Posts Tagged ‘Giovanardi’

Il divorzio non è mai facile

giovedì, ottobre 16th, 2014

Però per favore non chiamatelo “divorzio facile”: approvare una norma che non ti fa affogare nella burocrazia non vuol dire renderti facile il divorzio, vuol dire rendere dignitosa la giustizia. (Capito Giovanà?)

Ma Lamerica è lontana, dall’altra parte della luna

giovedì, settembre 6th, 2012

Sospendiamo momentaneamente la saga della Malesia per collegarci con la campagna elettorale di quel figaccione di Obama. Oggi siamo qui con questo che inizia così: (Sirviè, i linki si aprono, si?)

Ve la immaginate? Ve la immaginate attraversare il palco a grandi falcate, sorridere, impugnare il microfono e convintamente dire: «Il mio titolo più importante è “mamma in capo”: per un mondo migliore per i nostri figli dobbiamo essere uniti per un uomo in cui crediamo, mio marito, Maurizio Gasparri». Che Scilipoti mi faceva più gioco ma non ho rintracciato una signora Scilipoti su Wikipedia né nelle dediche degli otto libri che pure questo leader politico nostrano ha dato alle stampe per esplicitare la propria visione di futuro.
Così mentre tu, Michelle, parlavi la scorsa notte – elegante gazzella avvolta da un Tracy Reese in seta stampata rosa e grigio che lasciava libere le palestrate spalle sulle quali poggia mezza America nonché l’intera rielezione del tuo consorte, tu fermamente piantata su un tacco 12, rosa, in tinta pure lo smalto, grigio – e ti accompagnavano le note di Signed, Sealed, Delivered di Steve Wonder a me invece veniva in mente solo Anna e Marco di Lucio Dalla.

Che Lamerica «è lontana, dall’altra parte della luna». E quant’era lontana, la scorsa notte, Lamerica. Quel posto nel quale un’avvocata coi controcavoli issata sul trono rosa del tacco 12 sta lì a ricordare le scarpe vecchie del presidente, più corte di mezza misura, quelle della gavetta. E dice, e ci convince, che la Casa Bianca non l’ha cambiato, Barack Obama, che è «lo stesso uomo di cui mi sono innamorata». E ciò mi auguro non sia vero sennò sai che palle. E che la Casa Bianca non ha cambiato neanche te e che tu non gazzella, non roccia, non Perry Mason ma “mamma in capo” sei. E rimani. (continua qui)

Il se(n)sso della scienza per la papaya

mercoledì, agosto 8th, 2012

Vi dico solo che oggi è stata scoperta l’evoluzione del cromosoma sessuale della papaya. Ora attendiamo fiduciosi che si pervenga prima o poi anche a quella di Giovanardi.

SCIENZA: SCOPERTA EVOLUZIONE CROMOSOMA SESSUALE DELLA PAPAYA – Washington 8 agosto – Due nuovi studi dell’Universitá dell’Illinois hanno scoperto nuove prospettive in merito all’evoluzione del cromosoma sessuale nella papaya. Le ricerche sono state pubblicate su Pnas e rivelano che i cromosomi sessuali della papaya hanno subito cambiamenti importanti e radicali durante le loro brevi storie evolutive. Brevi perchè avvenute circa 7 milioni di anni, al confronto con gli oltre 167 milioni di anni di evoluzione dei cromosomi sessuali umani.

Giovanardi Vainhouse

lunedì, luglio 25th, 2011

Mi stupisce ogni volta la capacità di lettura della realtà che dimostrano alcuni chiamati a governare la realtà. Giovanardi, ad esempio.

Già che muore Amy Winehouse e qualcuno senta l’irrefrenabile desiderio di conoscere il parere di Giovanardi mi sembra, anche questo, significativo. Sarà per quella “delega al contrasto delle droghe”. Che però, allora, se moriva per incidente stradale che facevi, chiedevi un parere all’Aci? Comunque. Carlo Giovanardi così oggi esordisce:

Credo che una morte tragica di questo tipo non possa che far riflettere i giovani e giovanissimi su come la droga tolga la cosa piú importante che una persona può avere e cioè una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia“.

Ma non sarà che, però, sta poveraccia assumeva droghe per manifesta incapacità di costruirsi “una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli e di godere della propria esistenza da giovani, in mezza etá e durante la vecchiaia”? La droga, Giovanà mi scusi, non è la causa: è l’effetto. L’ultimo.

Perché le domande che ci facevamo ieri mia sorella ed io, davanti a un caffè, in assenza di alcuna sottopresidenza di Consigli, né di deleghe ad alcunchè, così, nella nostra analisi all’amatriciana di una domenica in famiglia, era: possibile che questa donna non abbia avuto accanto a sé nessuno, ripeto: nessuno, né in famiglia, né nello staff, né nelle sanguisughe che pure avevano tutto l’interesse a tenerla in vita, che potesse mettere un argine a quella solitudine e a quella disperazione?

E un po’ mi fa impressione pensare che uno che si occupa di droga se ne occupi così. Che a volte alcuni sarebbe meglio che si occupassero di andare a casa e pensarci meglio. Va’, in house.


(Grazie ad Andrea, che ha trovato questo video)