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Anne Frank, il silenzio che ha dato voce al mondo

martedì, ottobre 24th, 2017

E’ una ragazzina ebrea nata il 12 giugno 1929 nella città tedesca di Francoforte sul Meno. Anne Frank, che la crisi economica, il successo di Hitler e venti antisemiti costringono ad emigrare con la sua famiglia ad Amsterdam.  Il 1° settembre 1939 la Germania invade la Polonia. Guerra.  il 10 maggio 1940 le truppe tedesche invadono anche l’Olanda che, occupata cinque giorni dopo, si arrende.

Il babbo e la mamma di Anne, Otto ed Edith Frank, decidono di nascondersi. Insieme a Hermann van Pels, un suo dipendente ebreo come lui, e con l’aiuto di altri due impiegati, Johannes Kleiman e Victor Kugler. Otto allestisce un nascondiglio in Prinsengracht 263, l’edificio che ospita la sua impresa. Per più di due anni vivranno tutti nascosti nell’Alloggio segreto. Vivere facendo finta di non esistere.

Ad Anne, poco prima di entrare in clandestinità, hanno regalato un diario per il compleanno. Sarà quello il lasciapassare per la vita. Quella che le resta da vivere facendo finta di non esistere, in Prinsengracht 263. E’ lei l’occhio che il mondo avrà sulla vita dell’Alloggio e dunque su come la mente dell’uomo possa da un lato concepire l’orrore di perseguitare e segregare e dall’altro dare una via di salvezza scrivendo.

Il 4 agosto 1944 li scoprono, li arrestano e li deportano ad Auschwitz. Non si saprà mai come sia stato scoperto il nascondiglio. Otto Frank sarà l’unico a sopravvivere alla guerra. Anne e la sorella Margot moriranno di malattia e di stenti a Bergen-Belsen. Subito dopo l’arresto Miep Gies e Bep Voskuijl avevano salvato le pagine del diario di Anne ed è in quel momento che Miep le consegna al padre. Il 25 giugno 1947 esce “Het Achterhuis”, L’Alloggio segreto, con una tiratura di tremila copie. Il resto è storia.

Come una storia del genere possa diventare un insulto è invece la domanda che mi faccio da ieri. E questa in parte è responsabilità non dei laziali che hanno esposto le foto di Anne Frank con la maglietta della Roma allo stadio ma di tutti quelli che hanno visto comparire quella foto allo stadio e sono stati zitti. E di tutti quelli che oggi, a cominciare da me, inorridiscono ma che per educazione di norma inorridiscono in silenzio.

Forse abbiamo taciuto troppo. Su tutto. La nostra educazione di molti sta facendo dilagare l’ignoranza dei meno. Perché la strafottenza dell’ignoranza vive soprattutto di questo: dell’umiliazione silente della maggioranza degli altri.

Anne Frank