Posts Tagged ‘cuore’

Finché l’angina coitale (e fatale) non ci separi

mercoledì, maggio 23rd, 2012

Riceviamo dall’amica Grace e volentieri con lei sghignazziamo sull’imperdibile Ricerca dell’Università di Firenze

Allora la notizia è questa: uomini, a cornificare le mogli si rischia l’infarto. E mogli, terrorizzate dall’eventualità che il marito vi schioppi nel sacro talamo durante l’adempimento del sacro obbligo, rilassatevi: essi schioppano, eventualmente, nel letto dell’amante. Specie se “sensibilmente più giovane”. L’adulterio fa male al cuore. Nel senso che gli esplode proprio. Si chiama “Morte improvvisa coitale” anche detta “angina coitale”.

Ma quello che, mi si permetta, ho trovato più sconvolgente della fulminante ricerca è la descrizione della tipologia dell’amante: “l’amante suscita maggior ansia da prestazione, è meno rassicurante, e spesso trascina il marito fedifrago in comportamenti più estremi”.

Mo’ sarà un caso ma in base a una personale indagine che ho potuto svolgere sul campo nel senso da diretti reportage delle amanti supercaligragili che me lo raccontano di norma davanti a calici di rosso dunque magari so’ ricordi obnubilati, alla qui presente tenutaria risulta che, si, certamente, il fedifrago sposato all’inizio fa lo splendido e fa pure numeri da Cirque du Soleil nel letto della poverina ma, in linea di massima, ciò di cui ha veramente un gran bisogno, nell’ordine, è sentirsi dire:
-parlami pure di tutte le inenarrabili vicissitudini del tuo ufficio compreso il blocco della macchinetta del caffè
-si, certo
-hai ragione
-quanto sei fico
-come sei grande (no, non ve lo specifico in che senso)

e dunque il comportamento “più estremo” che ho potuto registrare -scavallati i primi due mesi di fuochiefiamme- è stato da parte delle donne, chiamate ad estenuanti maratone, si, ma di rassicurazione dell’insicuro fedifrago su tutti i fronti comprese deludenti performance su campi di calcetto il mercoledì sera.

Quindi, cari studiosi del mio Stivale, le conclusioni secondo le quali “è così che gli uomini, un po’ martoriati dal senso di colpa e un po’ trascinati da ritmi «sesso, droga e rock and roll» (che mai avrebbero considerato con la propria sposa), rischiano un attacco di cuore” in realtà andrebbero riviste.

Perché qua l’unica che rischia di rimanerci secca è la povera e “sensibilmente più giovane” amante: per la noja.

Lo smemorato di Cuorlegno

martedì, febbraio 8th, 2011

Temperature minime della notte: Roma Ciampino 4, Roma Fiumicino 1, San Valentino -6.
Bene e ora passiamo alle notizie dall’interno. 

Caro Professor Pi,
la scienza procede anche per errori ma progredisce perché sa farne tesoro. Perché in amore non succede e da che mondo è mondo continuiamo a ripetere sempre gli stessi errori e non ci evolviamo mai?
Giovanna

Risponde il professor Pi, greco
Cara Giovanna,
anche dal punto di vista scientifico ci sono sistemi con memoria e sistemi senza memoria. Questi ultimi non sono adattativi, non imparano cioé dalle esperienze precedenti e ripercorrono la stessa evoluzione a fronte degli stessi dati. Che l’amore sia un sistema senza memoria?
D’altra parte, se è vero che la scienza progredisce è altrettanto vero che a volte ci vogliono secoli. La matematica ci ha messo circa due millenni a capire come trattare l’infinito ed ancora, in molti casi, solo come limite.
E dunque, al limite, penso che arriveremo anche noi  a comprendere qualcosa dell’amore, solo che, al limite, magari sarà troppo tardi.
Cordiali saluti
Suo Pi

Traduzione a cura di  Meri Pop
Giovà, non c’è salvezza. Lasciamo proprio perdere. Mai provato col bricolage, il decoupage, il potage?

Il cuore ha più stanze di un casino

mercoledì, dicembre 8th, 2010

“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna.
Il cuore ha più stanze di un casino.”

Gabriel Garcia Marquez

Gli angoli, e i cassetti, del cuore

lunedì, ottobre 4th, 2010

di Deriva Sfuggente

Cara Meri Pop,

oggi ho capito che il cuore non ha un solo spazio. Ma ha mille piccoli cassetti. Ed in ognuno di essi ci sono altri pezzetti di altri cuori. E in tutto questo ambaradan, degno dell’Ikea, ci sono io. Io che vivo a cavallo di piccoli amori e che, per una volta almeno, non ho paura.
Per una volta, chiudo gli occhi e consento alla mia Me, cuore e cervello, di appoggiare la testa e di lasciarsi andare.
Non ho paura, e’ stranissimo. Ma i piccoli amori fanno questo effetto.

Piccolo amore cresce. O forse rimane eterno bambino, a cavallo dei suoi sogni. O forse se ne va, dalla stessa porta da cui entrano i sogni. Ma, intanto, e’ passato di qua. E mi mancherà, quando non ci sara’ più. E allora aprirò un cassettino, all’inizio con tristezza e poi con dolcezza. E vedrò li, un pezzetto del suo cuore.
“Piccolo amore, che strani quelli con un grande amore…”.

Neanche io

mercoledì, luglio 7th, 2010

Se solo sapessi come si fa a scrivere a qualcuno che ha un tumblr lo farei privatamente. Invece mi tocca farlo qui, davanti ai miei 25 lettori ed e-lettrici. Dunque nell’elenco link di supercalifragili c’è anche una certa Blondeinside. E’ un tumblr. Diffido per principio di parole che abbiano una sola vocale. Ma in questo caso ricordo che feci un’eccezione perchè il momento era davvero complesso: stavo una chiavica. E non è che, mentre precipiti, se trovi un appiglio ti metti a fargli l’analisi al carbonio. Provi ad afferrarlo e basta. E io mi attaccai anche a questo tumblr -che forse è una specie di macedonia di cose prese qua e là ma con criterio, cercando di legare il gusto- perchè ogni giorno c’era almeno un motivo per aprire sto tumblr e non la boccetta del Lexotan.

Ecco perchè a un certo punto, con l’eroica decisione di aprire un blog -che pure questa è una parola che ha una sola vocale ma ormai la china discendente era presa- ci misi il link. Come un’indicazione stradale: se proprio non sapete dove cazzo andare provate a svoltare qui che c’è un posticino niente male. E tradussi: è una wikipedia del cuore. Perchè aveva fatto bene al mio, di cuore, che certi giorni proprio non sapeva che strade prendere per uscire dai vicoli ciechi. E andava a cercare su ogni Tom Tom possibile.

E così qualche giorno fa Blondeinside se n’è accorta. E si è chiesta: e com’è che m’hanno detto proprio a me che sono la wikipedia del cuore, a me che “dell’amore non ne so un cazzo”? Ecco, Blondeinside, forse perchè io -che sono Castanafuori- neanche. Evidentemente ho riconosciuto i tratti della comune ignoranza.

Poi tu, almeno, ti sei risposta che probabilmente si addita in te un faro perchè, in assenza di storie degne di questo nome dai tempi del Pleistocene, accade che “chi non sa fare insegna”. Io invece manco quello: nel frattempo, dopo la scoperta del tumblr, ho scoperto pure Cuba e, recentemente, di essermi presa una cotta con una trentina d’anni di ritardo, senza speranza alcuna nell’immediato di uscire fuori dal tunnellellelle.

E questo, lo capisci, ti farà restare in posizione inarrivabile ancora per un bel po’.

Il segreto dei suoi occhi

mercoledì, giugno 30th, 2010

E’ un film su due ergastolani: ognuno rinchiuso nel proprio amore impossibile.

E’ un film sul tempo che scorre e che lascia irrisolti ma intatti, oltre ai casi giudiziari, gli amori non dichiarati. Perchè forse è vero che la donna più desiderabile è quella che non potrai mai avere. Senonchè, a volte, lo è anche quella che hai avuto per troppo poco.

E’ un film sull’amicizia quando è forte da morire. E da morirne.

E’ un film su come si risponde al telefono.

E’ un film anche su Cold Case, col suo bel delitto efferato, ancora aperto dopo vent’anni. Anche se, alla fine, i delitti che non ci perdoniamo mai, e che continuano a inseguirci per tutta la vita, sono pure quelli delle storie non vissute, quelli dei rimpianti, delle cose non dette, dei baci non dati, delle carezze interrotte.

E’ un film su una giovane sposa violentata e uccisa, su un marito che non si rassegna, su un funzionario della Corte di Giustizia che non si rassegna neanche lui per quel delitto impunito ma delinque quando si rassegna di fronte al proprio, di delitto. Quello di chi, per paura, uccide il vero amore consegnandosi a una vita vuota.

E’ un film in cui, incredibilmente, si ride tanto e si ride amaro.

E’ un film che ti fa ascoltare quando”los ojos hablan”. Y no mienten jamás.

E’ un film sulla parola “temo”. E su una macchina da scrivere che non ha la “a”.

E’ un film sulla naturale paura di amare. E sull’eroico coraggio di superarla.

E’ un film che ve lo metto in spagnolo porque es mejor y se entende ugualmente.

E’ un film che dovete farvi un regalo e andare a vederlo.

 

Nuova di zecca

venerdì, giugno 25th, 2010

di Squinter Nata

Cara Meri Pop,

io ho una zecca.
L’ho portata 8 anni attaccata al cuore. Ha preso da me tutto quel che si potesse prendere. I miei anni migliori. La mia famiglia. Il mio lavoro. I miei guadagni. La mia autostima. Le mie amicizie.

Ha costruito la sua vita utilizzando come impalcatura la mia esistenza. Come un piccolo adorabile parassita che mi faceva sentire indispensabile. Ma come tutte le migliori zecche, non ha mai detto grazie. Anzi, pretendeva che io ringraziassi lui per l’enorme privilegio di averlo accanto, addosso forse.

Finchè un giorno ho sbottato, e ci ho dato di disinfestazione.
Avevo deciso che era giunto il momento di vivere per me, e me solamente. La zecca nemmeno se n’era accorta che da brutto anatroccolo piano piano stavo diventando un cigno. O un’aquila, scegli tu.
Ma io ho iniziato a volare, in alto, in alto. E lui è rimasto fermo dov’era, e quando si è accorto che la sua fonte si sostentamento lo stava abbandonando, ha sentito il suo mondo tremare.
Ma era troppo tardi MeriPop.
Avevo volato talmente in alto che non sapevo più tornare a casa. O forse avevo visto che il mondo era bello. E si che era bello, era meraviglioso. E la gente mi amava nonostante non mi rendessi per loro indispensabile. Mi amava perchè ero io, perchè ero così. E non per qualcosa che facevo.
La zecca ancora non ci si è abituata, a non avere più la sua fonte di sostentamento.
Ne vuole ancora. A giorni alterni, prova con l’arma del senso di colpa.
Quello che non sa è che io ormai sono stata vaccinata. 
E le zecche non possono attaccarsi più alla mia vita.

La ricostruzione di un amore

mercoledì, giugno 23rd, 2010

di Deriva Sfuggente

Cara Meri Pop,

alla ricerca del grande amore ho lasciato per strada circa 2000 falsi grandi amori, durati il tempo di un ti amo e poi sfumati via. E ogni volta fettine di cuore in grandi frullatori che non si fermano mai. Ogni volta incollare di nuovo i pezzi, e tornare a sperare. Perché la costruzione di un amore, come diceva l’Ivano Fossati, spezza le vene delle mani, ma come direbbe Lady Diana, spezza pure gli ammennicoli.

Eppure non ho mai smesso di credere che, in qualche parte del mondo, Lui sia li. Forse distratto, confuso, mentre sorseggia un caffè al Meri’s Bar, e io troppo presa dal fare i raggi al barista per notarlo. E che sia li a  mescolare il sangue col sudore (immagine a dir poco ributtante) per costruire il nostro amore.

Che bello tornare alla vita, che mi era sembrata finita, che bello tornare a vedere e quel che è peggio è che è tutto vero

E ci si butta ancora Meri, ci si butta in questa corsa dietro al tuo cuore ed al suo incessante battito. Ma dove mi sto buttando? Ma che dico? Esiste l’amore? O è frutto di qualche strano fabbricatore di ologrammi? E poi cosa è mai quest’amore?

Fiumi di parole, di banalità, di sentenze che suonano definitive e che si spiaccicano come Willie il Coyote dalla rupe. E a volte sono Bip Bip e rido. Di quel riso sadico, niente affatto convinto e bugiardo come un Giuda di seconda mano.

Ma dopo tutto questo sproloquio, sono li che cerco il minchia grande amore, come un cane che cerca il tartufo, e l’immagine di me, e del pregiato tubero, riempie lo schermo di questo film immaginario.