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E’ più facile che un cammello entri in un ago che la carità in un confessionale

martedì, aprile 26th, 2011

Allora succede questo: che una pia donna, nubile, cristiana, praticante e timorata di Dio, giovedì Santo vada a confessarsi. (La storia la racconta oggi Repubblica e la ripubblicano qui). Tutto procede liscio finchè non “confessa” che presto sposerà un uomo divorziato. Presto. Ma non ancora. Ci convive? No. Ma il parroco le nega ugualmente l’assoluzione. “Progetto di vita incompatibile con i sacramenti”.
La poverina se ne va in lacrime. “So che quando sarò sposata non potrò accostarmi al sacramento della Comunione – dice- ma oggi sono ancora nubile”.

Uno poi vuole ostinarsi all’ottimismo e dice “e vabbè, t’ha detto male e hai trovato un talebano”. No. L’Arcivescovo Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria apostolica, dice che il parroco “è stato coerente perché quella signora, che si è accostata alla confessione, non ha dato prova di voler cambiare atteggiamento”. Cioè non sposare Mefistofele.

Chi scrive, si sa, non è serena sul tema. Però, mi pare, cari penitenzieri e affini, non siete sereni manco voi. Perché delle due l’una: o la pia intransigenza vale per tutti o non vale per nessuno. 

E, scusate se insisto, quanto al “progetto di vita incompatibile con i sacramenti” non sembrava che le Sacre penitenzierie fossero andate troppo per il sottile, ultimamente. 

A meno che l’intenzione di sposare un divorziato abbia sorpassato, nella hit parade delle indegnità secondo il borsino ecclesiale, anche la pratica dello sfruttamento della prostituzione minorile. Ma in questo caso, ribadisco, c’è solo da andar fieri di non far parte del sacro club.

Caro monsignor Bagnasco

martedì, gennaio 25th, 2011

Caro monsignor Bagnasco,
pfiuuuuuuu.

No, dico, bella questa cosa che la carica politica impone sobrietà, disciplina e coerenza.
 
Ora però, a proposito di coerenza, le sarei grata se volesse anche ridare un’occhiata a quel libro di Monsignor Giampaolo Crepaldi dal titolo “Un manuale per la ripresa dei politici cattolici”. Soprattutto alla regoletta che recita:

“Tra un partito che contemplasse nel suo programma la difesa della famiglia fondata sul matrimonio e il cui segretario fosse separato dalla moglie e un partito che contemplasse nel programma il riconoscimento delle coppie di fatto e il cui segretario fosse regolarmente sposato, la preferenza andrebbe al primo partito”.

Glielo dico perché, non so se ricorda, Lei gli ha firmato la Prefazione, a quel libro, scrivendo che era “utile e tempestivo” e che coglieva “un bisogno reale, affermando alcune verità della vita del politico che spesso vengono invece stemperate”.

Ecco, magari c’è qualcuno che, in un clima di assoluta eleganza sia chiaro, ma potrebbe approfittare di quel varco da voi lasciato aperto tra quello che si scrive e quello che si fa. Un varchetto, lo so. Ma Lei non ha idea delle infinite possibilità che a volte offre un varchetto.
E sa com’è, stempera oggi stempera domani e il prossimo passo è direttamente il bianchetto.

A Lei un reverente ossequio e mi saluti anche il collega Fisichella, sempresialodato.

Sua Meri Pop

Anche le cattoliche nel loro piccolo s’incazzano

martedì, ottobre 5th, 2010

Oggi Meri Pop ha scritto qui:

http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/pdf.aspx?yy=2010&mm=10&dd=5&pg=1

questo:

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/121625/caro_monsignore