Posts Tagged ‘Giorgio Napolitano’

Parlare con gli occhi

domenica, marzo 24th, 2013

“Ascoltai. Intanto, gli occhi di Pieri mi facevano vedere il racconto di quella strage, rivivere le medesime paure. Così decisi di fotografare le facce di quei pochi bambini che nel 1944 scamparono alla morte”. Sono le parole con le quali Oliviero Toscani racconta del giorno in cui decise di fare un libro fotografico sulla strage di Sant’Anna di Stazzema. Iniziò così,  il giorno in cui il sindaco di Stazzema, Gian Piero Lorenzoni, lo fece incontrare con Enrico Pieri, che il 12 agosto del 1944 aveva 10 anni e stava in cucina, quando i nazisti  iniziarono il massacro di tutta la sua famiglia. Enrico Pieri, scampato all’incendio della casa e nascosto per ore in un campo di fagioli. Sessant’anni dopo si potevano ancora trovare occhi che testimoniassero. E così iniziò a fotografarli insieme ai visi, alle rughe, alle ombre.

Oggi, dopo 69 anni, a Stazzema,  Napolitano e Gauck si sono finalmente incontrati davanti a quel sacrario.

Diceva Primo Levi che “le cose che si dimenticano possono ripetersi”.

Quanto alle cose per le quali va fatta giustizia, l’8 novembre 2007 la Corte di Cassazione italiana ha confermato gli ergastoli all’ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. Ma il 1 ottobre scorso la procura di Stoccarda ha archiviato l’inchiesta. Per “assenza di prove documentali”.

Se tanto mi dà ottanta

lunedì, marzo 11th, 2013

Oggi mio padre, quello del T9, compie 80 anni. Classe 1933, quella che è sopravvissuta a una guerra per poi accorgersi che non era solo quella la parte più complicata del percorso, non molto loquace e forse per questo con un innesco sempre perfetto nel tragitto bocca-cervello, dopo una vita nella quale si è preso le sue soddisfazioni umane e professionali, si è ritirato in campagna come Cincinnato (sia chiaro, solo nell’accezione dell’agreste coltivatore e l’unica dittatura che coltiva è quella della razionalità).

Consapevole dagli albori di avere una figlia razionalmente e dichiaratamente (soprattutto nel senso di adempimenti da dichiarazione dei redditi, contabilità, partita doppia e single e amministrazione generale della propria vita) piuttosto sgangherata, provvede a tuttoggi a porvi rimedio insieme alla santadonna di mia sorella con regolarità e discrezione.

Ha suoi tempi e ritmi che contemplano che anche per gli Ottanta’s gli auguri possano iniziare a pervenire non prima delle 11 del mattino. Ed è così che, contravvenendo alla modalità T9, mi sono manifestata direttamente con una telefonata dalla quale ho ricavato una serie di coordinate spazio temporali che, hai visto mai, potrebbero essere utili nel viaggio anche a noi giovanotti. Specie ora che, come dice il collega del Colle, collega di papà intendo, c’è molta nebbia in giro. E dunque alla domanda
-Papà allora come ci si arriva?
-Con la testa, Meripo’, con la testa prima che col fisico (che, sia chiaro, deve collaborare anche quello, ma senza navigatore anche il fisico andrebbe a scogli)
-Vabbè e quindi dovendo offrire una zattera a noi che vaghiamo nella nebbia cosa ci faresti trovare a bordo, oltre a un radar?
-La scritta “Se c’è rimedio perché ti affanni? E se non c’è rimedio perché ti affanni?”