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Sex and the chili

giovedì, settembre 29th, 2011

Ristorante messicano, interno sera, tavolo per quattro
-Beh, novità?
-Ho deciso di smettere
-Con Giovanni?
-Col chili. Il chili chiama il Margarita e uno ne chiama un secondo e insomma io domani mi devo alzare presto
-E Giovanni?
Cameriere: Le signore sono pronte?
-Le signore sono sempre pronte, caro, siete voi che non lo siete mai
Cameriere basito
-No no allora tacos, chicken burrito due, chili con carne uno e un grilled chicken con patate
Timidamente: E da bere?
-Tanto. Ci portiii… tanto da bere
-Quattro birre per la precisione
-Allora, con Giovanni?
-Basta
-E perché?
-Sta con un’altra
Silenzio. Intanto arrivano le birre. Glu glu glu glu
-Beh ve l’avevo detto che era sparito, no?
-Si ma poi continuava a mandarti messaggini
-Li manda ancora
-EEHHH???
-Ha detto che non riesce a staccarsi da me
-Beh non mi pare visto che sta attaccato a un’altra. E chi è sta str sta qua?
Non è una str. E’ una normale
-Ehh??
-Gliel’ho chiesto: ho detto “cos’ho io che non va?”
“Ecco i burrito, il chili e il pollo”. Il cameriere scappa
-E lui?
-Lui ha detto: sei troppa. Troppo complicata, troppo. Io ho bisogno di una normale
Glu Glu glu glu. Gnam gnam. Glu glu glu
-Vabbè, sei una ragazza Cathe
-Che sono?
-Che non ti ricordi Sex and the city? Ci sono due tipi di ragazze, le ragazze semplici e le ragazze Cathe, le Cathe hanno cascate di ricci selvaggi ma loro preferiscono quelle con i capelli lisci.
Tutti guardano Meri Pop che ha i capelli indubitabilmente lisci
-Escluse le jene presenti, ovvio
-Quindi che è sta storia dei due tipi di ragazze?

Dal tavolo accanto una signora:
Cara, le ragazze sono di due tipi, quelle che sanno stare anche da sole e quelle che invece no. Com’era il burrito?
 
 
“E pensai una cosa: forse certe donne non sono fatte per essere domate. Forse hanno bisogno di restare libere finché non trovano qualcuno altrettanto selvaggio con cui correre”
 
 

Vai Marina

lunedì, maggio 24th, 2010

Meri Pop ha un’amica. Che non ha mai visto. Che non ha mai sentito. Ma che ora sente di conoscere profondamente.

Un’amica che si è nascosta per anni dentro una corazza di chili. Non una quotidiana scivolata golosa: un vero e proprio piano scientifico di accumulo portato avanti con determinazione negli anni. Una guerra. Una guerra contro se stessa.

Finchè un giorno ha detto basta e di guerra ne ha iniziata un’altra, stavolta per sé. Ed è così che, dopo una vita pesante, se ne è regalata un’altra. La nuova vita leggèra di Marina e di tante Marine coraggiose. Tutte da leggere. Da leggere e amare, come recitava il titolo di un bel libro di Annamaria Testa nel quale bastava cambiare gli accenti perchè cambiasse anche la prospettiva.

Non so chi lo abbia detto ma forse è vero che “un perdente trova sempre una scusa. Un vincente trova sempre una strada”. Strade in salita, accidentate, piene di buche e scivoloni ma finalmente strade da percorrere e non più vicoli ciechi.

Il libro si chiama “Il peso irragionevole. Storie di ordinaria obesità” ed è gratis. Per richiederlo e saperne di più potete andare qui.
Forza Marina, vai.