Posts Tagged ‘elezioni 2013’

La travata

domenica, marzo 17th, 2013

Premettiamo che sono state giornate complesse, a tratti disperanti, soprattutto da una ventina di giorni a questa parte. La scrivente, per dire, che pure pensava di averne viste e superate, a un certo punto ha anche dubitato che si potesse trovare prima o poi una via d’uscita. E infatti era poi stato un sms dell’ottuagenario padre a dirimere la questione: “dici che non vedi via d’uscita? Infatti, non devi uscire. Devi restare. E superare”.

Ancora riflettendo su porte e sensi unici, ma decisamente rinfrancata almeno temporaneamente dallo spiraglio apertosi nei portoni di due Camere ieri, stamattina ho accompagnato la giovane older alle gare di ginnastica artistica. Dove le cose non sono andate come sperato. E confesso che, dopo tre esercizi svolti alla perfezione, quando sul finale è caduta dalla trave io ho mandato bellamente a monte anni di autocontrollo e ditini puntati su zie, genitori e parenti affranti sugli spalti di qualsivoglia tipo di competizione sportiva per emettere quel liberatorio
NOOOOOOOOOOOOOOOOO
troppo a lungo represso.

Ma è stato quando lei, assistito alle premiazioni di tutte le altre, ci ha raggiunti sulle scale che si è aperto l’ennesimo spiraglio.

Palestra, interno giorno.
-Zia, sono caduta dalla trave. Troppi punti di penalità. Non ce l’ho fatta
-Tesoro, stai tranquilla, zia la trave l’ha presa direttamente in fronte. Ma ti assicuro che, a volte, è proprio dalle grandi cadute che ci si rialza più forti
-Bene, zia, quindi?
-Quindi ci risaliamo insieme
-Bene. Però allora tu vai avanti. Che va bene che ci si rialza meglio ma se intanto inciampiamo ci reggiamo

Accettiamolo

venerdì, febbraio 22nd, 2013

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una sala oscura. Me ne stavo  dunque lì nel cinemino aspettando che iniziasse il film quando, dal profluvio di trailer dei film futuri, fuoriuscì la battuta che mi investì dritta dritta sulla fronte:

-Accettiamo l’amore che crediamo di meritare

Ahi quanto a dirvi qual’ era (il film) è cosa dura: non me lo ricordo affatto. Ma la frase si. “Accettiamo l’amore che crediamo di meritare”: l’esame di coscienza della vita in sette parole.

Poi, dopo pochi minuti, è iniziato anche il film ufficiale. Che, vedi mo’, era “Viva la libertà”. Nella cui colonna sonora fa capolino, come la capoccella di Toni Servillo nel film, “La forza del destino” di Verdi, Giuseppe. E ho pensato che la forza del destino, in certi casi, siamo solo noi: andiamo non dove ci porta il cuore ma dove ci portiamo da soli. Con le scelte che facciamo. Ovunque.

Che di questo si tratta: in base a cosa scegliamo? Ecco, ovemai servisse, ricordiamocelo anche fuori dai talami: meritiamo. E ciò che non è all’altezza della nostra dignità, libertà e intelligenza accettiamolo. Ma nel senso con l’accetta.

Toni Servillo - Viva la libertà

E qui ci sta tutta, La forza del destino:

Il rasoio di Occavolo

lunedì, febbraio 18th, 2013

Poi ci sono certe mattine in cui ti svegli ed è come se, all’improvviso, t’avessero rubato di notte “tutti gli alibi e le tue ragioni”(che i cantautori m’hanno rovinato pure a me, Gelò) e ti avessero lasciato -oltre che i postumi della seratina precedente- soltanto un: occavolo, dipende da me.

Ricordo il giorno in cui, dolorosamente, decisi di porre fine alle lezioni di pianoforte per preperarmi agli esami dell’ottavo anno del Conservatorio: voler andare oltre era davvero voler infrangere il muro del suono nel senso che la qualità del suono era tale che avrei potuto farcela solo se Maurizio Pollini avesse deciso di reincarnarsi in me nell’ora necessaria davanti agli esaminatori. E il “non ho abbastanza tempo” “sono cattivi con i privatisti” e giù fino a “che poi anche se studio passano solo i raccomandati” si infransero sul: non è qui che ho voglia di investire le sette ore al giorno necessarie.

Ugualmente accadde quando decisi di porre fine alle lezioni di autolesionismo amoroso: andare oltre, in quel caso, era voler infrangere anche il muro del buon senso e la qualità della vita. Mi alzai ugualmente di soprassalto e, come fossero entrati gli stessi ladri in casa di notte, mi ritrovai scippata di tutti i  “dipende anche da lui” “dipende da quanto cambierà questa settimana”, “non ho il quadro astrale giusto” “tanto non cambia nulla”… mi avevano lasciato, i ladri, solo: occavolo, dipende da me.

Tipo quella storia del rasoio di Occam: il principio che suggerisce l’inutilità di formulare più teorie di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare qualcosa. La rasatura perfetta del rasoio di frate Occam consiglia di evitare cioè altre ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti.

Brutta roba. La consapevolezza di essere artefici del proprio destino. E di poterci dare un taglio, alle cose. Quando dipende solo da noi. Ora. E fra una settimana. Tipo.

Del punto G e di quello P

martedì, gennaio 29th, 2013

Cara Meri Pop,
questo è un Pse elettorale.
Io e mio marito ci siamo conosciuti durante una campagna elettorale (erano le amministrative del 2004, siamo partiti per il viaggio di nozze solo dopo aver votato al referendum del giugno 2006), quindi in famiglia gli anni si contano per legislatura.
In questi anni abbiamo attraversato già diverse tornate elettorali, senza contare i congressi di partito (il suo) perché quelli sono un’altra storia.
Ora, però, a poche settimane dal voto, mi accorgo che appartenere a due schieramenti diversi, per quanto della stessa area, altrimenti non lo avrei mai sposato, può turbare gli equilibri in famiglia.
Ad esempio, guardare il tg o i programmi di informazione insieme è pericoloso, perché prima o poi il commentino acido di uno dei due rivolto al proprio candidato o partito ci scappa. In queste settimane comincio quasi ad apprezzare i cartoni animati in dosi massicce.
E allora Meri Pop, tu che di affari di cuore e di politica te ne intendi, cosa suggerisci per affrontare queste ultime tormentate settimane prima del voto?
Un abbraccio,
Regina del grano

Cara Regina del grano,
(intanto rassicuriamo l’utenza sul fatto che Pse è Pronto Soccorso Emotivo,  che pure stavolta qualche annesso e connesso con Partito del Socialismo Europeo ce l’avrebbe) dicevo, dunque, Regina del grano, che sono tempi di semine difficili e di raccolti ancora peggiori. Specie sul campo dei sentimenti. Quanto a quello politico non si è mai vista una micragna simile come da quando tutti hanno deciso di scendere, salire, traslare in campo.

Tutto ciò premesso arrivo al punto: deve essere, il fattore P incluso nel già affollato test di selezione d’ingresso degli aspiranti inquilini sentimentali nostri? Cioè voglio dire oltre a testare la stretta di mano (no moscia no sudata), l’uso del congiuntivo, quello dei calzini (no corti no bianchi che bianchi se li possono permettere solo Lord Wellington e il Papa e manco più i tennisti), il regolare ricorso a sapone e deodorante nonché all’ortopanoramica (vi ricordo il sempretantumverde studio sui “problemi erettili se gengive infiammate”), dico allora oltre al posizionamento nei confronti del G occorre valutare anche quello nei confronti del punto P, Politico?

Ci si può amare da fronti opposti? I cuorinfranti possono trovare sollievo nei cuorinfronti? La risposta, per quanto statisticamente risulta a questo sito è: dipende. Da che? Da quello che ce devi fa’. E’ un problema di durata. Nel senso se ci vuoi trascorrere insieme una serata, un weekend una trimestrale di cassa o la vita. E dunque ecco il risultante grafico che da queste supercalifragilistichestatistiche risulta a 27 giorni dalle elezioni:

QUOTAZIONI AZIONARIE (cioè che ce poi fa’) LUI-LEI POLITICAMENTE OPPOSTI
-Una botta e via: 10
-Sporadici incontri: 7
-Pomiciate via sms: 7
-Fidanzamenti: 5
-Matrimoni: 4
-Separazioni: assicurate

Tutto ciò nel caso di opposizioni bipolari. Funziona meglio lui destro-lei sinistra, il caso lui sinistro-lei destra ne conosco solo uno e hanno pure appena avuto una pupa ma lui è sinistro quanto lei destra: pegnente. Cioè si incontrano nella terra di mezzo. Il passeggino, per ora.

Appurato che gli opposti si attraggono ma in politica prima o poi si accoppano -e dunque meglio preferire tratte brevi di percorsi comuni- veniamo al caso di specie:

LUI-LEI STESSO SCHIERAMENTO PARTITI DIVERSI
Per quanto risulta a queste statistiche di blogghe siamo

-Una botta e via: 6 (con tre ore si fa appena in tempo a ripercorrere ultime due legislature)
-Sporadici incontri: 7 (un’ora se ne va col riassunto dell’analisi precedente)
-Pomiciate via sms: 9 barra 10. Skype  è di sinistra Whatsapp è di destra
-Fidanzamenti: 9 barra 10
-Matrimoni: non sa o non risponde
-Separazioni:  siamai

Tesoro caro, nonostante tu ricada nella fattispecie matrimoni (che però nel vocabolario della presente ancora non viene riabilitata) sei nella situazione ideale: eventualmente spegni sto tg quando fa le battutacce. E proseguite lo scazzo il diverbio altrove. Sì, lì. Precisamente in quel punto lì.