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Rassegnare stanca

Tuesday, June 12th, 2012

E dunque, dopo una giornata surreale di parole, opere e omissioni in rassegna, ecco che alle ore 18 si affaccia la parola chiave di oggi: rassegnazione. In bisestile progressione di sfighe amorose, alle 18 si sono incrociate le delusioni di tre congiunturate e sventurate amiche che, in sequenza ravvicinata e a distanza di mesi -quando non anni- dalla dipartita di un presunto amore, si interrogavano sul miraggio -oltre che della pensione e del numero certo degli esodati- anche di una sana e consapevole rassegnazione.

Già, perché è così difficile rassegnarsi? ovvero  v.rifl. [sogg-v-prep.arg] Arrendersi senza più opporsi alla volontà di qlcu. o accettare con sopportazione qlco.: r. al volere del padre, alla sconfitta; anche con arg. sottinteso: non si è rassegnato

Perché  per quanto rassegnare stanca c’è che arrendersi svuota. Che il “meglio sole che maleaccompagnate” troverebbe il perfetto corollario nel “meglio sole che male abbandonate” e senonché invece quando fanno prima loro, ad abbandonarci, si rimane sole e maleabbandonate. Co’ sto cerino in mano.

Ora un’unica consapevolezza potrebbe illuminarci -sia pure fioca come un cerino: che il passo successivo è sole, maleabbandonate e con la gastrite e che siccome diceva Charlotte (quella di Sex and the city) che “Per dimenticare un uomo ci vuole la metà del tempo che si è stati insieme”, se ve fate due calcoli (non renali) -e a meno che non foste vicine alle nozze d’argento E NON CI SIETE ve conviene farveli- vedrete che stiamo già ben oltre con l’accuso.

Quindi rassegnare stanca ma non farlo invecchia. Vedete che dovete fa’.

Canzoni che hanno rovinato generazioni/Gli esodati di “Mi manchi”

Friday, April 13th, 2012

E’ un altro tragico risvolto degli “esodati”. Nel senso quelli in vacanza per l’esodo pasquale che prolungano oltre il martedì dopo Pasquetta. E’ che ieri, in rapida successione quasi fosse la Giornata nazionale dell’Esodismo, si è verificata una escalation di Mimanchismo: uomini ovunque dispersi nel globo terracqueo, per la coda della pasqual vacazione, mandavano sms con la fatale locuzione a donne sdilinquite, ovunque disperse anche loro ma disperse da sole. Nel senso che il mandante trascorreva la pasqual vacazione con moglie e figli regolarmente riconosciuti e messi a bilancio.

Ora c’è che la maggior parte dei mandanti non si limitava allo struggente sms ma inviava proprio il link alla sdilinquente nenia dell’ipertricotico urlatore.

E dunque si veniva a determinare la grottesca situazione di uomini famigliacontornati, esausti e provati da giorni di libagioni e convivenza parentale coatta, che approfittando dell’ora che volge al butting della mondezza -cioè “quando il sole da’ la mano all’orizzonte,
quando il buio spegne il chiasso della gente “- si precipitavano sul T9 e compulsavano il “Mi manchi” poi seguito da apertura server di posta con invio link. Alla tapina sola e abbandonata in città.

La quale, qui mi si consenta l’incursione nel buco nero del cervello femminile, trionfante mi comunicava “Meri, dopo cinque giorni di blackout si è rifatto vivo, lo vedi che pensi sempre male?”.

L’annuncio veniva condito da sospiri di sollievo e ansimi di struggimento, ignare del fatto che invece, purtroppo, la dedica del “Mi manchi” Faustolealista segna, di norma, il punto più anguillesco della illegal relazione:  perché il fedifrago sa che la lusinga della descrizione contenuta ”nei tuoi sguardi e in quel sorriso un po’ incosciente/ nelle scuse di quei tuoi probabilmente” culminante in ”sei quel nodo in gola che non scende giù” sposta definitivamente il piano della realtà: guarda che sei tu quello dal sorriso parecchio incosciente, che mette scuse e fa vivere lei di “probabilmente” (soprassiedo sul nodo in gola che invece te lo meriteresti al collo, scorsoio, anche).

Come da denuncia per circonvenzione d’incapace, di lei, risulta essere anche il prosieguo a base di: “Mi manchi…mi manchi/ posso far finta di star bene, ma mi manchi”.Che te l’ha ordinato il dottore di non fare ordine nel tuo stato civile? 

Per non dire del “Mi manchi/ e potrei cercarmi un’altra donna ma m’ingannerei”. Ancora? 

E infine ci avviamo a sprazzi di onestà con quel “sei il mio rimorso senza fine (era ora)/il freddo delle mie mattine/ quando mi guardo intorno e sento che mi manchi”. Quindi?
Quindi per favore chiudete quel caspita di Iutubb e aprite gli occhi. Perché mentre quello ”cammina a piedi nudi dentro l’anima” voi state proprio a piedi. In mezzo a una strada. Capito?