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A casa di Fausto

giovedì, gennaio 24th, 2013

C’è chi come Dora scrive “per non perdere l’abitudine :)”. Chi, come Eugenio, passa la mattina a dargli il buongiorno. Chi, come Carla gli lascia l’invito a un convegno. Chi va di fretta, come Eli, e lascia solo “ciao ciao ciao”. Chi, come Eli il giorno in cui va meno di fretta gli racconta che “Cosentino per dispetto s’è portato via la lista del PdL Campania! 😀 😀 ahahah”, Towanda gli fa gli aggiornamenti della situazione di “prendi le liste e scappa”, Fiorenzo gli augura “Buon fine settimana”.  Ah e poi Mariapa’ gli scrive che stava in macchina con la Brù “che è fissata con le diete. ora ne sta facendo una dove mangia praticamente tutto ciò che le va, che sarebbe una dieta fantastica se non fosse per il trascurabile dettaglio che il peso è uguale a prima… insomma, lei era in macchina con Genio e Betta e raccontava di una sua conoscenza che invece “pensa, ha perso TRENTOTTO chili”. Brù, le dico, le sarà scappato il cane…”. Lucrezia gli posta “l’ultimo di Guccini. Una canzone bella, di resistenza e lotta, triste e forte. Si muore, ma si rimane a difendere le idee di chi muore”.

E’ così da un mese. La bacheca di Fausto. Fausto che se n’è andato la sera di Natale, che dice la mia amica Chiara che l’ha fatto per inserirsi nel flusso di traffico di angeli che salivano e scendevano. Fausto che se una causa non era impossibile non gli piaceva. Fausto che quando non ha più potuto invitarci a cena in una casa ha continuato a invitarci a qualsiasi ora in quell’altra casa, quella 2.0. Che questo era la sua bacheca: casa nostra.

Ed è lì che continuiamo ad andare ogni giorno. Nella speranza di vederlo fare capolino da qualche link. E mentre lo aspettiamo ci teniamo compagnia fra noi. Pedro, il suo figliolo, ci offre il cappuccino la mattina o lo Spritz la sera.  Perché Pedro, anche quando Fausto se n’è andato, ha lasciato la porta di casa aperta.

Digitare il tuo nome per venirti a trovare, Fausto caro, è un po’ come suonare al citofono: e pensa che, quando entro sulla bacheca, sento persino il profumo della pipa.

Il bacio sulle labbra

martedì, dicembre 25th, 2012

Insomma ci sono persone che trasmettono poco o nulla anche se ti occupano perennemente le giornate e poi ci sono quelle che non avrebbero bisogno di fare nulla perché “sono”.

Fausto é.

É l’amico che mi ha sdoganato sentimenti impopolari come la “passione politica”, per dire. E lo ha fatto nel pieno del discredito generale per la parola, che a causa di svariati mascalzoni, non se la passa bene.

E poi lo ha fatto con la parola “tumore” del quale ci ha raccontato come fosse un Tom Tom. Infine mi ha sdoganato la parola amore. In tanti modi. Tipo quando pochi giorni fa siamo andate a trovarlo ed era chiaro che qualsiasi sospiro, parola sussurrata, occhiata, gli costava una grande, grande fatica. Ciononostante ha trovato pure il modo di cazziarci a tutte e tre (sto a scherzá, ma quello che dovevi dire l’hai detto chiaro e tondo fino alla fine, che a volte anche avere voce é superfluo, si capisce benissimo lo stesso). É che a un certo punto si é avvicinata la sua compagna e si sono dati un bacio. Un piccolo bacio sulle labbra. Uno sforzo sovrumano. E mi é sembrato il gesto piú rivoluzionario visto in giro. Una rivoluzione da fermi. Immobili. E in silenzio. Ha fatto un frastuono che ancora mi sento dentro. E che non smetterá mai di farsi ascoltare.

Tom Tom

venerdì, novembre 9th, 2012

Qualche sera fa la mia amica Elisabetta ed io siamo state a cena da Fausto e Maria Antonietta. Fausto ha iniziato a cucinare dalla mattina e ogni tanto metteva sul socialcoso le foto di avanzamento lavori. A un certo punto ce n’era una in cui era seduto davanti a una spianata di melanzane che ripiegava pazientemente in superbi involtini. Era una cena di lavoro. Nel senso che ha lavorato dalla mattina per prepararla e perché poi, dopo aver spazzolato di tutto ed esserci scolati anche un paio di bottiglie di roba buonissima che però non mi ricordo più essendo già salito il tasso alcolico dopo il primo bicchiere, ha tirato fuori un blocchetto con delle “dritte” per me, per il mio nuovo lavoro.

A tavola eravamo sette: due amici, Elisabetta, io, Maria Antonietta, Fausto e Tom Tom. Ieri Fausto ha presentato Tom Tom agli amici del socialcoso. Mi permetto di presentarlo oggi anche ai lettori di Supercalifragili.

“Oggi ho un anniversario. Non lieto. Il mio tumore compie un anno. Lo ha scoperto la TAC che ho fatto proprio un anno fa, anche se stavo male da mesi. Da allora non ha fatto altro che girare dentro di me, quasi a mapparmi. Polmone, encefalo, fegato, linfonodi…ed ora chissà dove altro.
Io lo chiamo Tom Tom, cercando di non farmi guidare troppo presto nel precipizio ed anzi cercando in tutti i modi di guidarlo io.
Le conseguenze sul fisico sono state devastanti. 6 cicli di chemioterapia, 2 cicli di radioterapia. 2 “droghe” legali che assumo: il cortisone l’EPO (si, proprio quella di Schwatzer alle Olimpiadi) per una caduta di globuli rossi che si erano dimezzati.
Risultato: una stanchezza infinita, le gambe che non reggono e 100 disturbi che non mi metto ad elencare.
Ed ora passiamo ad una nota positiva. Ho fatto un’importante scoperta scientifica: Chemioterapia e radioterapia sono meglio dell’Autan. Nessun moscerino o zanzara mi ha beccato in tutta l’estate.
A parte questo “intermezzo” comico di belle novità ce n’è altre, tutte importantissime.
Ho scoperto cos’è l’amore fatto di sacrificio. La mia meravigliosa compagna, Maria Antonietta, si è rivelata come un angelo, senza cui non puoi e non vuoi vivere. Ho scoperto che i parametri di una vita non scompaiono durante la malattia, ma affrontano un quotidiano diverso. Vedono un futuro più vicino. Questo impone obbiettivi più “raggiungibili” e una calibratura di forze più aggiornata.
Ho lavorato, più che altro qui su Facebook, ogni giorno, ben oltre le 8 ore canoniche, cercando di essere, di volta in volta, serio o satirico. Occupandomi, essenzialmente, di divulgare politica buona ma anche qualche sana risata e spero che qualche mia amica/o o lettore me ne dia atto. L’ho fatto per “vivere” in pieno, con tutte/i voi, nei messaggi, negli scambi di pensieri e sentimenti, che non sono, spesso, meno veri di quelli della realtà.
Ho potuto conoscere, a casa mia o nelle poche uscite, amiche e amici meravigliosi, con cui ho passato momenti indimenticabili.
Per cui questo messaggio, iniziato come una “lamentela”, finisce come un “inno alla gioia”, con un grazie enorme a tutti voi, che siete stati la mia seconda vita, in questo anno, quella “viva”.
Spero questo possa continuare. Che proseguiate a leggermi e commentarmi. Che continuiate a scrivere sui miei post e nel mio diario.
Sono arrivato a 80.000 notifiche sulla mail e continuano al ritmo di 200 e più al giorno.
Sappiate, poi, che un messaggio dedicato o, per chi ha il numero (o lo chiede), una telefonata ogni tanto, sono momenti di gioia vera.
Grazie ancora. Con la speranza di potervi disturbare ancora per un bel po’.
Con un grandissimo abbraccio a tutte/i
Fausto”