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Gli Oliveronions

lunedì, luglio 30th, 2012

Oliveronions. Per l’utenza al di sotto dei 30 anni evocherà al massimo una salsa alla cipolla. Ma a noi questi ci hanno rovinato l’esistenza: Guido e Maurizio De Angelis. Gli Oliver Onions. Sandokan. Janez. Philippe Leroy. Una specie di Risiko della memoria e della carta d’identità.

Una generazione di adolescenti passata indenne da Zorro, Rin Tin Tin e La casa nella prateria si è infine arenata sulla riva della Malesia ma soprattutto ha ardentemente desiderato abbarbicarsi alla tunica di Kabir Bedi.

E la Carole Alt che è in noi ancora, invano, ovunque lo insegue. Sempre e solo sulle note di “My Sweet Lady Blue”.

(Scusate ma siccome è ora di prepararsi sto caspita di zaino per il Borneo malese, prima di occuparmi di reperire un cappello -che servirà fino all’incontro con i dajacchi poi ve lo potete pure riciclare- approfitto degli ultimi istanti di illusione romantica. Che ora che ci penso ma po’ esse che io poi parto romantica e mi ritrovo sempre alle prese con le cipolle? Ma com’è sto fatto?)

Sex and the Cipol

venerdì, maggio 18th, 2012

E’ successo che il Professor Pi doveva partire per la Cappadocia. Ma stavolta io non potevo andare. E’ un uomo fortunato, a volte.
Dunque io non potevo andare però lui ha detto
-Meripo’ visto che ho l’aereo all’alba che dici se passo a salutarti e con l’occasione mi ospiti la sera prima?
-Certo Professor Pi anzi se con l’occasione poi mi insegni qualche altra ricetta, che sono cinque inviti a cena di seguito che faccio la tua pasta alla siciliana rivisitata
E lui ha detto
-Certo Meripo’, potremmo fare il riso pilaf , ora ti dico cosa comprare.
E così io sono uscita a fare la spesa e lui ha preso un treno ed è venuto a trovarmi.

Io, ve lo devo dire, non è che avessi mai ospitato uno scienziato e allora mi sono preparata. Ho studiato. Ho studiato tutta la settimana. Come dovevo vestirmi. Tipo gonna tattica, maglietta, tacco 12. 10. 8 (no, scusate, se mi presento col tacco 12 a Termini potrei dare adito a pettegolezzi).

E insomma sono andata a prenderlo e me lo sono trascinato e l’ho accompagnato a casa.

Sapete com’è, una chiacchiera tira l’altra e intanto avevo stappato un 15 gradi rosso e cin cin e salutino e sorsetto e poi questo caspita di Professor Pi me ne fa passare di tutti i colori e mi porta in posti che manco so dove stanno e come si pronuncino e però ecco lui ha un suo fascino. Così beh, avete capito, si era creata una certa atmosfera, io avevo messo pure Chiara Civello di sottofondo, a Roma c’era il tramonto che faceva capolino dalla finestra e allora lui si è avvicinato e anche io e lui ancora un altro po’ e io pure e sostanzialmente eravamo come la collisione del Titanic con l’iceberg, ho chiuso gli occhi, ho sentito la sua bocca avvicinarsi al mio orecchio ed è allora che mi ha sussurrato
-Meripo’ hai una cipolla?

Ha detto Meripo’ haiunacipolla

Io prima ho visto se c’era la telecamera di Scherzi a parte poi ho guardato il calice del rosso chemagarihoesgaeratoehocapitomale e poi ho guardato lui che ancora stavo stesa, nel senso dallo stupore e allora lui ha detto
-Mi sono dimenticato di dirti di comprare la cipolla. Non ne hai vero?
-No.

E lui allora ha sfoderato il sorriso da bel tenebroso
E io mi sono detta: Ambeh me stava a prende in giro, volevo dire…
E lui a quel punto si è alzato in direzione suo zainetto, l’ha aperto e ha tirato fuori un incartamento argentato e, sempre come il beltenebrosando ridens, me l’ha sventolata, la cipolla d’argento, e ha detto:

-Lo immaginavo, non importa, l’ho portata da casa.
Poi si è messo a cucinare.


Adesso, guardate, ci deve solo provare a dirmi che mi vuole portare tipo dai cannibali. Anzi, ci provi: che gliela do’ io la ricetta a quelli per sbocconcellarselo in casseruola.
Il Professor Pi-laf, lo faccio diventare.
Con la cipolla, s’intende.
Giuro che me la porto da Roma.