Posts Tagged ‘diritti civili’

Quelli che sono di meno, quelli di più, quelli di nascosto e Fabrizio

mercoledì, maggio 11th, 2016

Ricevo e volentieri spammo

Cara Meri,

mi ha detto mia madre che in questo periodo avevate parlato del mio compagno di scuola Fabrizio. E che anche tu ti eri interessata molto a questa cosa. Del mio compagno di scuola. Perché essere gay in un quarto liceo è complicato. E pure fuori del quarto liceo è complicato. Perché è complicato per tutti quelli che sono in pochi rispetto a quelli che sono in tanti. Soprattutto per quelli che sono di nascosto. E mia madre era preoccupata ogni volta che uscivamo con i compagni di scuola anche con Fabrizio perché il cretino che ti offende e fa scattare la rissa si trova sempre. 

Mi ha detto mia madre che prima o poi avresti voluto conoscere questo Fabrizio e sono sicuro che ci sarà occasione. Intanto credo che bisognerebbe fare qualcosa per far sentire quelli che sono di meno come quelli che sono di più. A me la politica non interessa anzi non piace proprio. Però oggi sì. Perché fa una cosa che serve anche a dire che ci sono quelli che sono di meno e vanno trattati come quelli che sono di più. E certe volte serve una legge. 

Quindi volevo dire grazie.

E grazie anche a te. 

Fabrizio 

Cuore lgbt

Noi ci Sanremo

mercoledì, febbraio 10th, 2016

Pensate a quando sui libri di storia si leggerà che per riconoscere i diritti civili furono più all’altezza a Sanremo che in Parlamento.

Dei diritti e delle pene

lunedì, gennaio 18th, 2016

Dice Meripo’ perché non hai detto niente sulla vicenda unioni civili. Dico non ho detto niente perché sono disorientata e non ho basi giuridiche o costituzionali o vattelappesche per lanciarmi con qualche fondamento in un’intemerata di alcun genere. Cerco di approfondire, di leggere, di documentarmi e più ne leggo più mi confondo.

D’altra parte ci sono cotanti rappresentanti che a mio nome sono chiamati a farlo in Parlamento dunque confido che lo stiano facendo con scienza e coscienza.

Però una cosa, una cosa sì, al netto dei tomi e delle pile di link accumulati per Poistudio, mi dispiace più delle altre, anzi due.

La prima è che la riserva indiana dei cattolici sembra emergere e battere un colpo prevalentemente quando si tratti di bussare in sala parto, sala rianimazione e camera da letto. Mi conforterebbe, certi giorni, vedere un documento anche solo dei tre moschettieri tipo contro l’evasione fiscale. O contro la cialtronaggine. Certi giorni financo contro gli imbonitori di scie chimiche e antivaccini (che c’è un limite etico anche a consentire la dabbenaggine altrui). Tanto per ribadire che se proprio si deve parlare in nome e per conto del Principale lo si faccia cercando di difenderne gli insegnamenti ovunque.

E poi un’altra cosa mi dispiace anzi mi addolora: che il presidente della Conferenza Episcopale Italiana archivi la questione dei diritti con Emmasonobbenaltriiproblemi, che ineffetti prima ci sono la disoccupazione, i giovani, l’economia stagnante e le cavallette, stilando una classifica di irrimandabili emergenze che però, da che mondo è mondo, si tenta di affrontare quotidianamente con alterni insuccessi senza che ciò abbia impedito, nel frattempo, di abolire la schiavitù, il divieto di far votare le donne e il delitto d’onore, tipo. E la lista è lunga, per fortuna.

No, non sono in grado di dissertare con cognizione di causa sulle differenze tra istituto giuridico del matrimonio e altre fattispecie alla luce della cornice Costituzionale e no, non sono in grado di pontificare sulle adozioni per coppie omosessuali (tema sul quale posso portare un’unica testimonianza dopo aver conosciuto uno splendido ragazzino con due mamme, molto più equilibrato, educato e maturo di tanti altri ragazzini con mamma e babbo, ma tranquilli non intendo trarne conseguenze universali).

Ma io sì, preferirei che, parlandoinnomeepperconto di Quell’Alto, almeno non gli si facessero dire delle banalità. No, non me lo immagino che alle nozze di Cana, quando gli dicono che il vino è finito s’alza e dice

-Icché, con questo tasso di disoccupazione e con la peste e le piaghe d’Egitto mi venite a parlare del Tavernello?

no, Quello s’è alzato e ha risolto il problema, tanto per cominciare.

E addirittura io preferirei che, sempre in nomepperconto, al limite mi si dicesse che no, quelli non sono diritti per cui per ora non se ne parla proprio. Invece di pontificare che i diritti arrivano sempre alla fine e dopo qualcos’altro. Col rischio che non arrivino mai.

Banksy band aid balloon

Bel Paese

martedì, luglio 21st, 2015

Bello quel Paese che decide in materia di diritti civili non perché glielo impone un tribunale internazionale o perché glielo vieta il Vaticano.

Umbrellas floating 1