Posts Tagged ‘creatività’

Tremo dunque sono

giovedì, dicembre 3rd, 2015

(Ricordiamo e ripubblichiamo)
La storia completa è qui e la racconta Annamaria Testa. Lui si chiama Phil Hansen ed è un giovane artista che frequenta una scuola d’arte quando, per un danno neurologico, iniziano a tremargli le mani al punto da non riuscire neanche più a tracciare una riga dritta. Rinuncia. “Poi, finalmente, incontra un neurologo che gli domanda perché non abbracci questo tuo tremore? E Hansen fa così. Lascia che la sua mano tremi mentre disegna, e questo è l’inizio di una carriera che lo porta a sperimentare diverse sorprendenti forme d’arte”.

Tipo dipingere con due fili elettrici che bruciano:

Non solo: “Si accorge di due cose importanti: l’eccesso di possibilità è paralizzante, e sono i limiti a stimolare la sua capacità creativa. Così, decide di imporsene di nuovi: comporre un’opera i cui materiali costino meno di un dollaro. O fare a meno della tela (dipingerà 30 immagini sul proprio petto)”.

Eccole (i ritratti delle 30 persone che più lo hanno influenzato, dipinti sul proprio torso)

Quindi: “Molti pensano che la creatività abbia bisogno di una condizione di libertà assoluta e totale. Tuttavia, in assenza di vincoli esterni o autoimposti che ci obbligano a fare uno sforzo in più, noi tendiamo a replicare ciò che già, su questioni analoghe, ha funzionato in passato, oppure a perderci per strada”.

E invece: “Per produrre nuovo pensiero abbiamo bisogno di ostacoli nuovi da superare”.

Il mio primo direttore diceva sempre: “Tutto quello che la vita mi ha insegnato me l’ha insegnato mentre piangevo. Lei signorina Meripo’ ricorda di aver mai fatto qualcosa di epocale ridendo?”. Ovviamente me lo diceva quando mi cazziava a bestia e ben sapendo che di epocale s’era visto, comunque, ben poco.

Ma è così. Pensateci. Pittori senza braccia che dipingono con i piedi, i non vedenti quando suonano, rinascite dopo lutti o divorzi (che in qualche modo si equivalgono). “Per dirla in modo semplice -scrive sempre la Testa nel senso Annamaria- è come se il cervello, per superare un ostacolo, prendesse la rincorsa”.

Insomma ostacoli, limiti, costrizioni e imperfezioni ci migliorano e ci mandano in orbita verso nuove conquiste, tipo Samantha.

Molto bene. Allora si può sapere perché caspita, invece, in amore, ci schiantano? Embrace the shake, abbraccia il tremore, è l’inno di Hansen. Visti i risultati abbarbichiamoci proprio.

I bambini lo sanno

lunedì, luglio 6th, 2015

Una ragazzina di 6 anni, durante una lezione di disegno, sta seduta in fondo alla classe e disegna, disegna.

L’insegnante sa che di solito non sta molto attenta ma in questa lezione sì, molto. E allora, affascinata, va da lei e le chiede

-Cosa stai disegnando?

-Sto disegnando Dio

-Ma nessuno sa che aspetto abbia Dio…

E lei:

-Lo sapranno fra poco

Ken Robinson, TedTalks

Ho trovato questo racconto cercando sotto la parola creatività. A me, sul finale, ha suggerito anche “fiducia”. E che affrontando le cose come ci si presentano si cresce. Ma reinventandosene di nuove si vola. Così, quando ci si interrompe una strada nota, o ci si rassegna di fronte alla realtà o la si ri-immagina. La differenza non sta nella praticabilità: sta nel crederci.
Lo dico a me. E anche a Gina. Che domani mattina ha l’udienza del divorzio. E forza Gine. E Gini.

Dita che disegnano

 

Tremo dunque sono

mercoledì, dicembre 3rd, 2014

La storia completa è qui e la racconta Annamaria Testa. Lui si chiama Phil Hansen ed è un giovane artista che frequenta una scuola d’arte quando, per un danno neurologico, iniziano a tremargli le mani al punto da non riuscire neanche più a tracciare una riga dritta. Rinuncia. “Poi, finalmente, incontra un neurologo che gli domanda perché non abbracci questo tuo tremore? E Hansen fa così. Lascia che la sua mano tremi mentre disegna, e questo è l’inizio di una carriera che lo porta a sperimentare diverse sorprendenti forme d’arte”.

Tipo dipingere con due fili elettrici che bruciano:

Non solo: “Si accorge di due cose importanti: l’eccesso di possibilità è paralizzante, e sono i limiti a stimolare la sua capacità creativa. Così, decide di imporsene di nuovi: comporre un’opera i cui materiali costino meno di un dollaro. O fare a meno della tela (dipingerà 30 immagini sul proprio petto)”.

Eccole (i ritratti delle 30 persone che più lo hanno influenzato, dipinti sul proprio torso)

Phil Hansen - Influence

Quindi: “Molti pensano che la creatività abbia bisogno di una condizione di libertà assoluta e totale. Tuttavia, in assenza di vincoli esterni o autoimposti che ci obbligano a fare uno sforzo in più, noi tendiamo a replicare ciò che già, su questioni analoghe, ha funzionato in passato, oppure a perderci per strada”.

E invece: “Per produrre nuovo pensiero abbiamo bisogno di ostacoli nuovi da superare”.

Il mio primo direttore diceva sempre: “Tutto quello che la vita mi ha insegnato me l’ha insegnato mentre piangevo. Lei signorina Meripo’ ricorda di aver mai fatto qualcosa di epocale ridendo?”. Ovviamente me lo diceva quando mi cazziava a bestia e ben sapendo che di epocale s’era visto, comunque, ben poco.

Ma è così. Pensateci. Pittori senza braccia che dipingono con i piedi, i non vedenti quando suonano, rinascite dopo lutti o divorzi (che in qualche modo si equivalgono). “Per dirla in modo semplice -scrive sempre la Testa nel senso Annamaria- è come se il cervello, per superare un ostacolo, prendesse la rincorsa”.

Insomma ostacoli, limiti, costrizioni e imperfezioni ci migliorano e ci mandano in orbita verso nuove conquiste, tipo Samantha.

Molto bene. Allora si può sapere perché caspita, invece, in amore, ci schiantano? Embrace the shake, abbraccia il tremore, è l’inno di Hansen. Visti i risultati abbarbichiamoci proprio.