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Alice Guy, la donna che inventò il cinema e mamma delle Shonda Rhimes

giovedì, maggio 18th, 2017

Storie calme di donne inquiete/27

“Era una regista di una grande sensibilità con uno sguardo incredibilmente poetico. Ha scritto, diretto e prodotto più di 1000 film. Eppure è stata dimenticata dall’industria che lei stessa aveva contribuito ad inventare”. E’ Martin Scorsese a renderle onore in questo modo. A rendere onore ad Alice Guy maritata Blachè. Prima regista donna nella storia del cinema, autrice di commedie, melodrammi, film con effetti speciali, trucchi e horror.

Alice Guy, francese savasandir, nasce nel 1873 in una famiglia bene e viene educata dai sacri Cuori. Alla morte del padre inizia a lavorare, giovanissima. E inizia come segretaria da un certo signor Léon Gaumont, ingegnere. Questo signore ha anche una società di produzione di apparecchi fotografici.

Il giorno in cui i fratelli Lumiere invitano Gaumont alla proiezione del primo filmato in movimento, 1895, c’è pure lei. Chepperò rientrata in ufficio dice Maaa perché non ci mettiamo pure una storia, dentro questo coso? Intuisce, come dirà Stanley Kubrick una centina d’anni dopo, che “Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato”. Il signor Gaumont dice Va bene purché non mi lasci indietro i protocolli della corrispondenza. Poi dice l’intuito maschile. Insomma, ve la faccio breve, nel 1896 il primo film nella storia vede la luce e lo mette al mondo lei, si intitola  La feè de choux

Lei applica la sicronizzazione suono-immagine, lei inventa e codifica i generi (comico, storico, avventuriero, drammatico..), lei inizia a scrivere vere e proprie fiction. Insomma la prima Shonda Rhimes si chiama Alice Guy.

A 33 anni si sposa con Herbert Blachè, 9 anni più giovane di lei (pioniera pure di Brigitte primerdamdeFrance) e va a New York col marito a rappresentare la Gaumont, fa pure un bambino ma dopo un anno di pannolini e tettarelle gnaafa’ più e fonda una sua società di produzione, la Solax. Fa il botto vero e diventa la donna più pagata degli Stati Uniti. Crede nella parità dei sessi e fa della questione femminile una delle spinte professionali, nei soggetti e nelle produzioni.Sempre un passo avanti.

Ma a lei, che di copioni strepitosi ne ha inventati tanti, tocca invece una storia personale scontata e volgarotta: nel 1919 il marito scappa in California con un’attrice più giovane di lei, due anni dopo è costretta a vendere gli studi in America e infine deve tornarsene con i due bambini a Parigi. Muore nel 1968, a 98 anni, dimenticata da tutti, financo dai libri di storia del cinema. L’unica storia che le dia ciò che le spetta se l’è scritta da sola, pubblicata postuma nel 1976.

Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce, disse Jean Cocteau. Bene. Allora ricordiamo sempre che la prima luce in sala l’ha accesa Alice Guy.

Alice Guy

Pse, pronto soccorso emotivo

venerdì, maggio 28th, 2010

Inauguriamo oggi il Pse, che non è il Partito Socialista Europeo ma il Pronto Soccorso Emotivo, servizio di tiramisù on-demand nel senso che basta chiedere.

Per la nostra amica Liz.

Caro Ispettorecoliandro,
la mia amica Liz, valente e navigata giovane giornalista, si è imbattuta pochi giorni fa nel suo strafico corpaccione nella sua esimia persona. Senonchè, da quel giorno, Liz sta fuori come un balcone risente positivamente ma molestamente dell’incontro ma non propriamente al riparo dalle conseguenze di quel crash test.
Ora, caro Ispettorecoliandro, a te che ti costa fare una cazzo di telefonata perchè non riservare un cenno di interesse a Liz? Tutto sommato lei si chiama come la Taylor e a te, diciamolo, t’hanno pure chiuso il telefilm perchè oltre Liz e me non ti si impipava di pezza nessuno ed è ora impossibilitata anche a seguirla attraverso la fiction, visto che per motivi di audience e di budget la Rai l’ha sospesa.

E se è vero che “quando un uomo con una pistola incontra un uomo con un album di figurine, l’uomo con l’album di figurine è un uomo morto” guardi che purtroppo è drammaticamente altrettanto vero che quando una donna con una cotta incontra un uomo con una svista, poi so’ morti di sfinimento pure tutti i colleghi nel raggio di cento chilometri, eh.

Colià, che dovemo fa’? Caro Ispettorecoliandro, alla luce di questa serie di considerazioni ma soprattutto tenendo conto del fatto che Liz ci sta fracassando le p avrebbe piacere di rivederla magari anche solo per una sana s un happy hour, ecco se gentilmente volesse mettersi in contatto con me con la redazione di Supercalifragili potremmo agevolmente risolvere il problema.
Cordialmente
Meri Pop

P.S. per il grafico: Ramon uffa, perchè questo caspita di testo non gira attorno alla foto? Si, si, si le ho fatte tutte, le operazioni corrette e invece accanto a quel marcantonio continua a rimanere tutto bianco e quello che è peggio tutto “in bianco”.