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Via con l’Avvento/I “fiori” di Bach. Lei

venerdì, dicembre 19th, 2014

di Ramerrez

Natale è l’albero i regali gli auguri i baci sotto il vischio la neve tutti che sono un poco più buoni e via dicendo ma è anche il giorno in cui, tanti anni fa, è nato Lui.

Per chi ci crede, Lui è Dio che si è fatto uomo. E al di là del somarello e della mangiatoia, a chi crede, Natale ricorda che Dio è qui sulla Terra, è in ogni nostro simile, e che il migliore modo per pregarlo è attraverso la carità e l’amore nei confronti del prossimo.

Per chi non ci crede, Lui comunque è il simbolo della pace, degli uomini di buona volontà, della morte per il bene degli altri e la testimonianza di un precetto che deve guidare la vita anche dell’ateo più restio o del buddista più convinto: ama il prossimo tuo come te stesso e non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Per cui va bene la stella cometa, i pacchi sotto l’albero ed il presepe con il muschio ed il cielo fatto con la carta blu e vanno bene pure le canzoni, ma a Natale Lui deve essere con noi. E se Lui è con noi, non abbiamo paura

Perché senza di Lui, che Natale è?

(L’occasione mi è gradita per ricordare che questo pezzo bellissimo è di Gottfried Heinrich Stölzel ed è incluso nel Quaderno di Anna Magdalena Bach, musicista. E’ stata anche la seconda moglie di Johann Sebastian. Insieme ebbero 13 figli. Fu, pare, un matrimonio felice. E lei lo “aiutava a trascrivere la sua musica”. Morto il marito, e scomparsi i figli, Anna Magdalena fu costretta a chiedere la carità e l’elemosina dal consiglio cittadino. E cosi, povera, morì. Nel 2006 -fonte Wikipedia- Il professor Martin Jarvis della Charles Darwin University School of Music di Darwin, Australia, ha avanzato l’ipotesi che Anna Magdalena possa aver composto alcune delle musiche attribuite fino ad ora a Johann Sebastian Bach. Ecco a me fa piacere approfittare di Ramerrez per ricordare Anna Magdalena Bach, musicista. E con lei tutte le donne musiciste. Più o meno ancelle o nascoste per dare lustro ad altri. Vostra Meri)

Somewhere Over The Ephron, per ora, non c’è

mercoledì, giugno 27th, 2012

Dice la mia amica Chiara Sostiene Giagina, ma la mia amica Chiara è perfettamente d’accordo, che Nora era imbattibile nei finali. Anfatti se n’è andata proprio nel giorno in cui esce “L’amore dura tre anni”. Lei che ha sequestrato Meg Ryan anni e anni per farci illudere che invece è per sempre. Proprio lei che di mariti ne ha avuti tre e che però, non a caso, all’inizio sposò uno scrittore ma alla fine optò per un esperto di cronaca nera. In mezzo quello del Watergate, che la tradì con una comune amica. Per dire di come a volte la vita te la salva più la penna -nel quale l’amore te lo sogni e te lo disegni- di un amore in carne e ossa.

E’ probabile che Nora Ephron resterà per sempre quella di “Harry ti presento Sally” e devo dire che già solo il fatto di legarsi, qui si per sempre, all’immagine sublime che sdoganò secoli di magistrali interpretazioni recitative fintorgasmiche atte a compiacere insicuri machi, già questo, dicevo, basterebbe per uscirsene a testa alta e presentarsi al Padreterno direttamente in Paradiso, finalmente quello vero. Ma c’è che, a pensarci, ad esempio, io la Ephron l’ho usata -alla Scajola cioè a mia insaputa- come il Lexotan e il Fiore di Bach n.39 (Rescue remedy, rimedio d’emergenza e ho detto tutto) tipo il salvalavita Beghelli.

Perché a scorrere la lista dei suoi film mi rendo conto di averli assunti, anche in dosi massicce, in epocali cambiamenti soprattutto del mio stato civile. Laddove neanche, a volte, il Nero d’Avola, nel senso l’aperitivo di autocoscienza con le amiche, potè.
Insonnia d’amore
(1993), C’è posta per te (1998), Julie & Julia (2009) già dai titoli prefigurano la situazione. A Nora Ephron mi sono rivolta certamente più che a Sant’Antonio (per quanto anche a lui) ottenendone risultati apprezzabili. Per cui, concludendo, si, anche io prendo “quello che ha preso la signorina”.