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Anna Politkovskaja, donna non rieducabile

lunedì, ottobre 7th, 2019

E’ il 7 ottobre del 2006. Un cadavere viene ritrovato nell’ascensore di un palazzo. E’ quello di Anna Politkovskaja. Nel suo, palazzo.

Classe 1958, giornalista russa e attivista per i diritti umani, freddata -nel giorno del compleanno di Putin- da quattro colpi di pistola più un altro “di sicurezza” alla nuca.

Muore così, Anna Politkovskaja, dopo una serie di minacce sferratele dai vertici militari, oggetto delle denunce della giornalista nelle sue inchieste sugli abusi, le torture, i soprusi e le umiliazioni nei confronti dei civili ceceni. “Io vedo tutto. Questo è il mio problema”, riassunse lei.

Anna Politkovskaja che il regime classificò, poco prima della morte “Donna non rieducabile”. 

La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’anno scorso la Russia per “non aver attuato le opportune misure investigative per identificare i mandanti dell’omicidio”. “Lo Stato russo non ha rispettato gli obblighi relativi all’efficacia e alla durata dell’indagine imposti dalla Convenzione europea sui diritti umani”.

“Sono una reietta” scrisse di sé. “È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all’estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.
Eppure tutti i più alti funzionari accettano d’incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un’indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all’aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.
Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci”. Parole che verranno pubblicate postume, in un saggio, nel 2007.

Perché quando non sei rieducabile puoi essere una sola cosa: morta. Ed è per questo che, ancora oggi, Anna è viva.

Pm, posta melanzana

martedì, maggio 18th, 2010

-Meripo’ t’ho mandato due essemmesse, che sei morta che non rispondi?
-Grazie per questo tuo sincero interesse per la mia incolumità. Che c’è, è pronto il blog quello vero?
-No, continua a giocà su questo finto, ricordati sempre di premere pubblicazione “privato”
-Uffa, lo sooooo. Allora che vuoi?
-No, scusa, siccome avrei un po’ di offerte di banner di case di moda, dico io ma che ti costa parlà un po’ di vestiti, qua sopra? Cioè quando vi vedete con Giulia non fate altro che parlà di scarpe, tacchi e borse e mo’ tutto insieme vuoi fa’ Micromega?
-Ramon, che ora leggi Micromega?
-Guarda che sei tu che avevi detto “e sbrighiamoci co sto blog-quello-vero, che mica devo fare Micromega”
-Ah. No, però moda no, non ci capisco niente
-Lo so, si vede, no però dico con tutte ste amiche giornaliste che ci hai chè sanno scrivere solo de semipresidenzialismo alla francese e di scuola?
-Allora ti occupi di riforme istituzionali?
-Nooo, io purtroppo me devo occupà solo de sto blog tuo che ancora non s’è capito di che parla però sei tu che avevi detto “e facciamo una bella grafica scapricciatella, che mica ci devo pubblicare la bozza Calderoli”
-NO. Moda no
-E allora scusa apri un blog di posta. Posta rosa
-Ti ho già detto che qua niente rosa
-Meripo’, senti a me: allora apriti ‘sto bel blog de posta, posta melanzana