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Per chi suona la pastella

mercoledì, febbraio 2nd, 2011

E’ andata così: che ieri abbiamo scritto una lettera a Silvio.  All’inizio sembrava l’avesse scritta una sola e poi invece, in un clima di assoluta eleganza e decoro, gliel’abbiamo messa lì, nella cassetta della posta, in tante. Ma tante. Che a una certa ora eravamo belle che Protagoniste dopo il Blitz, co ‘sta rivoluzione della pastella.

Poi ci siamo trasferite in cucina. Quella di Zuckerberg. E lì la missiva ha iniziato a viaggiare di bacheca in bacheca, di amica in amica e a un certo punto è arrivata a darci una mano anche Nilde Iotti. Intanto qualcuna cominciava a spianare la farina. E più tardi altre sono arrivate con la parannanza e le scodelle. La lettera intando andava e il caro Silvio pure.  

Ho capito che la missione e la missiva entravano nell’elenco ingredienti del Gran Final Cucinamento quando, a sera, la staffetta Tina Anselmi-Giovanna ha suonato la campana: “Stiamo portando l’olio a temperatura”.
Ecco, volevo dirvi che pure la pastella è a buon punto.

E intanto si potrebbe tentare un primo assaggio il 13 febbraio.

Infine, nella concitazione del mescolamento, si è fatta sera. E su una piccola tv è andata in onda un’intervista a Franca Valeri.
E’ stato come avvistare una perla. Una perla in un mare di catodico liquame. Perciò ancora più splendente, in quel sorriso sghembo sul mondo che nessun ostacolo può fermare, anche quando le parole non scorrono più fluentemente, in questo oceano di intelligenza, arguzia, ironia, classe. E sono state quelle pause, quello sforzo, il lusso di potersi fermare in mezzo a una frase, restituendocela poco dopo più attesa e quindi più preziosa, che ieri l’hanno resa ai miei occhi ancora più grande.

Maddalena Carlino ha realizzato l’intervista e fra poco diventerà anche mamma,  Chiara Geloni è sempre più Marylin nonché direttora della tivvù e il link è questo:
http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=b0efac00-e129-4b4e-b287-2fdadf31f7e4

E siccome di Franca Valeri la mia amica Rita mi ha regalato l’autobiografia, ieri sera, spenta la tivvù ma nell’assoluta impossibilità di staccarmi dalla compagnia di quella lezione di etica e stile, risfogliandola, ho trovato questo:

“L’educazione non è ormai una forma di rispetto umano scambievole e con le sue regole codificate, no certo, è resistenza alla maleducazione. E la maleducazione è arrivata molto in alto. La nostra freddezza li ha lasciati lavorare. Adesso la ribellione spetta a noi. Non si era mai visto nella storia: la rivoluzione degli educati”.
(Franca Valeri “Bugiarda no, reticente”. Einaudi, pag. 82)

E ora, per dirla proprio con la Franca, “ho parlato abbastanza, considerando che parlo da sola”. Towanda.
E buona rivoluzione della pastella. E degli educati.

Precious

venerdì, dicembre 3rd, 2010

Prima di tuto vi volevo dire ke non e un film su la ciccia e nemeno su l’emarginazzione ma è un film su l’ignioranza. Che poi tute queste altre cose ke pure ci stanno vengono dopo. Ma prima ci sta l’ignioranza. E infati al inizzio del film ci stanno tuti i titoli cogli erori.

E’ un film ke se non ci avete l’ostomaco forte è melio che ve ne restate a ha casa ma io vi prego di uscire di casa e di andarlo a ha vedere. E non come quela signiora acanto a me al cinema ke diceva “a deto Gina ke lei non ci viene manco se la pagano”: Gina non sai ke ti sei perza, pegio per te.

Precious è obesa, è nera,  è violentata, sta in fondo a un pozo di disperazzione. Finché un giorno ariva una insegniante.

E Precious ha voglia di imparare. Perchè, dice un proverbio di non so dove, “quando l’allievo è pronto arriva il maestro”. E mentre impara a leggere e scrivere Preciuos impara a vivere, a ribellarsi, a scegliere, a rialzarsi, a riprendersi in mano la vita e condurla su altri binari.

Non è un film sulla scuola, perché della scuola americana il regista dice che:  “è un incubo. Non consente a chi non ha i soldi di avere un’istruzione adeguata”. Se vi viene un brivido lungo la schiena pensando a dove potremmo andare anche noi siete dei comunisti. Regolatevi di conseguenza. Ma non fate come Gina: andate a vederlo.

Lei: Gabby

La citazione: “L’amore non ha fatto niente per me. Ma mi ha violentata, mi ha fatto sentire inutile, mi ha fatto star male”

La recensione: “film durissimo. Ma necessario”.