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E se è una femmina si chiama già Futura

venerdì, novembre 21st, 2014

Partirà domenica alle 21.59 ora italiana. La sua missione, battezzata “Futura”, durerà sei mesi ed è stata realizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con la NASA. Destinazione ISS, Stazione Spaziale Internazionale. Lei si chiama Samantha. Samantha Cristoforetti. Ed è la prima astronauta italiana.

Sul socialcoso quell’altro si chiama @AstroSamantha. Se volete andare in orbita potete farlo seguendola. Intanto oggi è arrivato il taxi:

Il taxi di @AstroSamantha - Foto via Paolo Attivissimo

Ora sarà perché sono reduce da Interstellar, sarà perché ogni volta che la vedo apparire mi entra in scena con il sottofondo di Lucio Dalla “Futura” ma questo sembra proprio un anno spaziale. Che davvero “chissà chissà domani su che cosa metteremo le mani” e pure i piedi. E “se si potrà contare ancora le onde del mare e alzare la testa”.

Si, domenica sarà “una notte di fuoco”.  Nella quale chissà quanti nostrifigli nasceranno. “E chissà come sarà lui domani, su quali strade camminerà, cosa avrà nelle sue mani. “Si muoverà e potrà volare” ma soprattutto, come Samantha, “nuoterà su una stella”, come sei bella. E se è una femmina si chiama già Futura.

Buon compleanno puravvoi che vi wwwoglio bene

lunedì, novembre 14th, 2011

Oggi è il compleanno del web, che il vuvuvù compie vent’anni. E non so perché ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stata Futura, la canzone di Lucio Dalla.

E siccome “chissà chissà domani su che cosa metteremo le mani, se si potràcontareancora leondedelmare e alzare la testa” intanto oggi mettiamole pure sulla tastiera, le mani, per dire due cose. Che in effetti “dove sono le tue mani” ormai il posto dove stanno più spesso è sulla tastiera. Ma sta tastiera mi ha portata tante volte anche dalle persone, in carne e ossa.

Io, per dire, due anni fa a quest’ora pensavo di essere arrivata al capolinea. Di me. E proprio non ce la facevo a pensare al futuro e veramente manco al presente. E che è successo? Che a uscire fuori da questo casino mi hanno aiutata un sacco di persone. In carne e ossa, che proprio m’hanno trascinata giù da scalinate, tirata indietro da precipizi, cucinato cose buone, passato fazzoletti di carta, rimboccato coperte, prescritto Xanax (ma non l’ho preso, però ce l’avevo). E tante altre mi hanno scritto. Qui sopra, su Facebook e da un pochetto pure su Twitter. I socialcosi.

Insomma io poi su sto web ci ho anche iniziato a viaggiare: prima solo a navigare. Col mouse. Ma poi ho proprio preso gli aerei, i treni, i pulmini, le jeep. E si perché il mio primo vero vero viaggio io l’ho iniziato con un clic. “I russi i russi” no e manco “gli americani” ma, per dire, mi so’ ritrovata persino tra gli Afar. Ed è successo pure che “no lacrime, non fermarti fino a domani” che “sarà stato forse il tuono, non mi meraviglio” ma ci ho avuto pure “è una notte di fuoco”. Due. Tre. Insomma, certe.

E allora buon compleanno a tutti noi che sul web ci incontriamo, ci scriviamo, ci litighiamo, ci piaciamo, ci mipiaciamo, ci innamoriamo, ci clicchiamo e poi ci viene pure voglia di ci incontriamo. E “aspettiamo, senza avere paura, domani”.