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La grande salvezza

lunedì, marzo 3rd, 2014

Chi è assiduo di questo blogghe sa che fu aperto per la disperazione. Come di norma tutte le cose migliori che apriamo nella vita. La spinta propulsiva del crepacuore e dell’incacchiatura (la seconda di solito è il primo sintomo che la prima si sta superando) non ha eguali. Non c’è benessere, gioia e serenità che abbiano mai prodotto quanto può il tormento. Tutto ciò premesso si farebbe volentieri a meno di ste spinte propulsive e, dipendesse da noi, continueremmo a crogiolarci nella noja ad libitum.

Ora si dà il caso che, prima ancora di aprire il blogghe, mentre lo stato di disperazione indotta dalla vicenda del cambio di stato civile si attestava a livelli di allarme Defkon 1, mi era presa anche una irrefrenabile sindrome piangente. Così nel bel mezzo dell’apparente normalità, da queste parti si virava in subitanei, inspiegabili e singhiozzanti pianti. Uno dei quali un giorno si verificò nel bel mezzo di Via dei Fori Imperiali, vista Colosseo poi direzione Colle Oppio,  inquadratura La Grande Bellezza ma senza i fenicotteri.

Quel giorno di splendido inverno che solo Roma sa regalare, uno degli avventori dei Fori Imperiali -non un gladiatore- mi guardò un po’ esterrefatto alla fermata dell’autobus mentre singulti e lacrime scendevano copiosi. Poi, allungandomi un fazzoletto di carta, suggerì:

-Signorì, se ricordi che tutto quello che je sta a succede qua je poteva capità guardando una Complanare e non sta cazzo di bellezza

Perché così è: se sei a Roma ci sono altissime probabilità che il tormento non duri più di un’ora di seguito, soprattutto se sei alla fermata dell’autobus giusta, in coincidenza col romano giusto.

Ci penso spesso, quando ci passo davanti. A quel giorno e a quella frase. Ci ho pensato anche quando ho visto il film di Sorrentino. E ci pensavo stamattina mentre, ripassandoci, mi prendeva anche la grande amarezza a vederla così umiliata in ogni angolo, questa grandebellezza.

Chissà se, caro Dostoevskij, “La bellezza salverà il mondo”: certo è che non lo farà l’incuria. A questo pensi chi si è preso la responsabilità di governarla. E a questo, forse, dovremmo pensare pure noi quando non facciamo niente per conservarla. Che non si può inveire contro gli inadempienti mentre si buttano cartacce per strada pure noi.

Chi sporca la bellezza uccide anche te. Digli di smettere. E soprattutto cerca pure tu un cestino. A trovarlo.

Insomma questo pure per dire che, ovemai mi assegnassero un Oscar, io dovrei ringraziare voi, tutti i romani e soprattutto tutti quelli che, in carriera, mi hanno fatta incazzare.

Già che ci siamo vi metto anche la colonna sonora che mi fa pensare a quel giorno,  a quel great beautiful day:

Gente che sta salvando l’Italia: Gino della Tim

mercoledì, ottobre 23rd, 2013

Ieri sera sul tardi si è appalesato sull’Aipadio l’avviso ansiogeno della Tim: Gentile cliente la sua cartuccella è scaduta da mo’, che vogliamofare??

Dunque immantinente stamane mi recavo nell’apposito luogo del ricaricamento delle cartuccelle. Nell’illuminatissimo salone a led venivo presa in carico da Gino al quale allungavo direttamente tutto l’Aipadio accompagnandolo da poche, fondamentali coordinate:

-Qui dentro c’è una cartuccella scaduta, dovrei rinnovarla, grazie

Gino, una sorta di Ascanio Celestini ancor più magro, dopo breve consultazione con tutte le offerte disponibili, optava per nonmiricordoquale, accompagnando tutte le fasi dell’attesa dati con un intercalare sul senso della comunicazione in rapporto all’atavica necessità di conoscenza dell’uomo da Socrate a noi, socraticamente soffermandosi sulla necessità di connettere in modo inscindibile il bene con la conoscenza.

Il computer fortunatamente ancora non dando risposte, ma Gino si, mi permettevo di chiedere

-Gino scusi ma lei qui ci arriva direttamente dalla Facoltà di Filosofia?

e lui rispondeva

-Si, avevo un particolare interesse per la gnoseologia

Improvvisamente sentendo tutto il limite del dover dialogare con lui della cartuccella da 99 euro annui per due giganonmiricordo, approdavamo non so come sul tema dei viaggi. E, chiestomi dove fossi stata io questa estate, infine mi diceva che

-Io invece sono stato in Russia: ho letto I Fratelli Karamazov. In quindici giorni