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Il comma 22 del sesso

giovedì, settembre 28th, 2017

“C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia”. Così parlò il maestro Beigbeder nel fondamentale ma per certi versi ottimistico tomo “L’amore dura tre anni” (“Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così”).

Poco fa mi sono imbattuta prima nella notizia della morte del compianto benefattore Hugh Hefner, fondatore di Playboy e affondatore della vista di parecchi, e poi in un video di Alain de Botton “Come non smettere di fare sesso”, pubblicato qui da qualche Internazionale fa, ove si tenta una spiegazione del perché -senza scomodare l’amore ma le due cose temo di intreccino, marescià nel senso siano collegate- il tempo decreta in una relazione il de profundis della voglia di fare sesso.

Per farla breve ciò è dovuto al fatto che si passa dal comodato d’uso alla legittima proprietà. Cioè dal tentativo della conquista di un essere libero e indipendente all’acquisizione in esclusiva:

Per dirla con un’equazione

“EROTISMO = POSSESSO+LIBERTà”

Senonché, invece, desiderare qualcuno di solito significa “voler ridurre la sua capacità di sopravvivere senza di noi”. Mettendo in atto ogni umana e sovrumana tecnica per incastrarlo. Fossimo su Facebook il prode Zuckerberg direbbe: Giovanna è passata da essere una Conquista a essere una Prigione.

C’è poi il fattore P, PAURA:

il sesso è una richiesta e perché ci inzurlisca deve prevedere la possibilità di un rifiuto. Ecco perché la maggior parte delle litigate finisce a letto: perché ripristina la possibilità di perdersi e quella di tornare indipendenti.

Insomma il sesso funziona in presenza di
Libertà
Fiducia In Se Stessi
e Capacità di Stare Da Soli.

Cioè esattamente le cose alle quali iniziamo a rinunciare cinque minuti dopo esserci accoppiati.

Siamo dunque al “Comma 22” del sesso. Come recitava il paradosso contenuto nel romanzo del signor Heller: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”.

Poi dice che non funziona.

Comma 22

Ricomincio da tre

lunedì, maggio 13th, 2013

Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia.

E’ l’Alberoni alla vinaigrette, Frédéric Beigbeder, che traccia l’ameno percorso. E dunque oggi che questo blogghe compie tre anni, si deve necessariamente prendere atto voi ed io che ci siamo. Vi risparmio la pausa di riflessione. Dovremmo chiuderla qui e tanti saluti, anche scusandomi per l’ultimo anno di noia.

E dovendo continuare con l’esame di coscienza poi sto tizio dice che
L’unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta?

Cioè capite? Siete sempre così felici di cliccà st’indirizzo e trovare la stessa che vi aspetta? Dice ma scusa tre anni fa qua sopra eravate quattro gatti mo’ siete migliaia. Embeh che non lo sapete che la dimensione non è tutto?

E poi quello continua:
Quando le dite “ti amo”, lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo

Ecco. Quando cliccate mipiace lo pensate sempre? E sto momento dello sforzo? La stitichezza sentimentale sta già a livello Euchessina?

E poi arriva la mazzata finale:

Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l’amavo più.

Insomma è dall’inizio che è una e una sola la domanda che vi devo fare ed è questa: vi rasate ancora, prima di aprire sto blogghe?

P.S.
Lo sapete si che c’è il momento serio dei ringraziamenti? E lo sapete che non so, davvero, da dove caspita iniziare? E lo sapete, ancora, che avevo provato a fare pure un elenco ma è diventato tipo quello delle cose da mettere in borsa per il weekend, interminabile in rapporto allo spazio disponibile? Comunque si, ce l’ho proprio con te. Hai capito benissimo. Si, si, si, proprio tu.

La zanzara dura 1 giorno, il gatto 13 anni, l’amore 3

martedì, giugno 26th, 2012

“Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. E’ così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia”.

Sto genio si chiama Frédéric Beigbeder (1965 – vivente, scrittore e critico francese) a riprova che ogno Paese ha il suo nostro Pecerin.

Ha scritto un agile volumetto dal titolo “L’amore dura tre anni”, 160 pagine, domani esce il film. Dice che, sostanzialmente già prima che abbiate finito il libercolo, qualcosa starà cambiando nel folle amore che vi pervade. Forse almeno il tempo del film po’ esse che però lo reggiate ed entriate e usciate dal cine ancora innamorati.

Il circolo vizioso è presto detto: “Non sono mai soddisfatto: quando una ragazza mi piace, voglio innamorarmene; quando ne sono innamorato, voglio baciarla; quando l’ho baciata, voglio andarci a letto; quando ci sono andato a letto, voglio vivere con lei in un appartamento ammobiliato; quando vivo con lei in un appartamento ammobiliato, voglio sposarla; quando l’ho sposata, incontro un’altra ragazza che mi piace”.

E, appuntatevelo, “L’uomo è un animale insoddisfatto, esitante tra diverse frustrazioni. Se le donne volessero giocare d’astuzia, gli si negherebbero, per farsi correre dietro tutta la vita”.

Me lo comprai alla quarta nonché definitiva separazione dallo stesso marito e quando esclamai “oddiocosìttanto?” compresi che stavo lentamente guarendo. E che le ricadute, inevitabili, avrebbero preso atto in partenza che di eterno, al massimo, c’è solo la fragranza di Chanelnumerocinque. Motivo per il quale io uso la 19.

 Infine, e qui parlo alle donne, un’avvertenza: non guardate i colletti delle camicie e lasciate perdere il cellulare, controllategli piuttosto la barba. Perché “l’unica domanda in amore è: a partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando le dite “ti amo”, lo pensate sempre? Ci sarà per forza – è fatale – un momento in cui per voi sarà uno sforzo. In cui i vostri “ti amo” non avranno più lo stesso sapore. Per me, lo scatto è stata la rasatura. Mi rasavo tutte le sere per non pungere Anne baciandola di notte. E poi, una sera – lei dormiva già (ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio) – non mi sono rasato. Pensavo che non fosse grave, perché lei non se ne sarebbe accorta. Invece significava semplicemente che non l’amavo più”.

E’ del tutto evidente che, e qui parlo ai maschi, la vostra cartina di tornasole sarà egualmente appicicaticcia: e si chiama Depilzero.