Posts Tagged ‘Giovanna Cosenza’

L’ultimo metrò

giovedì, marzo 14th, 2013

Arriva dalla fine del mondo, dice “Buonasera”, si paga l’albergo e va in giro in metropolitana. Ha anche avuto una fidanzata, la qual cosa rende Papa Francesco vieppiù interessante per questo sentimental blogghe. E’ così: siamo talmente disorientati e bisognosi di punti di riferimento che anche il cardinale-ora-Papa che viaggia in metro ci offre ragionevoli brandelli di speranza. Come quelle “rotondità” di linguaggio, di gesti e di simboli dei quali ben spiega Giovanna Cosenza.

Abbiamo bisogno di qualcosa attorno alla quale poter tornare a sognare e sperare. Per non andare troppo lontano, tanto meno alla fine del mondo, un’amica mi ha chiamata dopo il primo appuntamento con un uomo e mi ha detto entusiasticamente “Meri, usa bene il congiuntivo”.

Abbiamo bisogno di un punto di riferimento. Di un appiglio nella tempesta. Non una vagonata: ormai basta anche un vagone. Un vagone della metro nel quale riconoscere, oltre al futuro Papa, anche un po’ di noi stessi. Quella parte di noi che aspetta un segnale dopo il quale scatenare non l’Inferno, forse neanche il Paradiso ma almeno un Quasiquasi. Mai come ora ci vuole coraggio, oltre che fede, per credere nella Resurrezione. Siamo a terra. E talmente scoraggiati che ci sembrerebbe già un miracolo poter credere nella possibilità di Risollevarci. Vi preghiamo, quindi, di aspettare ancora qualche ora per dimostrarci che ci sono le ombre. Lasciateci qualche altra ora di luce. Di lumicino, quantomeno. Quello al quale è ridotta ora la speranza. Noi stiamo come Archimede: dateci un vagone e ci risolleveremo al mondo. Forse.

Ottomarzo de che/Post a blog unificati

lunedì, marzo 5th, 2012

Oggi ci gemelliamo. Meri Pop aderisce a “Un post a “blog unificati” per dire insieme che sarebbe bello che gli uomini prendessero la parola sulla violenza contro le donne, sull’uso del corpo delle donne nei media, sulla prevaricazione maschile nel dettare l’agenda economica e politica”.

Eccolo:

Sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente.

Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile “questione maschile”: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il cento per cento) a favore degli uomini.

Sarebbe interessante che stavolta fossero i nostri colleghi giornalisti, opinionisti e blogger, a dire “I care”.

A scrivere: la violenza e il femminicidio sono un mio problema, e rivelano l’incapacità della sessualità maschile di liberarsi dalla tentazione del dominio.

Come posta un lettore, Claudio Losio, sul blog “Il corpo delle donne”, commentando la vicenda della ragazza stuprata da  un militare a L’Aquila (), “il quadro che ne esce ci riporta indietro di 30 anni, al documentario di Tina Lagostena Bassi sul processo per stupro. La giovane studentessa dell’Aquila è nostra figlia, dobbiamo trovare il modo di sostenerla e proteggerla”. 

“I care”: è un mio problema di uomo lo sfruttamento commerciale e mediatico della bellezza femminile, che indebolisce le donne inchiodandole a stereotipi umilianti.

E’ un mio problema che l’agenda politica e quella economica siano decise quasi esclusivamente da vecchi maschi che bloccano qualunque innovazione per il loro vantaggio personale.

E’ un mio problema la mancanza di welfare e di servizi, freno all’occupazione femminile e allo sviluppo.

E’ un mio problema l’eccesso maschile che sta danneggiando tutti, donne e uomini.

E serve anche il mio impegno perché le cose cambino. 

Sarebbe bello.

Postato in contemporanea da – Contemporaneously posted from

Giovanna CosenzaMarina TerragniLoredana LipperiniManuela Mimosa RavasioLorella Zanardo, Ingenere

Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.

http://www.ingenere.it/articoli/8-marzo-noi-la-festa-voi-la-parola