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Due cuori e una briocheconlapanna

sabato, aprile 28th, 2012

Donne, a chi vi siete svegliate accanto stamattina ? Allo spalmatore seriale di fette biscottate? O al feticista della zuppetta? Al Peter, Pan, che ieri sera vi ha detto “e se invece di uscire giochiamo con la Wii” e stamattina si sta coerentemente panando nelle merendine? O vi siete coricate pensando di avere accanto Rambo salvo svegliarvi con mister Bonjourtristesse yougurtino bio zerograssi? Che se la colazione dice buongiorno può essere che entro la fine degli Abbracci, nel senso quelli del Mulino, vi dica, finalmente, anche chi avete  davvero di fronte: Dissapore docet e Cristina Scateni pure. 

Ve lo linko  ma la classificazione ve la verso pure come un caffè, qui sotto. Stampate e tenete a portata di tazza. E non fatelo raffreddare. Il caffè.

Essenziale. Caffè della moka e ciao. È un duro, senza fronzoli. Se lo prende amaro, non rivolgergli mai la parola nella prima mezz’ora dal risveglio. Se lo prende direttamente dal comodino, è fortunato/a.

Adolescente di ritorno. Apparecchia con cura la tavola. Latte caldo con un goccio di caffè in tazza grande, con 2 o 3 cucchiaini di zucchero. Mangia gli stessi frollini da 20 anni. Li tira fuori dalla confezione e li mette in fila sopra la tovaglietta. Guarda fisso davanti a sé mentre cronometra l’inzuppo. Si porta un pacco dei suoi frollini anche in vacanza.

Adolescente per sempre. Per lui una merendina è il massimo: il saccottino all’albicocca lo stuzzica, la girella lo ammalia. Viene da un passato di crostatine e tegolini. Accompagna con succo di frutta. Quando nessuno lo vede, beve il succo di pera in bricco con cannuccia.

Serio e risoluto. È uno spalmatore seriale di fette biscottate, un perfezionista. Spalma con costanza per sé e per gli altri. Beve caffè lungo e zuccherato, macchiato con latte freddo. Ha eliminato il burro, anche se a ogni passata di marmellata, lo ricorda con nostalgia.

Light convinto. Yogurt bianco e caffè senza zucchero. Allegria fin dalle prime luci dell’alba e soglia del vizio pari a quella di un campione olimpionico in allenamento. È convinto che la sua linea impeccabile sia proporzionale all’acidità dello yogurt che mangia, mai e poi mai comprerebbe un Muller.

Light forzato. Marmellata light su biscottino senza zucchero. Vorrebbe addentare una fetta di torta margherita, ma rinuncia. In alternativa si concede un tazzone di latte e cereali. Scrocchia e saltella. È già stato in piscina alle 8 del mattino. È metodico, lava la tazza prima di uscire.

Ancestrale. Miele e pane integrale per lui. Al massimo uno yogurt comprato nel negozio bio sotto casa. Rassicurante e sapiente, vegetariano, ciclista, salutista.

Advertising oriented. Kinder fetta al latte o Actimel multi frutto con l’illusione di avere una riserva di energie sempre in tasca. A metà mattinata mangerebbe il polso completo di mouse del collega di fronte, ma resiste e se non ce la fa, si mangia ovviamente una Fiesta o un crackerino che conserva nel primo cassetto della scrivania.

Il dolce è una bugia. Il salato è il suo dio. Prosciutto cotto o crudo e formaggio. Quando esagera si butta sulle uova, strapazzate o alla coque. Caffè nero e pane integrale. Da quando ha scoperto che la colazione non deve per forza essere dolce, è una persona felice.

Caffè sport. Per lui cappuccino e cornetto sono il massimo dell’ispirazione mattutina. Se trova chiuso il bar di sempre, la giornata sarà indiscutibilmente compromessa.

Per caso vi ho dimenticati? Non sia mai, qual è la vostra colazione?
(Cristina Scateni su Dissapore)

Gioia Mia Pisciapiano. In Via degli Avignonesi

giovedì, giugno 16th, 2011

Cara Meri Pop,
dopo lunga e tormentata storia ho deciso di lasciarlo. Credo non se lo aspetti. Io, invece, mi sono francamente rotta di aspettarlo all’infinito.
Vorrei dunque organizzare qualcosa di non convenzionale. Conosci un ristorante a Roma adatto all’occasione?
Grazie
Gioia

Cara Gioia,
mi compiaccio
1) per la scelta di armi non convenzionali
2) per non aver chiesto un posto rumoroso dove coprire lacrime e singhiozzi (come accadde a un’utentessa di Dissapore) che evidentemente non hai necessità di versare, che l’unica cosa che ti consiglio di farti versare è un buon Syrah.
3) per aver preso una decisione
4) per aver preso questa decisione

Dunque, il nostro esperto in materia enogastronomica è Gimbo, al quale cedo volentieri la parola. Non prima, però, di averti detto che, quando le decisioni si riesce ogni tanto a prenderle e non solo a subirle, ma soprattutto quando le si apparecchiano a dovere, fanno (un po’) meno male.
Anzi, per dirtela proprio tutta, a volte possono persino trasformarsi in godibilissime performance teatrali che ricorderai -passato il primo, inevitabile dolore- con “gusto”. Resta infine inteso che il conto lo paga lui. Almeno quello del ristorante.
Meri

Cara Gioia,
dipende anzitutto dal modo in cui vuoi mandarlo al diavolo (discreto, freddo, appassionato con scena madre, furioso, comico). A Roma ci sono varie situazioni che potrebbero essere sfruttate all’uopo. Se i vostri portafogli sono gonfi e se vuoi chiudere alla grande, con classe e fair play, investite lieti la vostra quattordicesima da uno di questi “classici”: La Pergola, Il Convivio, Agata e Romeo.
Se invece le tue intenzioni sono bellicose, quale posto più adatto di una classica trattoria romana, rustica e ruvida sia in sala che nei piatti? Anche un furente lancio di ortaggi, o una sputazza a tradimento nel di lui bicchiere, passeranno semi-inosservati in quei luoghi simpaticamente caciaroni e che non hanno mai conosciuto le ansie castranti dell’etichetta.
Ce ne sono a centinaia, ma una in particolare, che ha una storia ormai quasi secolare, mi ritorna in mente per evidente assonanza onomastica: “Gioia Mia Pisciapiano”.
Prosit

Gimbo