In occasione della Giornata nazionale del Ritorno della Ridiscesa In Campo del sor Silvio mi è gradito mettere in guardia l’utenza sulla fattispecie più pericolosa e perniciosa di sentimentale uomo: l’Arieccolo.
L’Arieccolo di norma sparisce dai radar nelle occasioni più disparate, dalla coltura in flagranza di corna alle ore immediatamente seguenti alla pronunzia di un nostro “dobbiamo parlare” alla coincidenza dei ritrovamenti di bosoni con contestuale sparizione, appunto, dei fresconi.
L’Arieccolo di norma non esce mai di scena in modo traumatico: sono esclusi dunque sbattimenti portoni, urla, scenate, sbroccamenti per così potersi lasciare una chance, usciti dalla porta, di arientrare dalla finestra. Ugualmente l’Arieccolo se ne va sempre “per il tuo bene” e anzi per meglio dire manco se ne va, capita la malaparata piuttosto “si fa da parte”.
Il punto è che, insieme alla rotazione della terra, esiste nell’universo un’unica altra certezza: come dice il poeta, nel senso Cocciante, Riccardo, ”non si perde nessuno”. E dunque colui che avremmo prima o poi cacciato a pedate e che ci aveva signorilmente evitato la prestazione ginnica facendosi spontaneamente da parte, siamo destinati a vedercelo ricomparire all’improvviso quando ormai avevamo abbassatola guardia e avevamo archiviato il faldone.
Si rimanifesta con un sms generico e multiasking il più gettonato dei quali è “come va?”, con ciò denotando di non aver perso nulla della vivacità intellettuale che tanto ci aveva affascinate. Torna, naturalmente, perché glielo chiedono. Chi non si sa. Ha passato, dirà, gli ultimi mesi a studiare i sondaggi, a pensare a voi, pur vessato da sciacquette delle quali mai e poi mai gli è importato come di voi; ad analizzare gli scenari per il voto per il riacchiappo e alla fine, si, si è fatto persuaso che a voi, solo a voi, puàò ripresentare la sua candidatura.
Voi che, con quel caspita d’Alzheimer del supercuork che vi prende già a un mese dalla dipartita, ve siete già scordate corna, controcorna, scuse, bugie et similia. Ed Arieccolo è pronto per affossarvi salvarvi di nuovo.
E a mezz’ora dalla rimaterializzazione dell’Arieccolo voi sarete già convinte che tutto sommato con lui si stava male ma con gli altri si stava peggio. e che dunque senza lui non potete stare. Rimuovendo in un amen l’unica accertata realtà: che è lui che senza voi non sa -è evidente-stare.
