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Bastardi senza gloria

venerdì, maggio 25th, 2012

Dottor Pecerin, c’è posta per Lei.
Sua Meri

di La primula rossa

(Dis)Preg.mo Dott. Pecerin,

mi accingo a scriverle pur nella consapevolezza che sia tempo perso. Ma, viste le sue insistenze  a sottoporre il pietoso caso ad una valutazione professionale altamente qualificata, quale è quella di chi le scrive, non posso esimermi dal doveroso compito.

L’avverto inoltre che questa consulenza potrebbe terminare da un momento all’altro, perchè attendo una telefonata che mi costringerà assolutamente ed improrogabilmente a correre al capezzale di altro bisognoso paziente. Sono certa che capirà, essendo esperto fruitore di fake call.

Suppongo inoltre che lei si sia già premunito di tutti i paramenti del caso, atti ad assorbire ogni forma conosciuta e non di insulti ed improperi, perchè è quello che prevedibilmente si attende da me.

Bene, se lo facessi, non farei altro che assecondare il suo apparentemente astuto piano, costruito a tavolino all’unico scopo di apparire per quello che non è: un GRAN bastardo.

Vengo a dirle…

L’universo maschile pullula di fedifraghi, traditori e frequentatori seriali di letti altrui. Ergo, il suo coming out non apporta alcun elemento di novità rispetto a quanto già noto da illo tempore, circa la fenomenologia comportamentale degli esseri a tre gambe.

Il tratto bizzarro, e aggiungerei alquanto singolare, è dato piuttosto da questa irrefrenabile smania di urlare al mondo (femminile) le sue meschinità da letto, a descriverle con dovizia di particolari, fino a smascherare tutti i preziosi trucchi che l’hanno portata, sino ad oggi almeno, ad essere un uomo libero, ma soprattutto integro (ortopedicamente parlando…)

Gli uomini, caro Dottor Pecerin, sono geneticamente programmati per negare fino all’evidenza ogni bassezza di cui sono capaci, ciascuno per quel che può.

E questa sua bizzarria non rappresenta una rara alterazione genetica, quanto piuttosto una goffa creatura di laboratorio. Il trattamento che consiglio nei casi come i suoi, è quello di cessare immediatamente l’assunzione, sotto qualsiasi forma, dei film di Woody Allen. Nelle menti non adeguatamente attrezzate, la visione di tali contenuti produce un processo di identificazione patologico, una con-fusione identitaria, che porta il tapino a parlare e comportarsi come il celebre regista. Nei casi più estremi, alcuni individui, come lei ad esempio, arrivano a dire alle donne cose come “Ehi baby, non metterti con me, sono un bastardo” (cit., manco a dirlo, Woody Allen).

Ora, perchè lei lo fa? Le ipotesi sono due. La prima è quella di cercare disperatamente di attirare su di sè attenzioni altrimenti non ottenibili dal mondo femminile, nel vano convincimento che le donne sono attratte dai cattivi ragazzi, che un po’ è vero, ma devono essere veri pure quelli. Altrimenti la disfatta alla Woody Allen, giusto per restare in tema, è garantita al limone.

La seconda ipotesi invece, quella per cui propenderei nel suo caso, è quella cosiddetta del “can che abbaia perchè non morde”. Il proclamarsi infimo bastardo per mari e per monti cela, in questo caso, una volontà manipolatoria dell’altro sesso, dal quale si attende unanime il coro “ma nooo, tu non sei bastardo… sei molto meglio di come ti vedi”. Perchè, bisogna dirlo, qualche donna che ancora cade nella rete del gioco d’anticipo la si trova in giro…Proclamarsi grande tombeur de femme, oltre le proprie innate capacità da umil trombatoeur, per garantirsi qualche boccone di risulta.

Si, è plausibile, questo le assicura comunque un posto tra i bastardi, ma tra quelli senza gloria…

Driiiiiiin….. mi scusi, ma ora devo proprio andare, la clinica dei bastardi esonda di pazienti in attesa…