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Ildegarda di Bingen, l’Abbadessa geniale

giovedì, marzo 2nd, 2017

Storie calme di donne inquiete/2

Tanto per dirne una a un certo punto, da Abbadessa del monastero di Rupertsberg si inventò una lingua, la lingua ignota. Proprio tutta, dall’alfabeto alla grammatica alla sintassi. Convinta che l’Universo fosse un gigantesco uomo, con sole, luna e stelle per testa, gabbia toracica all’origine dei venti e addome quello dei mari, la terra i piedi, si inventò cure all’origine della medicina olistica. Teorizza che  la malattia dipende spesso dalla disarmonia con il mondo esterno e in base a questo cerca le cure, al punto che molti dei suoi rimedi basati sull’equilibrio caldo-freddo, umido-secco, ancora oggi vengono usati in fitoterapia. Lo stesso dicasi per la cristalloterapia. Ma la teutonica Ildegarda di Bingen fu anche profetessa, guaritrice, naturalista, scienziata, cosmologa, consigliera politica, scrittrice, poetessa e nonmiricordo che altro. Tutto da lì, da quel convento Benedettino tetesko che lei stessa fondò nel 1150.

Meripo’ ma n’artra monaca?

Ildegarda di Bingen

Sissignore, pure questa rinchiusa a sette anni, a quattordici prendendo il velo e sempre sempre avendo visioni non nel senso del fuori di testa ma essendo perfettamente con la capoccia a posto: geniali intuizioni tramite le quali scrisse ricerche mediche, botaniche, musicali, opere mistiche, prediche e lettere con le quali cazziò chiunque, financo Federico Barbarossa.

Supera i maschi del suo tempo pure praticando l’esorcismo su un uomo (1169-dato non accertato), una pratica che è ancora oggi monopolio maschile.

E, signoremie, è lei che, studiando il ciclo mestruale, pensa che, proprio per quella corrispondenza microcosmo-macrocosmo sia connesso con le fasi lunari, lei che si occupa dell’orgasmo (vi ricordo che siamo nel Milleccento e questa sta rinchiusa in convento) e scrive nel Liber causae et curae:

“Quando nel maschio si fa sentire l’impulso sessuale (libido), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco affinché venga trasmesso ai genitali del maschio facendolo bruciare … Ma nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell’uomo…”.

Ildegarda di Bingen2

Insomma Meripo’ che ce voi dì? Voglio dire, bellemie, che questa ha rivoluzionato il mondo mentre stava chiusa dentro e un convento e mentre fuori spirava uno dei periodi più bui per le femmine ma pure per i maschi. Dunque, se il tuttintorno di questi tempi cialtroni vi scoraggia, oggi prendetevi il grande Daje di Ildegarda.