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Altro che Bersani, da solo con l’agendina…

Saturday, June 23rd, 2012

Visto il successo della prima puntata (650 accessi unici alle 9,30 del mattino di venerdì, non l’avevo visto manco quando ho parlato di Freddie Mercury, pensavo se fosse preso un colpo de “sun” pure il contatore del blogghe) proseguirei la saga di quelli che la mia amica Tiziana sul socialcoso ha definito gli eroici spazzini, persone che ripuliscono quotidianamente la parola “politica” da quelli che la sporcano e la umiliano quando non la mandano proprio aff a quel paese.

Stefano, da Escalaplano. Un posto del quale financo Wikipedia sa solo che sta più o meno intorno a Cagliari nonché a 338 metri sul livello del mare. Stop. Stefano, che poteva fare la carriera universitaria ma che con la sua laurea in Agraria invece decide che alleverà pecore. E api. Gran figo (ma qui l’utenza si rassegni perché credo sia già passato da scapolo ad ammogliato). All’agrario, dice, “ho imparato equazioni e numeri che, applicati a capre e pecore, daranno latte. Ma le api, le api no: fanno tutto da sole, senza matematica”.

Abbronzato, occhi profondi, sta appiccato lassù tipo un Heidi maschio dell’Ogliastra a fare miele che ora gli richiedono persino dal Giappone, che si vede che almeno quello non riescono proprio a fotografarlo e rifarlo.

Mo’ perché sto granfigo sta là nel deserto ? “Perchè basta con lo stress e il pil: ricomincio dal cuore, dalla voglia di lavorare e offrire prodotti unici, irriproducibili, nostri”.
Stefano lavora, e crea lavoro e soprattutto prodotti che se glieli certificasse Standard&Poor’s non je basterebbero le AAAA. Lo fa per dimostrare che non sempre il discrimine da seguire è “conviene-nonconviene”. Nella vita, in politica e financo in un’azienda.

“Dice che questi sono lavori usuranti” -ridacchia. “E come no, vero: mio nonno, per dire, è morto a 94 anni e fumava e beveva”.
Stefano sta lì a presidiare un territorio e a dimostrare che anche appiccati là, facendo bene il proprio lavoro,  si può fare “politica” e mettere in moto cose che servano anche agli altri. Non sta a chiedersi se conviene: si chiede se gli piace. Matto. E manco poco.

Il punto è che a guardarlo (che pure su questo ho visto il filmetto) e a sentirlo, mentre mi chiedo “ma ndo l’avete trovato?” purtroppo invece mi viene la voglia di prenotà un traghetto, una corriera e un asino e andarlo proprio a trovare. Pure co sto caldo. Perché in ’sto periodo buio della politica, a pensare a Stefano e agli Stefani e ai Roberti (che è quello di cui vi parlavo ieri) e agli altri dei quali vi parlerò, si intravede persino un raggio di sun.

Insomma sto figaccione vaga su questi pascoli e sulle arnie, accompagna e rigoverna, studia e migliora, si batte la mano sul cuore quando gli chiedi quale sia il segreto del suo lavoro e della buona politica poi, mentre un occhio va sempre sul pascolo, si ferma a un incrocio nella steppa e, sotto a un cumulo di pietre, allunga la mano in un anfratto e tira fuori una biretta.

In pieno sole la stappa, la schiuma fa splashhhhh e poco prima di berne il secondo sorso si gira e fa:
“Altro che Bersani, da solo con l’agendina…”