Posts Tagged ‘elezioni amministrative’

Qualcuno gli spieghi

lunedì, giugno 20th, 2016

Qualcuno gli spieghi che no, non è che lei è tua moglie. E’ che, eventualmente, tu sei suo marito.

Marito scrive a Raggi

Ingrati

martedì, maggio 28th, 2013

E’ così: è così dopo tutti i rifiuti che si rispettino. Ingrati. Ingrati è il re degli alibi. Ingrati è il corollario del “dopo tutto quello che ho fatto per te”. Salvo poi rendersi conto che infatti “chi te l’aveva chiesto”. Vale dagli scontrini ai matrimoni.

Ingrata-a ingrato-o è il nuovo “se mi respingi non mi meriti”.

Ingrata-a ingrato-o ingrati-i è l’impossibilità di abbassare un po’ la cresta e la testa e guardarsi dentro. Ingrati guarda solo fuori. Siamo al grande classico: “gli elettori non ci capiscono? Cambiamo gli elettori”. Sindrome dalla quale nessuno, a quanto pare, è immune. Né il nuovo né il vecchio né il così così.

Ingrata-a ingrato-o ingrati-i è la restituzione del 50%, si, ma di responsabilità. Che ci si sgola, finché si parla degli altri, a pontificare che “comunque quando una cosa a due non funziona le responsabilità sono al 50%”. Salvo poi, quando i conti si fanno in casa, bellamente addebitare pure il nostro all’altro 50

Ma in natura ne esiste anche una vera, di ingratitudine. Quella extra-alibi. Maria Rita Parsi la chiama la “sindrome rancorosa del beneficato”. E’ “quel sordo, ingiustificato rancore (il più delle volte covato inconsapevolmente; altre volte, invece, cosciente) che coglie come una autentica malattia chi ha ricevuto un beneficio, poiché tale condizione lo pone in evidente “debito di riconoscenza” nei confronti del suo benefattore. Un beneficio che egli “dovrebbe” spontaneamente riconoscere ma che non riesce, fino in fondo, ad accettare di aver ricevuto. Al punto di arrivare, perfino, a dimenticarlo o a negarlo o a sminuirlo o, addirittura, a trasformarlo in un peso dal quale liberarsi e a trasformare il benefattore stesso in una persona da dimenticare se non, addirittura, da penalizzare e calunniare”.

Il punto è che, in amore come altrove, il 100 per cento della popolazione è convinta di essere un benefattore. Un popolo di benefattori senza manco un beneficato. Ingrati.

De voto

domenica, maggio 26th, 2013

Come votare me lo ha insegnato mia nonna. Non per chi ma come: la domenica mattina presto e vestendosi bene. Perché mia nonna non è nata votata: era del 1905 e la prima volta che potè farlo fu il 2 giugno 1946. E non deve essere stato facile, conoscendola, vedere uscire per anni suo marito che andava a scegliere anche per lei.

E così la prima volta che le dissero che ne era finalmente degna si vestì come per la Messa e andò a testa alta a riprendersi un suo diritto. E al marito, che le disse “ti accompagno” rispose:

-Conosco la strada e ho fretta: sono in ritardo di vent’anni

Nonna era religiosissima, cattolica praticante col botto. Ma non era una beghina. E una volta che le chiesi a che servissero i tre voti religiosi di povertà, castità e obbedienza, me li spiegò per filo e per segno, comprese le immani difficoltà persino dei Santi per rispettarli ma aggiunse:

-E comunque ricordati che il più difficile in assoluto da osservare è quello al seggio.  Se fallisci con gli altri ti rovini tu, con questo mandi alla malora tutti

Lo so, lo so che son momenti cupi. E senza entusiasmo. Però stamattina mentre anche io forse avrei avuto più voglia di andare dal dentista che al seggio ho pensato a lei. Mi sono alzata presto, vestita bene e sono andata a prendermi il diritto che è mio anche perché se lo sono sudato tante donne come nonna Quintina.

Che se avesse saputo, però, che settant’anni dopo hanno dovuto obbligarci a scegliere un uomo e una donna per farne eleggere qualcuna in più, avrebbe fatto una piazzata al seggio. Ma con i tacchi e la veletta, s’intende. Io la veletta, comunque, nonna, scusa ma stamattina proprio no eh.

Pizzarotti&fico: anche in amor s’avanza il Sottovalutato in giubbetto

martedì, maggio 22nd, 2012

Nel profluvio di pensose analisi del dopovoto mi pare stia sfuggendo la reale portata dell’affermazione del signor Pizzarotti. No, non solo sullo scranno di Parma ma su quelli amorosi. Dopo il tramonto del gaudente playboy miliardario in grisaglia s’avanza ora Il defilato Sottovalutato in giubbetto.

Che giusto ieri la mia amica Gianna mi raccontava, dopo mesi di bagnomaria solitario per attenuar la dipartita del fascinoso e palestrato fedifrago, di aver accettato l’invito del grigio collega di ministero. Col quale invece ha trascorso una serata colorata assai.

L’uomo airbag. Quello che nascosto, defilato, nell’ombra, sta lì a incassare le pippe mentali del nostro deluso amor fuggito. L’uomo airbag: proprio quel dispositivo di sicurezza passiva installato all’interno del devastato cuore. Che, come la goccia che scava la roccia, daje oggi e daje domani entra di fino e si mette di chiatto. Aiutato dalla sottovalutazione generale. Soprattutto nostra.

“Sarà come giocare la finale di Coppa Italia contro una squadra di serie B”, aveva preconizzato l’altro. Sottovalutando il Pescara. E soprattutto Zeman.

A chi la dà, la Carfagna?

martedì, maggio 31st, 2011

Forse perché ormai è come un fastidioso rumore di sottofondo e non ci si fa più caso. O altre volte è tipo la nonna un po’ andata che ti racconta da capo, ogni giorno, di quella volta che trent’anni fa litigò con la zia Peppina e ancora non si riparlano. Che intanto zia Peppina è morta da un quindicennio. Insomma fatto sta che poco fa a un certo punto avevo sorvolato anche su questa:

++ PREMIER,POTEVO VINCERE MA NON DATO CARFAGNA A CAMORRA ++
 “Sono sereno, quello delle amministrative è un risultato che prevedevo, ma non potevamo fare scelte diverse. Avrei potuto vincere in Campania con Mara Carfagna, ma l’avremmo consegnata alla Camorra”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Ho un’esperienza ventennale in scuse da usare all’occorrenza di sconfitta elettorale 1) modello base 2) tosto 3) Waterloo. Ma di una cosa così non ho precedenti.

Perché allora il punto è: a chi la da’, quindi, la Carfagna?

Pe pe pe pe pe pe

lunedì, maggio 30th, 2011

Scusate.

La breccia di Pisapia

lunedì, maggio 16th, 2011