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Che se ami non è mai finita

venerdì, gennaio 28th, 2011
“L’ultimo tentativo, se è vero amore, è sempre il penultimo”.

E’ che ieri notte due notti fa stavo in giro e ho incontrato due mie amiche. Su Fèisbuc, eh. Una aveva postato il virgolettato che sta qui in cima e l’altra le aveva scritto sotto “verissimo”. Undici parole in tutto.

Ora sarà il mio stato di prostrazione post-Dancalia, sarà il post-ribolo che ormai ci circonda,  non lo so. Però mi è successa una cosa strana: che a trovarmi lì, a osservare quelle due donne (belle, toste, intelligenti quindi presumibilmente anche, a tratti, sole) scambiarsi quel piccolo cenno di intesa e solidarietà notturna senza bisogno di dirsi neanche una parola, io ci sono rimasta inchiodata davanti. Volevo aggiungere un commento ma non l’ho fatto. Per non disturbare. 

Che si dice che le donne parlino molto. Ed è vero. Ma le cose importanti, tra loro, sanno dirsele soprattutto in silenzio.

E questa è una: che se ami non è mai finita. Che non vuol dire che l’amore non finisce mai: vuol dire che, finché ami tu, l’amore non ti molla (l’amato magari si, eh, però). E che “stavolta basta” è spesso solo un’intenzione di voto, di vuoto anche. Che riempiamo con un’altra porta lasciata socchiusa, in attesa di sbatterla. Ma magari la prossima volta.

Ecco, pensavo che quando una donna ama davvero potrebbe farlo all’infinito. Per fortuna e per statistica ci pensa la controparte prima o poi a restituirci a noi stesse.

Però pensavo anche che spesso davanti a certi uomini diciamo, come davanti alle sigarette e alla Crema di gianduia di Marilla, “smetto quando voglio”.
Perché l’amore è una dipendenza. E di fronte alle dipendenze si mente. Non è “una mancata verità che prima o poi succederà”: è proprio una bugia.
Che continueremo a ripetere. Perché “cambia il vento ma noi no”. E quindi no che “non andiamo via”. Là stiamo: un passo oltre l’ultimo tentativo.

E  se è vero che “lasciano una scia le frasi da bambine” lo fanno purtroppo pure quelle da cretine. Di norma una scia di lacrime. E qui siamo ancora nei grandi classici intramontabili. Ma con lodevoli, apprezzabili nonché sempre più numerose eccezioni.

Però sapete che pensavo, anche, leggendo le mie due amiche ? Che, “nelle sere tempestose” le donne non chiedono più “portaci delle rose”: le rose, Fiorè, hanno imparato a scambiarsele da sole.

(Grazie a Betta e Francè)

P.S.
Ah e “quello che le donne non dicono” mo’ se lo scrivono. Anche su Fèisbuc.