Posts Tagged ‘Giulio Regeni’

Com’è bello questo amore da Trieste in giù

martedì, ottobre 15th, 2019

La sua mamma l’ho conosciuta così: eravamo amiche da un bel po’ quando decido di andare da lei. Prendo il FrecciaPop direzione Venezia Mestre e salto la fermata. Panico. A quel punto prendo il cellulare e faccio il numero della Franca
DRIIIIIIIIIIIIIINNNN
-Siii??? dice la vocina scoppiettante
-Franca ho sbagliato fermata, non sono scesa a Mestre, disastro
Ed è a quel punto che la vocina dice
-Meri stai tranquilla, alla prossima c’è il mare: non puoi comunque andare oltre

E’ stato in quel momento che mi sono resa conto che io la voce di Franca non l’avevo sentita mai. Perché noi solo voce di tastiera ci scambiavamo su Facebook. E invano mia madre aveva chiesto
-Che fai il prossimo weekend?
-Vado da Franca, a casa sua
-E chi è Franca?
-Una mia amica. Ma non l’ho mai vista
-Ma come sarebbe, a casa di una che non conosci?
-No, mamma, a casa di una che non ho mai visto. Ma che conosco…

Era circa (omissis) anni fa. Franca abita in Bisiacaria. Un posto che avevo incontrato solo nei libri di Claudio Magris. E che negli anni ho sentito sempre più come un altro posto in cui arrivare e sentirsi a casa.
Senonché qualche mese fa arriva una busta a casa qui. Una partecipazione di nozze. Quella di Deborah, la figlia di Franca. Deborah che anni fa mi ha regalato lei, la MeriPop viaggiante.

La Meripo’ di Deborah alle Galapagos

Insieme abbiamo attraversato tutti e cinque i Continenti. Dentro a questa bambolina c’è financo un po’ di Oceano Pacifico, che lei mi cascò in acqua alle Galapagos e si tuffò Elena a recuperarla e continuò a uscire Oceano dalla pupa per mesi.
Insomma in qualche modo è come se i viaggi li avessi fatti anche con Deborah.

Ora sono qui, costretta a inficiare la statistica dei post cinici dedicati al matrimonio. Perché a quello di Deborah, pur arrivata con tutti i miei cinicopropositi, ho dovuto arrendermi. Segno di rammollimento, mi pare evidente. Ma anche segno che ci sono emozioni inarginabili. Questa, per esempio (la foto è arrivata alla mamma di Giulio):

Che va bene perdere la testa ma la memoria non la si deve perdere mai. Manco da innamorati. E questo è stato il momento Deborah-Danilo-Giulio. Che lui lì accanto a loro abitava. E loro non lo dimenticano mai.
Vederla con l’abito da sposa, confesso, mi ha squaqquerato il cuore. E lo stesso è successo entrando al Comune di Cervignano del Friuli, sotto a quello striscione.

E anche poco dopo mi sono un po’ risquaqquerata,  quando un sindaco particolarmente illuminato ha detto a questi due ragazzi e a tutti noi che la ricetta per far durare l’amore, se mai ve ne fosse una, è continuare a trovare sempre motivi per ridere insieme. In quel momento mi è sembrato desiderabile financo sposarsi.
Amare e ridere. Già. Sapete quella storia che amare e ridere sono le cose che ci salvano, diceva tal Tarun Tejpal: se ne avete una va bene ma se le avete tutte e due siete invincibili.
E allora avantitutta, WonderDeborah e WonderDanilo.
Io resto qui, in ogni caso, a darvi l’appoggio esterno.

Le case di Giulio

mercoledì, gennaio 24th, 2018

E’ stato sulla via del ritorno da Cervignano e dal parco archeologico di Aquileia che Franca a un certo punto prima ha preso una strada poi ha fatto inversione (regolarmente, marescià, regolarmente) e mi ha detto

-No, Meripo’ prima andiamo a Fiumicello

E così siamo arrivate in un ameno paesino, Franca ha accostato su una piazzetta e mi ha detto

-Queste sono le case di Giulio Regeni

Sono scesa e ho iniziato a vedere, ovunque volgessi gli occhi, striscioni gialli dappertutto, appesi al Comune, vicino alla Chiesa, dai balconi, sulle siepi, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Un’unica distesa di giallo. E non solo a Fiumicello.

Fiumicello
E striscioni e striscioni ci hanno accompagnate ovunque, come un infinito guard rail, finché siamo uscite dal paese.

Tempo fa al Senato la mamma e il papà di Giulio hanno tenuto una conferenza stampa, insieme al loro avvocato e a Luigi Manconi. Non ho figli e non posso neanche immaginare che strazio innaturale debba essere per un genitore perdere un figlio. Perderlo così.

“Da mamma ho pianto pochissimo, io che ho pianto anche ascoltando canzoni in macchina”, ha detto a un certo punto. “Vedo i suoi occhi che chiedono “che mi sta succedendo?” e ciò che mi fa più male è lui che capisce che una porta non si aprirà più”.

Sono passati due anni. A casa di Giulio aspettano la verità. Tutte le case di Giulio aspettano la verità. Compresa quella di ciascuno di noi.

Le case di Giulio

martedì, marzo 29th, 2016

E’ stato sulla via del ritorno da Cervignano e dal parco archeologico di Aquileia che Franca a un certo punto prima ha preso una strada poi ha fatto inversione (regolarmente, marescià, regolarmente) e mi ha detto

-No, Meripo’ prima andiamo a Fiumicello

E così siamo arrivate in un ameno paesino, Franca ha accostato su una piazzetta e mi ha detto

-Queste sono le case di Giulio Regeni

Sono scesa e ho iniziato a vedere, ovunque volgessi gli occhi, striscioni gialli dappertutto, appesi al Comune, vicino alla Chiesa, dai balconi, sulle siepi, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Un’unica distesa di giallo. E non solo a Fiumicello.

Fiumicello

Fiumicello

E striscioni e striscioni ci hanno accompagnate ovunque, come un infinito guard rail, finché siamo uscite dal paese.

Poco fa al Senato la mamma e il papà di Giulio hanno tenuto una conferenza stampa, insieme al loro avvocato e a Luigi Manconi. Non ho figli e non posso neanche immaginare che strazio innaturale debba essere per un genitore perdere un figlio. Perderlo così.

“Da mamma ho pianto pochissimo, io che ho pianto anche ascoltando canzoni in macchina”, ha detto a un certo punto. “Vedo i suoi occhi che chiedono “che mi sta succedendo?” e ciò che mi fa più male è lui che capisce che una porta non si aprirà più”. Il resto vorrei che, se non ne avete avuto modo, lo ascoltaste.

Dico solo che ci sono risposte che si devono a chiunque. Ma si devono ancora di più quando lo sconfinato dolore parla con simili dignità e fermezza.

A casa di Giulio aspettano la verità. Tutte le case di Giulio aspettano la verità. Compresa quella di ciascuno di noi.