Posts Tagged ‘donne’

Donne

Friday, May 3rd, 2013

Si racconta di quella volta che gli Obama, in un ristorante di New York, incontrarono il primo fidanzato di Michelle nonché proprietario del ristorante.

Fu allora che Obama, scherzando con la moglie le disse:

-Vedi cara, se avessi sposato lui, a quest’ora saresti proprietaria di un ristorante…

-Ti sbagli caro -rispose Michelle con altrettanta ilarità- se io avessi sposato lui, a quest’ora lui sarebbe il Presidente degli Stati Uniti d’ America

Due gocce di Nocill n.5

Wednesday, September 26th, 2012

Diciamo che in linea di massima è uno dei miei App Store di riferimento quando sono tormentata da questioni di stile. La mia amica Grace. Non è neanche raro che le chieda una ricetta di cucina ma solo per il gusto di sentirgliela raccontare. L’utenza forse la ricorda per la mirabile performance della patataalforno che, si sa, deve girare (sostanzialmente ne scippò l’ultima porzione disponibile al vicino di tavolo dello chicchissimo ristoro). Assidua frequentatrice di coiffeur e smaltatrici di unghie, Grace non disdegna la vita agreste. In Agrestia va ogni tanto per il weekend. E sempre la immagino, avvolta in candidi parei, preservando messeinpieghe sotto un cappello di paglia di Firenze a larghe tese e i profondi occhi dietro occhialoni oscurati, affacciarsi sulla vallata di Agrestia tipo la Baronessa Blixen sulle colline Ngong.

Senonchè mentre mi spiaggiavo sulla rena etrusca, nel giorno del Signore 24 giugno scorso, mi arriva un Sms:
-Meripo’ ti piace il Nocillo?
Escludendo si potesse trattare di un sondaggio per gli Alcolisti Anonimi le rispondo la verità
-Ne vado pazza
-Bene allora te ne faccio una partita dedicata
-Grace scusa non ho capito
-Tesora oggi è San Giovanni, sto raccogliendo i malli
-Eehhh? Che stai raccogliendo?
-Le noci, tesò, le noci per fare il liquore

Ecco, io la prima cosa che ho pensato è stata “noncipossocredere, cioè questa invece di stare a fare la Baronessa von Blixen sta a fa’ la spigolatrice di noci?” che prontamente mi rassicurava
-Con i guanti, così non si rovinano neanche le unghie.

Nel frattempo è arrivata anche questa foto con la scritta “quello a sinistra è il tuo”:

Il Nocillo di Grace

E siccome me sto proprio a rincoglionì io mi sono sentita tutta un calore sul petto. Che poteva pure esse un attacco di ipertensione o l’eritema solare e invece era che mi stavo a squaglià ma di affetto oltre che di caldo.

Anche perché poco dopo di sms ne ha mandato un altro:
-Che poi, Meripo’, ti devo confessare una cosa: a me il nocillo non piace. Ma mi piace far contenti gli amici.

E dunque fra poco avremo il Nocillo di Grace. Che anche la lunghezza dei preparativi e i tempi di posa e riposo dicono per quanto tempo Grace ci ha pensati mentre agita alambicchi e sorveglia infusioni. Che l’amore non si misura solo in effusioni, quindi. Ma anche in infusioni.

E la sera finalmente anche io potrò dire
“What do I wear in bed?? Why, Nocill Number five of course”
Che indosso prima di andare a dormire? Due gocce di Nocill numero cinque, ovcors.

Il modo peggiore per dirsi addio? Non dirsi niente

Friday, August 3rd, 2012

Cara Meri,
un anno. Un anno pieno di un sacco di cose. Anche di due case diverse nelle quali vivevamo insieme un po’ da me un po’ da te e anche un po’ ciascun per se’ che non fa mai male.
Poi una mattina dice “ci sentiamo dopo”. L’hai più sentito, tu? Dovevamo vederci la sera, ha annullato. “Ci risentiamo”. L’ho cercato e non ha risposto. Inutile proseguire, hai capito, no?
Insomma sparito. Smaterializzato. Da allora sono passati tre mesi. Di silenzio. E smaterializzazione. E ho scoperto che le parole più dolorose sono quelle che non si dicono. Perché un “non ti amo più, ho un’altra, ho un altro, sono sposato”, nulla, nulla mi avrebbe ferita tanto come il silenzio.
Meri, ora che si fa?
Tua
Renata

Cara Renata,
e dunque manco la scoperta della particella di Dio che dà corpo a tutto il creato è riuscita a risolvere, invece, il problema della smaterializzazione improvvisa degli amanti. Nonostante i continui progressi sul bosone resta intatto il mistero sul fifone, il  pusillanime di turno che, nell’impossibilità di articolare tre parole consecutive “scusami è finita” preferisce dire addio nel modo peggiore: non dicendo niente.
Sono certa che la sindrome colga anche nostre gentili colleghe fimmine anche se personalmente non conosco casi di smaterializzazioni fimmine ma non mettiamo limiti alla Provvidenza.
Il presente appello vale dunque per tutti: qualsiasi cosa abbiate da dire, ditela. Si fa un po’ di casino lì per lì ma poi passa. Giuro: passa tutto, anche l’impensabile. Anche se dovete dire che ne avete altre due dalle quali avete avuto due gemelli cadauna, anche se -per dire- dovete confessare che volete votarvi solo alla politica iscrivendovi a un partito di centrosinistra, anche se dovete dire che vi piaceva il nome “Polo della speranza”.

Ditelo. Fatevi questo regalo: uscitene da statisti. Tre paroline ed entrerete nella Hall of Fame di quelli che un giorno andremo a ripescare nello specchietto retrovisore della nostalgia. Perchè, credeteci, arriva il giorno in cui si sente che un po’ ci mancano persino il puttaniere e il bugiardo. Ma l’ameba e il codardo no.
Meri

Tutti giù per terra

Monday, July 23rd, 2012

Oh, è tornata. Spritz. Che vi ricordate che avevo detto che era sparita in coincidenza col matrimonio e ogni giorno andavo a spizzare il suo blogghe, tipo le carte del poker, piano piano poco poco, per controllare che prima o poi tornasse e non si dileguasse col bouquet? Che poi intanto Franka me l’aveva ritrovata, la Spritz, e la neosposina ci aveva lasciato anche un commento sotto al post dicendo:
- Meripo’ stai serena che sono solo pigra, non ammaritata persa e prima o poi mi spigro.

Insomma è tornata overamente. E meno male che sbircio perché c’era un post, preso dal blog di Paolo Nori, su come conoscere e conquistare i bambini e i gatti. E io là dentro, secondo me, ci ho trovato pure il Sacro Graal.

Per entrare nel mondo di un bambino (o di un gatto) bisogna almeno sedersi per terra, non disturbare il bambino nelle sue occupazioni e lasciare che si accorga della vostra presenza. Allora sarà lui a prendere contatto con voi.

[Bruno Munari, Libri per bambini, in Arte come mestiere, Roma-Bari, Laterza 2007, p. 97]

Mo’ sapete che c’è? Che secondo me è così che si conquistano pure gli uomini. Cioè noi stavamo continuamente con la testa fra le nuvole e a far sfracelli, ci giravamo in tondo, casca il mondo casca la terra… e quelli invece stavano già tutti giù per terra.

Vanity Pop

Friday, July 20th, 2012

Insomma la mia amica Chiara ieri mi fa:
-Meripo’ ma l’hai visto mai Camille Lacourt?
Io pensavo stesse parlando di qualcuno del governo di Ollònd e le ho detto:
-No, che ministero ha?
E lei mi ha detto
-Meripo’ questo, ministero:

Camille Lacourt

E beh allora io ho preso una decisione e l’ho scritta sul socialcoso Facebook insieme alla foto delle motivazioni:
-Ho deciso di seguire le Olimpiadi
E siccome frequento bene, anche sui socialcosi, pure tutte le mie amiche e tanti miei amici masculi -che però non hanno complessi col nuoto- hanno detto che mi avrebbero seguita mentre seguivo le Olimpiadi. Che siamo un popolo di poeti, Santi e navigatori si o no?

E insomma lo stile libero ha iniziato a navigare di bacheca in bacheca e più che una piscina è diventato un Oceano e l’onda lunga uno tsunami.

Ed è così che, signore e signori, siamo approdati su Vanity Fair, oy yeah, dove l’ottima Gabriella Greison, che su Fb ci osserva, ha trascritto tutta la cronistoria dell’imperituro amore delle Pop girls e men per il nuoto.

 

Le quote erose

Wednesday, July 18th, 2012

E dunque eccoli qua, dopo essersi sbracciati su quanto so’ bravi in tutto il mondo a fare largo alle donne, eccoli qua a bocciarle quando -oltre ai lamenti che sono notoriamente gratis-tocca cedere anche un pezzo di scranno sul quale si adagia il loro fondoschiena:

“Non passa, dopo quasi due ore di dibattito, in Aula al Senato un emendamento dell’Italia dei Valori, poi sottoscritto anche dal Pd alle riforme costituzionali che prevedeva che nel ‘futuro’ Senato ci fossero metá donne e metá uomini”.

E chi sono questi illuminati? “Il testo ha avuto il sì di Idv, Pd, e Terzo Polo (ma non di Francesco Rutelli e Giuseppe Valditara). No da Udc, Lega e Pdl anche se diverse senatrici hanno votato sì e singoli senatori del Pdl, come l’ex An Domenico Nania, si sono astenuti. Anche i radicali si sono astenuti”.

Ora, ve lo devo dire, io amo le quote rosa come la tosse di notte. Trovo che sia umiliante dover costringere qualcuno a far posto a “una donna” per legge, trovo ancora più umiliante che le quote rosa siano un altro mezzo con il quale gli uomini hanno la possibilità di riservarsi altri posti per interposta donna. Però i tempi son tali che se non gli metti na pistola alla tempia non lo fanno. E allora, donne, quando la prossima volta andrete a votare, ricordatelo l’elenco di oggi.

Ricordatevi anche che, finora, sui siti di Repubblica e Corriere della sera non c’è una riga. Eppure dell’unica vera non bufala su Hollande – e cioè quel suo governo fifty fifty- hanno svalangato pagine e pagine.

Insomma gli stessi che fanno la ola da ieri per la nomina di Marissa Mayer, “37 anni donna e incinta” a Ceo di Yahoo, strappata a Google, oggi o votano contro o tacciono.

Sarà perché, come diceva la povera Simone de Beauvoir, “donne non si nasce, si diventa”: e noi, purtroppo, lo nacquimo.

I rapporti uovo donna

Friday, July 13th, 2012

Continua il nostro percorso enogastronomico alle radici del significato dell’amore: dopo la lattuga oggi tocca alle proteine. E’ stata la mia amica Sabrina a ricordarmelo:

-Meripo’ su sta storia delle uova dovresti scrivere qualcosa
-Quali uova?
-Quelle di Woody. Allen. Che non te lo ricordi “Io e Annie”? Le uova, dai

Ed è così che ho ripescato il seguente dialogo finale della filmica pellicola:

“Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete…

Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: “Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”, e il dottore gli dice: “perché non lo interna?”, e quello risponde: “e poi a me le uova chi me le fa?”.

Be’, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova”. (Alvy)

E dunque se l’amore è una frittata è forse sostanzialmente inutile continuare a fare l’analisi del Dna alle nostre presunte o aspiranti metà: concentriamoci piuttosto sull’assemblaggio e puntiamo sulla cottura. Dopo, è chiaro, lungo e paziente sbattimento.


(Grazie a Sabrina)

L’Arieccolo

Wednesday, July 11th, 2012

In occasione della Giornata nazionale del Ritorno della Ridiscesa In Campo del sor Silvio mi è gradito mettere in guardia l’utenza sulla fattispecie più pericolosa e perniciosa di sentimentale uomo: l’Arieccolo.

L’Arieccolo di norma sparisce dai radar nelle occasioni più disparate, dalla coltura in flagranza di corna alle ore immediatamente seguenti alla pronunzia di un nostro “dobbiamo parlare” alla coincidenza dei ritrovamenti di bosoni con contestuale sparizione, appunto, dei fresconi.

L’Arieccolo di norma non esce mai di scena in modo traumatico: sono esclusi dunque sbattimenti portoni, urla, scenate, sbroccamenti per così potersi lasciare una chance, usciti dalla porta, di arientrare dalla finestra. Ugualmente l’Arieccolo se ne va sempre “per il tuo bene” e anzi per meglio dire manco se ne va, capita la malaparata piuttosto “si fa da parte”.

Il punto è che, insieme alla rotazione della terra, esiste nell’universo un’unica altra certezza: come dice il poeta, nel senso Cocciante, Riccardo,  ”non si perde nessuno”. E dunque colui che avremmo prima o poi cacciato a pedate e che ci aveva signorilmente evitato la prestazione ginnica facendosi spontaneamente da parte, siamo destinati a vedercelo ricomparire all’improvviso quando ormai avevamo abbassatola guardia e avevamo archiviato il faldone.

Si rimanifesta con un sms generico e multiasking il più gettonato dei quali è “come va?”, con ciò denotando di non aver perso nulla della vivacità intellettuale che tanto ci aveva affascinate. Torna, naturalmente, perché glielo chiedono. Chi non si sa. Ha passato, dirà, gli ultimi mesi a studiare i sondaggi, a pensare a voi, pur vessato da sciacquette delle quali mai e poi mai gli è importato come di voi; ad analizzare gli scenari per il voto per il riacchiappo e alla fine, si, si è fatto persuaso che a voi, solo a voi, puàò ripresentare la sua candidatura.

Voi che, con quel caspita d’Alzheimer del supercuork che vi prende già a un mese dalla dipartita, ve siete già scordate corna, controcorna, scuse, bugie et similia. Ed Arieccolo è pronto per affossarvi salvarvi di nuovo.

E a mezz’ora dalla rimaterializzazione dell’Arieccolo voi sarete già convinte che tutto sommato con lui si stava male ma con gli altri si stava peggio. e che dunque senza lui non potete stare. Rimuovendo in un amen l’unica accertata realtà: che è lui che senza voi non sa -è evidente-stare. 

Bice che dice

Tuesday, July 10th, 2012

In due anni di anzianità del qui presente blogghe ho collezionato una discreta galleria di personaggi ai quali sono stata vieppiù appaiata a seconda delle suggestioni, delle carte di identità e della geopolitica dei conianti.

Senonché la mia amica Annie ha coniato, davanti al terzo bicchiere di Chardonnay, “la Bice Valori del next millenium”. Avendomi già suggerito Nomfup agli albori, albori miei non suoi che lui già aveva fatto dimettere un par di ministri, di fare una stending review del “Pronto, centralone?”, ritengo l’odierna chiusura di cerchio definitiva come la Cassazione.

L’occasione mi è dunque gradita per riproporvela. E al netto della cofana a bigodini, e di precedenti e successivi caschetti, trovo esaustiva della classe complessiva cui mi pregio essere appaiata la foto di questa vera e propria icona di charme.

Straziami ma di sguardi saziami

Monday, July 9th, 2012

Oggi su un discreto numero di blogghe a sfondo femminile ho incontrato questo estrapolamento preso da qui:

“Sappiamo quando ci guardate. Li sentiamo, gli occhi sul culo, sulle tette, sulle gambe. Non sono meno invasivi di un commento, di un fischio, di un miciomicio. Sono la stessa cosa: non ci faranno male fisicamente, ma li sentiamo. È un’attenzione appiccicosa, che lascia tracce di sporco, che ci causa pensieri un po’ ansiosi (“Ecco, sapevo che non mi dovevo mettere la gonna”) oppure bellicosi (“Maledetti lumaconi”). È sulla capacità di non trattare le donne come oggetti da esposizione che si gioca la vostra possibilità di diventare uomini migliori. Ogni volta che vi girate a fissare una donna, lei lo sa, quelli intorno a voi lo sanno, chiunque passi lo sa. La fate oggetto di un’attenzione che non ha chiesto e non vuole. Lo so, è difficile capirlo: a voi non succede. Quando siete per strada, è per andare dal punto A al punto B. E quello fate, senza che nessuno vi fermi”.

Ed è stato proprio arrivando alla fine che ho realizzato quanto tempo sia passato da quando forse lo pensavo purìo a oggi, che ogniqualvolta sento quegli sguardi e dicolaverità pure qualche commento -e ancora succede, questa è la notizia- sorrido mi faccio l’occhietto da sola e mi dico: apperò Meripo’, ancora je l’ammolli e, lungi dall’esser preda di pensieri ansiosi, vorrei solo andargli incontro e stringergli la mano.