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Clara Josephine Wieck, il piano forte dell’amore

mercoledì, maggio 17th, 2017

Storie calme di donne inquiete/26

Pianista e compositrice tedesca, concertista tra i primi al mondo a eseguire tutto il programma a memoria senza lo spartito davanti, fra le prime ad aggiungere anche interpretazioni sul tema, molto apprezzata da Chopin, ideatrice di nuove tecniche per suonare il pianoforte alcune delle quali tormentano ancora oggi i giovini allievi: signore e signori, Clara Josephine Wieck. Sposata Schumann. Perché sì anche in lei lo stato maritale finirà per offuscare se non sostituire del tutto la fama che avrebbe meritato da spajata. Per cui ovunque voi inseriate la ricerca “Clara Josephine Wieck” uscirà “Clara Schumann” nonostante lei sia una delle figure più importante del romanticismo, al netto della grandezza del coniuge.

Nasce a a Lipsia nel 1819, da babbo fondatore di fabbrica di pianoforti e mamma cantante e pianista, genitori che divorzieranno pochi anni dopo la sua nascita. E proprio il babbo, visto il talento della cinquenne Clara, mette a punto un metodo di insegnamento che aiuterà il suo talento e ne farà una concertista acclamatissima, metodo che userà pure Robert quando ne diventerà marito. E lei conoscerà Schumann proprio perché è allievo del babbo: insomma in Clara tutto nasce, cresce e si consuma sotto alla coda di un pianoforte, compreso un bell’amoreamico con Johannes Brahms, rapporto durato tutta la vita sul quale molto si malignerà -del quale ci restano delle splendide lettere- e che meriterebbe un racconto a parte.

Clara e Robert si sposano nel 1840 ma già pochi anni dopo l’illustre marito inizia a dar segni di squilibrio mentale, motivo per il quale verrà anche ripetutamente licenziato: soffre di amnesie, tenta un suicidio e alla fine nel 1854 verrà rinchiuso nel manicomio di Endemich dove morirà due anni dopo.

Insieme, nel frattempo, hanno avuto otto figli. Ripeto: otto figli e un marito malato. E’ lei che si accollerà sempre lavoro, casa, figli, procacciamento di concerti, soldi, medici, medicine, allievi, contatti. Una fatica improba. Nel 1854, in due mesi, farà 22 concerti in tutta l’Europa. Un mazzo senza pari che, alla fine, le presenta un conto salatissimo: dolori fortissimi alle braccia. E le sue, ricordiamocelo, non erano rubate all’agricoltura ma all’arte dei tasti.

“Sindrome da sovraccarico”, la chiameremmo oggi. E ti credo. E’ costretta a sospendere i concerti e non bastando le cure a base di oppio per darle sollievo alla fine un medico tedesco metterà a punto proprio per lei una terapia innovativa che le permetterà di risalire su un palco. E rifarsi il mazzo da capo. Continuerà inoltre sempre a comporre e a promuovere senza sosta tutti i brani del marito, soprattutto dopo la morte di lui: perché, diciamolo, la fama di Robert crescerà anche grazie a questo instancabile lavoro di promozione di Clara.

Clara Wieck Schumann

Una vita, quella di Clara, segnata dal dolore ovunque, visto che quattro dei loro otto figli -e il marito- muoiono prima di lei e un altro figlio verrà rinchiuso in un ospedale psichiatrico come il padre.

Gli ultimi anni li trascorrerà su una sedia a rotelle e quasi completamente sorda. Muore per un ictus. Brahms corre al suo funerale ma, sconvolto, sbaglia direzione del treno e ne prende uno per Francoforte mentre i funerali sono a Bonn. Arriverà solo mentre il carro funebre si allontana. E qui arriva un ultimo piccolo cameo d’amore: “Nel trambusto ha preso tanto freddo da ammalarsi. Difficile capire se è il dispiacere o l’ infreddatura a stroncarlo. Fatto sta che non si riprende: muore undici mesi dopo di lei“.
Sipario. Applausi.

E ora fatevi un regalo: ascoltatela.