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Mo’ ti faccio il cucchiaio (cit)

sabato, marzo 30th, 2013

Triduo pasquale/3

E poi c’era che il venerdì era digiuno e astinenza e il sabato Santo praticamente pure, nel senso che ci si preparava alla domenica. Però il sabato si iniziava a cucinare e quindi si smangiucchiava che era una bellezza: solo per preparare le lasagne al forno, per dire, si iniziava la mattina del sabato dalle polpettine al sugo e si finiva la sera lessando le sfoglie di pasta, il tutto intervallato da sanguinolenti  pezzi di abbacchio messi a macerare fuori dal balcone e soprattutto la “preparazione della crema”.

Ora la preparazione di questa crema, che doveva essere trasportabile anche per il lunedì di Pasquetta per la scampagnata in luoghi ove, fino a maggio, la notte si va tranquillamente sottozero, in realtà non era un dolce: era l’accesso a un’esperienza mistica.

La crema di nonna Aida prevedeva l’arrivo delle uova ancora calde di culo di gallina il venerdì Santo sera. C’era la vicina che bussava che era già notte e urlava da sotto:
-La Vrnù (la Vernucci, cognome da signorina di nonna, tanto per capire quanto si stava avanti là indietro) tieng l’ova

La Vrnù apriva, prendeva il cestino di vimini e iniziava una estenuante trattativa su cosa offrirle, con elenco dettagliato che variava dal caffè al brodo alle sigarette per il marito al liquorino per il suocero. Puntualmente l’ovaista rifiutava gentilmente tutto e si riprecipitava a cucinare a casa sua.

Il sabato dopo pranzo iniziava la preparazione della crema. Mentre nonna girava lentamente quel denso e profumato fiume giallo, recitava delle preghiere atte a non farla impazzire. La crema. Nonna ha usato lo stesso cucchiaio mi pare d’argento o comunque di metallo per circa cinquant’anni: al punto che la parte tondeggiante sinistra si era consumata conferendogli una forma semi sinusoidale.

E io non so se, visti i tempi che corrono, basti un poco di zucchero: ma i miei auguri, oggi, ve li faccio così, offrendovi un poco di crema di zucchero di nonna Aida. Quella scacciaguai. Quella che non sarebbe mai potuta impazzire perché la guidava, oltre la sua mano esperta, la preghiera segreta che, ancora oggi, nessuno sa. Due ingredienti, saggezza e protezione, dei quali avremmo bisogno ora più che mai.

Auguri, supercalifragilini. In punta di cucchiaio. Tipo Totti.