosto Fibonacci. La cui successione, oltre quella tradizionale di numeri interi positivi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti, prevede, nella variante sentimentale, il fatto che ciascun maschil natalizio rosicamento possa essere la somma dei due precedenti femminili successi.

Ripeto: non è sociologia né senonoramai. È matematica.

Per parafrasare dunque Arthur Bloch concluderei momentaneamente affermando che «Se è verde o si muove è biologia. Se puzza è chimica. Se non funziona è fisica» e che finisca è comunque matematico.

@LaveraMeriPop


Là dove c’era l’erba e qua dove c’era un loveblog

mercoledì, agosto 1st, 2012

Avverto l’utenza che se si inserisce su Google “sanguisughe Borneo Sandokan” il quarto risultato è questo:

SuperCaliFragili » sanguisughe

  • www.supercalifragili.com/?tag=sanguisughe
    5 lug 2012 – Tags: Borneo malese, giungla, isole delle Tartarughe, Professor Pi, Salgari, Sandakan, Sandokan, sanguisughe, Sipadan, tagliatori di teste

    E dunque se “Là dove c’era l’erba ora c’è una città” ora aqquà dove c’era un blog sentimentale mo’ ci sta un allevamento di sanguisughe. Mi compiaccio. Evvabbè ora sentiamoci la Via Gluck che “ma un giorno disse/ vado nel Borneo in città/ e lo diceva mentre piangeva”.

  • Le quote erose

    mercoledì, luglio 18th, 2012

    E dunque eccoli qua, dopo essersi sbracciati su quanto so’ bravi in tutto il mondo a fare largo alle donne, eccoli qua a bocciarle quando -oltre ai lamenti che sono notoriamente gratis-tocca cedere anche un pezzo di scranno sul quale si adagia il loro fondoschiena:

    “Non passa, dopo quasi due ore di dibattito, in Aula al Senato un emendamento dell’Italia dei Valori, poi sottoscritto anche dal Pd alle riforme costituzionali che prevedeva che nel ‘futuro’ Senato ci fossero metá donne e metá uomini”.

    E chi sono questi illuminati? “Il testo ha avuto il sì di Idv, Pd, e Terzo Polo (ma non di Francesco Rutelli e Giuseppe Valditara). No da Udc, Lega e Pdl anche se diverse senatrici hanno votato sì e singoli senatori del Pdl, come l’ex An Domenico Nania, si sono astenuti. Anche i radicali si sono astenuti”.

    Ora, ve lo devo dire, io amo le quote rosa come la tosse di notte. Trovo che sia umiliante dover costringere qualcuno a far posto a “una donna” per legge, trovo ancora più umiliante che le quote rosa siano un altro mezzo con il quale gli uomini hanno la possibilità di riservarsi altri posti per interposta donna. Però i tempi son tali che se non gli metti na pistola alla tempia non lo fanno. E allora, donne, quando la prossima volta andrete a votare, ricordatelo l’elenco di oggi.

    Ricordatevi anche che, finora, sui siti di Repubblica e Corriere della sera non c’è una riga. Eppure dell’unica vera non bufala su Hollande – e cioè quel suo governo fifty fifty- hanno svalangato pagine e pagine.

    Insomma gli stessi che fanno la ola da ieri per la nomina di Marissa Mayer, “37 anni donna e incinta” a Ceo di Yahoo, strappata a Google, oggi o votano contro o tacciono.

    Sarà perché, come diceva la povera Simone de Beauvoir, “donne non si nasce, si diventa”: e noi, purtroppo, lo nacquimo.

    Vanità di vanità

    lunedì, maggio 28th, 2012

    Segnalo all’utenza -con ciò assumendomi ogni responsabilità in merito a inevitabili ricadute sul già smisurato ego dell’interessato che però è con voi che ha il qui certificato debito di gratitudine eterna- che digitando sul motore di ricerca Google il nome “Pecerin” questi sono i primi risultati:

  • SuperCaliFragili » Search Results » Pecerin

    www.supercalifragili.com/?s=Pecerin

    3 giorni fa – Pillole di pensieri spaiati, tra alti e bassi. Soprattutto fragili. Perché non sempre basta un po’ di zucchero ma a volte la leggerezza di quello a

  • 8 mag 2012 – LEGGEREATTENTAMENTEST’AVVERTENZA In coincidenza con lo scatenarsi di tutte le allergie, riniti e varie di stagione riceviamo e
  • SuperCaliFragili » Blog Archive » Cara Cei, cosa ci fa soffrire di più?

    5 giorni fa – Pecerin Dice: May 22nd, 2012 at 18:15. Poi dite che lo str…. sono io. MeriPop Dice: May 22nd, 2012 at 18:57. Pecerin Santo subbbito

  • Rassegna storica del Risorgimento

    PECERIN VLADIMIR S. E a proposito della Svecina, Pecerin ricorda: A giudizio di Pecerin, i sermoni di Lacordaire assomigliavano più a magnifici articoli di

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    Unannodi

    venerdì, dicembre 16th, 2011

    2011 was a year of: adversity, crossroads, revolution, remembrance, possibility, inspiration and…

    Music: “Sooner or Later” by Mat Kearney

    (Via Pandemia)

    E bravo Google