Posts Tagged ‘Corriere della sera’

Il filo è a piombo ma il Teatro crolla

sabato, luglio 26th, 2014

Il filo è a piombo ma la casa è storta. Mio nonno, muratore, è così che mi spiegava l’inspiegabile. Nonno Giuseppe era anche un grande appassionato di opera lirica ed è dalla sua voce roca ma appassionata che ho ascoltato per la prima volta le arie più belle.

I conti sono sani, per il 2014  il piano di risanamento non prevede né mobilità né licenziamenti e dunque stasera salta per la terza volta la Bohème a Caracalla e martedì all’ordine del giorno del Cda dell’Opera di Roma ci sarà la liquidazione coatta. Il filo è a piombo ma il Teatro crolla. Non son bastati 19 incontri con i sindacati -ha raccontato ieri uno sconsolato sovrintendente a Valerio Cappelli del Corriere della sera- per scongiurare il disastro. C’è chi dice No. Due sindacati. C’è anche chi dice Sì e sono il 70% dei dipendenti. Ma il filo è a piombo e il Teatro crolla.

Ciò che, confesso, sconcerta di più è che tutto ciò stia succedendo praticamente in silenzio: bella legge del contrappasso per un teatro lirico. Non è mai successo, da quando i teatri non son più regno di impresari privati ma proprietà di Fondazioni con il 90% di partecipazione pubblica, che chiudesse un teatro.

Ma tant’è. Per un relitto che riemerge c’è una gloriosa nave che sta per inabissarsi. Ma senza neanche una telecamera intorno.

Ed è questo silenzio il castigo peggiore. Perché la voce dell’Italia nel mondo è una voce che, soprattutto, canta. E’ la tradizione dell’Opera italiana che ci rappresenta ovunque. E noi la stiamo spegnendo così. In silenzio.

Che confusione, sarà perchè ti chiamo

giovedì, febbraio 7th, 2013

“Come bisognerebbe chiamare la persona con cui si dorme tutte le notti?” Comincia così un articolo del Corrierone su “la parola che manca alle coppie non sposate” e volto a risolvere il problema del nome della rosa, della rosa di possibilità che si aprono per chi, non sposato, ha comunque un perlappunto. Un-una che? Dice l’articolo che “compagno fa pensare a Berlinguer, partner a un contratto d’affari” e “fidanzato” o “ragazzo” dopo una certa fa strabuzzo di occhio, dunque che rimane? Premesso che pensare un po’ a Berlinguer oggi non potrebbe che far del bene, vista la deriva da cani presa dalla campagna elettorale, c’è che nelle presentazioni pare scatti il momento dei puntini di sospensione con strascinamento delle vocali “ti presentoooooooooooooo”.

Premesso che non è che nelle presentazioni si debba fare l’analisi al carbonio degli stati civili, scusate, maaaaaaaaaaaaaaaa il nome? E infatti deve arrivare Piero Chiambretti, dopo un discreto sproloquiamento di eccelsi pareri, a rivelare la scoperta del Sacro Graal:
“Noi ce la caviamo così: lei è Federica, lui è Piero”.

E se proprio sta soluzione non vi convince invito a calare il jolly: “Ti presento Coso”. E ora fatemi sognare. E ditemi un po’: e voi come vi presentate, ciccini?

Noi che se un uomo non ci guarda non siamo

domenica, aprile 15th, 2012

Rassegna stampa 2/
Ce n’è un’altra, di intervista, a Monica Guerritore, su Io Donna, del Corriere.

Facendola breve a un certo punto lei parla della fine del suo amore con Gabriele Lavia.

-Entrammo in crisi quando mi venne voglia di ascoltare me stessa, cosa volevo, leggere, mangiare. Ho scoperto, per dire, che volevo recitare col corpo. Nella Madame Bovary di Giancarlo Sepe col sudore e la fatica e senza parlare ho trasmesso l’angoscia dell’archetipo femminile della donna che cerca sempre un uomo che la guardi.

Anche lei è stata dentro l’archetipo?
-Tutte ci siamo state. Per me attrice è stato raddoppiato dal pubblico per cui tu esisti solo se ti guardano e ti amano. Ho cominciato a guarire leggendo la frase “Non pensare alle conseguenze“. Cioè: agisci per l’azione in sé, non per l’applauso che ti aspetti.

Vale col pubblico e con gli uomini?
-Uguale. Col tuo uomo dici: “Mi guardi e attraverso il tuo sguardo io mi innamoro di me. Mi guardi, mi desideri e sto bene”. E quando lui volta la testa pensi: “Oddio non sono più niente”.
Invece, sei per ciò che sei e che fai.

(…)
E ora ha un amore…
Bello. Ho un amore bello.

(…)
Da cosa si capisce che un uomo è il compagno della vita?
Perché è un compagno che sta accanto, non sopra di te.

Belsito Francesco, nominato per “studiare”

martedì, novembre 15th, 2011

Belsito Francesco, Lega Nord, sottosegretario. Per un giorno. Che la sua nomina era stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale giusto ieri. Nominato da Bossi Umberto. Per “studiare”. Vabbè, almeno uno in famiglia dovrà pur farlo.

Nominato, stavo a dì, per “studiare e confrontarsi sulle questioni istituzionali attinenti al federalismo” e anche “per raccordarsi con le autonomie per lo sviluppo  in senso federale dell’ordinamento” nonchè rappresentare il governo nei lavori parlamentari”. Siamai il governo deve andare al bagno non si rimane scoperti. 

Però comunque Belsito aveva già iniziato ad operare. Solo che ricordava Sergio Rizzo sul Corriere della sera,  era “al tempo stesso vicepresidente della Fincantieri. Per aggirare il conflitto ha concluso che non fosse necessario dimettersi, ma soltanto «autosospendersi». È più semplice. D’ altra parte, è o non è Belsito sottosegretario alla Semplificazione?”.

Nel curriculum spicca anche un suo biglietto da visita rintracciato in casa di Ruby. Probabile volesse prendere qualche ripetizione o studiare insieme a lui.
Vabbè, buono spread a tutti.