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La formula

lunedì, luglio 11th, 2016

In concomitanza con un matrimonio che lèvati avvenuto nel uichendo e in osservanza al ripasso dei fondamentali amorosi, che ci vuole sempre, mi è qui gradito narrarvi di quando la mia amica Silvia si doveva sposare. Lo zio, medico condotto, aduso a vederne di tutti i colori, la sera prima delle nozze andò a trovarla e le disse

-Sirviè belladezzio se vuoi che il matrimonio duri c’è una sola cosa che non dovrai mai fare. Potrà capitare che lo tradirai, che cercherai la casa come piace solo a te, che lo imbroglierai su qualcosa, che gli porterai la suocera in casa… so’ tutte cose alle quali alla fine l’uomo s’abitua, ce passa sopra.

-E vabbè zio allora qual è la cosa che non dovrò mai fare?

-Nun je devi rompe li cojoni

Soughton HallWedding Photography By Ashton Photography www.ashtonphotography.co.uk

Love me semper

venerdì, marzo 16th, 2012

Io me ne stavo a rifà tutti i calcoli (cioè me li stava facendo il professor Pi e tra l’altro vi devo dire che Meri Pop non ci ha una chance, dico una, di tenersi uno straccio d’uomo più di un biennio, non arrivo manco alla laurea breve, per intenderci, evvabbè) dunque dicevo che me stavo adeguatamente disperando di mio quando mi è giunta la notizia che oggi Nicki Sventola compie dieci anni di matrimonio. Dieci. Ripeto: di-e-ci. Una laurea, una specializzazione e due master.

Cioè io qua ci ho la Levi Montalcini del matrimonio, la Margherita Hack delle stelle stanno a sposare, la Ferrari delle unioni. Dieci anni. M’è sembrato un tempo eroico.
Anche se tutto sommato io ne ho avuti sedici, al mio attivo.
Epperò ora mi sembra che anche strappare una settimana in più sia sempre una specie di miracolo. Magari è proprio così. E dunque Nicki ci ha i superpoteri. E pure il marito.
O forse, semplicemente, una volta che esci vivo dalla Dancalia poi te sembra tutto in discesa.

Si. Può esse. Quindi magari, hai visto mai, può esse che persino Meri qualche altra ventina di minuti ce la po’ fa’.

Finché pi greco non vi separi

venerdì, marzo 16th, 2012

del Professor Pi

Nel 2006 il giornalista del New York Times John Tierney e il matematico Garth Sunden hanno elaborato una formula per valutare la possibilità che il matrimonio di una coppia famosa duri un certo numero di anni (qui). Essa ha dimostrato la sua validità, in questi anni, predicendo con una certa accuratezza la durata del matrimonio di Demi Moore e Ashton Kutcher, Pamela Anderson e Kid Rock, Britney Spears e Kevin Federline.

Si è dimostrata corretta anche quando si è confrontata con matrimoni del passato come quello, ad esempio, di Marilyn Monroe e Joe Di Maggio.

La formula è:

dove
P= Il numero complessivo dei matrimoni precedenti della coppia
A(b) = Gli anni di lui
A(g) = Gli anni di lei (quelli biologici, non quelli cosmetici)
G(b) = Il numero di volte che si incontra il nome di lui richiamandolo su Google, in milioni
G(g) = Il numero di volte che si incontra il nome di lei richiamandolo su Google, in milioni
S = Relativamente ai primi 5 risultati di Google il numero di essi in cui lei compare in vestiti (o senza vestiti) che facciano sorgere pensieri libidinosi
D = Numero di mesi nei quali ci si è frequentati prima di decidere di costruire un rapporto stabile
T = Anni di matrimonio. Per trovare la probabilità che il loro matrimonio sopravviva ad 1 anno usare T=1, per la probabilità che duri più di 5 anni usare T=5, etc
B(liss) = La probabilità percentuale (10, 20%…) che il matrimonio della coppia duri per il numero di anni scelto

Ora le domande che ci poniamo sono varie:
a) La formula vale anche per le celebrità italiane?
b) La formula ha una sua validità anche per i non strettamente Vip, comunque considerando le nostre citazioni su Google?
c) Può valere anche per gli anni di convivenza o comunque di relazione di coppia?

A voi il calcolo

Daje de tacco daje de punta

mercoledì, ottobre 27th, 2010

Interrompiamo momentaneamente le schermaglie aprendo una via di fuga in ambito scientifico.

Riceviamo dal professor Pi e volentieri diffondiamo

Cara Meri Pop,
per fugare l’idea che gli scienziati si occupino solo di cose astruse, lontane dalla quotidianità delle persone, mi è gradito inviarle la seguente formula, volta a determinare l’altezza del tacco che una signora deve indossare la sera che decida di uscire, elaborata presso l’Institute of Physics dell’Università del Surrey: 

 h=12 Q + 3 s/8

Glossario
s
= il numero di scarpe espresso nella misurazione anglosassone
Q= viene chiamato fattore sociologico, ha bisogno di un calcolo più complesso. Viene espresso dalla formula (che ho riadattato ragionando in Euro) dove bisogna immettere al posto dei simboli i seguenti valori

v – rappresenta la voglia che avete di mettere i tacchi quella sera, va da 0 a 1, 0 nessuna voglia, 1 desiderio assoluto di portare i tacchi.

a – indica il numero di anni di esperienza sui tacchi. Poiché sta al numeratore della formula ci dice, come v del resto, che più esperienza avete più potete osare.

c – è il costo delle scarpe espresso in Euro, lo 0,85 a moltiplicare è solo dovuto al fatto che la formula originale era in sterline e questo rappresenta il rapporto Euro Sterlina al momento attuale.

t – misura il tempo, in mesi, passati dall’acquisto delle scarpe, cioè quanto esse sono alla moda; t=0 indica scarpe nuove.

b – indica il numero di bicchieri di cocktail che si intendono bere, una sorta di misuratore del tasso alcolico, essendo al denominatore ci dice che più si beve meglio è che il tacco sia basso.

Potete adesso calcolare Q, che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1. 0 indica che non avete nessuna voglia di uscire, 1 che non potete e volete farne a meno!

Per fare un esempio. Supponiamo v = 1 (assoluta voglia di uscire), a = 10 (10 anni di esperienza sui tacchi), serata a medio tasso alcolico, due bicchieri di cocktali, b = 2 e scarpe appena comprate t= 0 che sono costate 200 Euro

Si ha che Q vale circa 0,30 e quindi l’altezza del tacco deve essere, se per esempio il numero delle scarpe è 38 (5 misura inglese)

h =12 0,3015/8 = 5,875

cioè non più di tacco 6.

Il bere, in questa formula, ha un peso notevole: già bevendo un solo bicchiere Q diventa 0,45 permettendo un tacco 8, con buona pace di tutte coloro che hanno visto caracollare le Sex and the City su tacchi vertiginosi mentre trangugiavano un cocktail via l’altro.

Lascio a voi signore ogni commento sul lavoro dei ricercatori inglesi ed attendo suggerimenti su come modificare la formula tenendo conto delle abitudine alcoliche delle donne italiane.

Questo è il sito da cui ho ripreso la formula:

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2004-03/iop-sch031904.php
e riporto anche il commento del suo “scopritore”:

“Although at first glance our formula looks scary” said Dr Paul Stevenson of the University of Surrey who carried out the research for the Institute, “It’s actually pretty simple as it’s based on the science you learnt at school and which you never thought you would use in real life, in this case Pythagoras’ theorem
1 Applying this to shoes can tell us just how high the heel of the foot can be lifted above the ground.”

Della serie anche gli scienziati possono toppare.
Suo Professor Pi

Caro professor Pi,
sono ammirata. Soprattutto pensando alle mie 25 lettrici. Che, con questa formula, l’unica che riuscirà a calcolare con quale caspita di tacco uscire stasera è la Montalcini, che non fa parte delle mie 25. Forse anche Margherita Hack che non solo non fa parte delle mie 25 (però mi sa che fa parte delle sue),  ma che esce di sera solo per vedere le stelle e non mette tacchi.

Vedo che i fisici del Surrey hanno cassato completamente il fattore “FDA” fidanzato da accompagnamento, che per le italiane è determinante per il calcolo tacco molto più degli Spritz da scolarsi. E non vedo neanche il “FSI”, fattore strafigaggine indotta, cioé la considerazione che, comunque, il tacco 12 offre una chance in più a chiunque, per il prosieguo della serata.

Ciò detto Meri Pop si è arenata -tipo leone marino nella baia di San Francisco- già alla quinta riga, prima di “Surrey”.

Non è che il tacco me lo può calcolare Lei direttamente, prof, se le dico che ci sono 40 cm. che mi distanziano dallo spilungone col quale devo uscire? Io nel frattempo, stasera, mi leggo un libro. Scalza.
Meri